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Mele: Alto Adige verso un raccolto record

In arrivo un milione di tonnellate

di mele
Verso un raccolto record malgrado la crisi di mercato
AGRICOLTURA D’ORO

BOLZANO. Le previsioni parlano chiaro: l’industria delle mele in Alto Adige produrrà quest’anno il 10% in più rispetto all’anno scorso. Un raccolto, quindi, da primato assoluto che sfonderà nientemeno che il tetto del milione di tonnellate. E questo malgrado il mercato della mela continui a soffrire problemi di collocazione sul mercato. In modo particolare quello dei tradizionli mercati europei.
L’aspettativa dei produttori di frutta altoatesini, contano di realizzare in occasione del raccolto 2002, che inizierà dopo Ferragosto, la quantità record di 1.028.000 tonnellate contro le 941.000 tonnellate dello scorso anno. L’incremento previsto dovrebbe aggirarsi sul 9% (86 mila ton. in più rispetto al 2001), con un più 16% rispetto alla media quinquennale. Le stime sono state fornite ieri dall’Ufficio provinciale frutti-viticoltura.
Di record in record, quindi. Questo sperano di poter dire parlando della produzione frutticola 2002 gli operatori altoatesini del settore. Tanto ottimismo si giustifica con vari fattori. Ormai solo il 20% degli impianti delle imprese frutticole locali supera i 20 anni di et& 224;, la maggior parte è decisamente più recente, attrezzature supermoderne che permettono di alzare in modo decisivo il livello di produttività. Questa si esprime con una media di 57 tonnellate per ettaro coltivato, mentre solo 10 anni fa non superava le 43 tonnellate per ettaro. L’incremento non si è avuto invece nel comparto-terreni, che negli ultimi anni sono cresciuti solo di pochissimo (si è passati da circa 17.700 ettari a 18.000).
Per le singole zone coltivate a mele si prevedono, quanto a produzione, variazioni reciproche poco rilevanti rispetto all’anno scorso: un piccolo aumento (+ 8%) in Val Venosta, nel Burgraviato, in Val d’Isarco e Bassa Atesina. Ci si aspetta una produzione più imponente (+ 13% rispetto al 2001) invece nella zona di Bolzano, nonostante vi sia da registrare una “perdita” di superfici coltivate a mele a favore di un incremento sia nel settore vitivinicolo che in quello dell’edilizia. Tornando alle zone più alte, si ritengono possibili aumenti di produzione solo se l’autunno dovesse essere particolarmente mite.
Il coordinamento globale e l’esecuzione dei rilevamenti sui terreni sono stati eseguiti dall’Ufficio frutti-viticoltura della Ripartizione provinciale Agricoltura. Le statistiche fanno riferimento alle prime due settimane di luglio; i rilevamenti hanno preso in esame circa 1700 aziende. I dati per il catasto frutticolo giungono dai consorzi Vip e Vog, quelli relativi alle grandezze dei frutti dal Circolo di consulenza e dalla Società coltivatori di Bolzano. Il calcolo globale dei risultati è ancora una volta un’elaborazione del Cso di Ferrara.
Mentre non ci si preoccupa della presenza di acari nella frutta, si registrano lievi, singole flessioni nel settore-qualità dovute alle gelate che un pò di freddo tardivo ha fatto patire alla fioritura. Al momento in cui sono stati effettuati i rilevamenti il carico globale di frutta sugli alberi appariva forte.

http://www.altoadige.quotidianiespresso.it/altoadige/arch_26/bz/trentino/economia/aze01.htm

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