Logistica e Trasporti

Logistica internazionale, le merci riprendono il volo

Dopo il profondo rosso dell’ultimo anno, i volumi del trasporto aereo sono tornati ai livelli del 2018. Il motivo? Evitare il mare

Colpo di scena nella logistica internazionale. Dopo mesi di (quasi) fermo, la merce è tornata a viaggiare via aerea. Secondo l’International air transport association (Iata), a febbraio 2021 il cargo aereo mostra, in termini di traffico in tonnellate per chilometri, un incremento del 9% rispetto allo stesso mese del 2019. Il che significa che i volumi sono tornati allo stesso livello del 2018. La buona notizia è che sembra essere in atto un trend positivo: il traffico di febbraio cresce infatti dell’1,5% anche rispetto a gennaio 2021.

Il 2020, invece, non viene di fatto considerato da Iata. La pandemia ha infatti avuto effetti funesti anche sulla logistica via aerea e, pertanto, per non restituire una fotografia distorta della situazione, l’Associazione ha deciso di prendere come riferimento il 2019.

Cresce la domanda di cargo aereo

Secondo quanto rilasciato da Iata, la domanda di cargo aereo non è solo in ripresa rispetto alla situazione generata dalla pandemia, ma starebbe proprio crescendo: le buone performance sarebbero infatti legate alla volontà delle imprese di recuperare  le scorte e il tempo persi nei mesi precedenti e pertanto l’aereo si configura come il mezzo più rapido.

Un’altra interpretazione dei dati in ripresa è legata ai problemi del trasporto marittimo: come è noto sono introvabili i container e l’incidente del Canale di Suez ha sicuramente destabilizzato la logistica internazionale. Va precisato che l’unica regione che mostra un segno negativo a febbraio è l’America Latina, mentre America settentrionale e Africa registrano le migliori prestazioni.

La conferma da Malpensa

La conferma che la merce sia tornata a viaggiare su cargo arriva anche dalla cargocity di Malpensa: secondo quanto rilasciato da Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, nel primo trimestre 2021 i volumi sono aumentati del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non solo: lo scalo milanese ha anche aumentato del 20% la quota di mercato nel cargo aereo nazionale, passando dal 50 al 70 per cento.

A contribuire all’exploit milanese di certo l’apertura dello hub di Dhl, che ha assorbito il grosso del traffico dello scalo bergamasco Orio al Serio, il quale oggi perde il 73,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo Assaeroporti, Malpensa mostrava infatti già ottime performance nel primo bimestre di quest’anno, quando si registrava un incremento del 34,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per un totale di 102mila tonnellate movimentate.

E’ invece crollato, sempre rispetto ai dati di Assaeroporti riferiti al primo bimestre 2021, il traffico a Roma Fiumicino (secondo scalo italiano): sono solo 12.397 le tonnellate di merce movimentata, il che significa una perdita del 28,1 per cento. Leggero incremento per Bologna, che nei primi due mesi dell’anno ha movimentato 7249 tonnellate (+1,4% rispetto al 2020) e debacle di Venezia Tessera (terzo scalo italiano). Che, con poco meno di 6mila tonnellate, registra un calo del 35 per cento.

Le opportunità del trasporto passeggeri

La corsa al cargo aereo potrebbe generare un’impennata dei noli: la domanda è alta, mentre l’offerta è azzoppata dalla mancanza del trasporto passeggeri e dalla relativa belly cargo. La quale, se le persone dovessero riprendere a viaggiare, contribuirebbe a sostenere l’incremento della richiesta, facendo così diminuire i costi di viaggio della merce.

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