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Logistica e Trasporti

Il Black friday porta a galla i problemi logistici

Noli in caduta libera fermano la merce nei porti, valichi in superlavoro rallentano le consegne. E il 2 dicembre sarà sciopero generale

La logistica delle merci sta vivendo un periodo complesso. Se, infatti, da un lato il costo dei noli che continua a scendere a doppia cifra potrebbe essere una buona notizia, dall’altro lato preoccupa il comportamento dei caricatori.

E poi c’è il diffuso mal contento degli operatori riassunto in una nota di ieri (24 novembre 2022, ndr) della confederazione europea dei sindacati: “Il miglior affare del Black friday di quest’anno sarebbe quello in cui le aziende di e-commerce si sedessero a parlare con i sindacati per garantire dignità sul lavoro ai milioni di lavoratori dei magazzini e delle consegne che lavorano 24 ore su 24″.

Noli a picco, la merce resta ferma

Come anticipato da myfruit, prosegue senza sosta la discesa dei noli per il trasporto marittimo dei container: 72% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando ammontava a circa 14mila dollari per un container da 40 piedi.

Per fare alcuni esempi concreti, il nolo medio tra Shanghai e Rotterdam oggi è sceso, in una sola settimana, del 14%, e pertanto, per un container sono sufficienti poco più di 2.600 dollari. Tra Shanghai e Genova sono invece necessari meno di 3.500 dollari: la percentuale di riduzione nell’ultimo anno è, rispettivamente, dell’80% e del 73 per cento.

Al decremento dei noli, però, non corrisponde la ripresa dei viaggi il che, se da un lato si giustifica con la congiuntura economica e il conseguente calo dei consumi, dall’altro indica che il potere sta passando dagli spedizionieri ai caricatori.

Preoccupazione valichi

Sul fronte del trasporto terrestre, invece, preoccupa l’ipotesi di chiusure programmate, tre mesi all’anno per 18 anni, del traforo del Monte Bianco per manutenzione straordinaria. Il che porterebbe a un inevitabile maggiore intasamento al Frejus, dove si riverserebbero tutti i veicoli in transito tra Italia e Francia.

“Caro ministro – ha scritto a tal proposito il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, rivolgendosi al ministro dei Trasporti Matteo Salvini – la situazione si fa grave per tutta l’economia italiana. Il tema va affrontato rapidissimamente a livello comunitario perché, con i valichi al rilento, le imprese non saranno in grado di programmare la consegna delle merci”.

Trasporto ferroviario in crescita, ma si rischia il flop

Sul fronte del trasporto ferroviario merci, che da qualche tempo mostra segnali di crescita interessanti, pesano invece i costi dell’energia: in soli due anni, dal 2020 al 2022, l’aumento delle tariffe per la trazione ferroviaria è stato del 517 per cento. Il che, va da sé, impedisce indirettamente la crescita dell’intermodalità. 

Il 2 dicembre si sciopera

Infine, sulla logistica pesa l’incognita scioperi. Il sindacato di base SiCobas ne ha indetto uno generale contro la guerra e il carovita per il prossimo 2 dicembre: interesserà anche tutte le attività connesse alla movimentazione e allo stoccaggio delle merci.

La sigla comunica che diverse assemblee in preparazione del fermo sono già avvenute alla Sda di Roma, alla Ceva di Stradella, alla Geodis di Landriano, alla Dhl di Piacenza, alla Brt di Genova, alla Fm di Corteolona, alla Sda di Vimodrone, alla Riverfrut di Piacenza, alla Logman di Roma, alla Tiesse di Avia, alla Logista di Tortona e alla Xpo di Piacenza.

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