Logistica e Trasporti

Coronavirus, impatto (pesante) sui trasporti

coronavirus e logistica

Il clima di incertezza genera ripercussioni sulla tenuta del settore. E il ministro De Micheli convoca un tavolo di filiera

La situazione coronavirus, in Italia, è seria. Le scuole sono ufficialmente chiuse in più regioni italiane, così come sono chiusi i centri sportivi, le piscine, le Università. Provano a riaprire i musei, ma gli ingressi sono contingentati. Permangono le limitazioni di spostamento da e per la “zona rossa”, ossia quella zona che coincide con il basso Lodigiano, in cui l’incidenza dei contagi da coronavirus è alta. E poi ci sono tutti quei comportamenti generati dalla psicosi che creano ulteriore entropia e incertezza: riunioni, appuntamenti e viaggi di lavoro rinviati, turismo al collasso per via delle numerose disdette, ristoranti e luoghi di aggregazione semi vuoti, campionato di calcio in tilt. Alcuni ospedali dichiarano la mancanza di posti letti per via dell’alto numero di infettati, l’Italia è ufficialmente nella black list di numerosissimi Paesi. L’impatto sui consumi, anche su quelli dell’ortofrutta – o forse soprattutto, anche per via della shelf life del prodotto – è inevitabile.

Federazione autotrasportatori: il settore è sotto stress

Alessandro Peron - Fiap

Alessandro Peron – Direttore Fiap, la federazione italiana che riunisce i professionisti dell’autotrasporto

In questo clima di apprensione e di emergenza, un ruolo strategico lo giocano i trasporti e la logistica che – come ha spiegato Alessandro Peron, direttore Fiap, la federazione italiana che riunisce i professionisti dell’autotrasporto – “sono oltremodo sotto stress”. Sì, perché sono stati determinanti nel gestire gli acquisti compulsivi dei giorni scorsi e, poi, perché hanno dovuto fronteggiare l’emergenza nelle zone rosse: decine e decine di camion entrano ogni giorno nell’area off limits per distribuire alimenti e generi di prima necessità. Nel frattempo occorre fare i conti con la sospensione delle attività produttive delle regioni del nord e con le limitazioni alle frontiere volute dagli altri paesi europei: i danni economici diretti alle imprese di autotrasporto e di logistica sono inevitabili. A questo si aggiunga la gestione degli autisti che devono lavorare nelle zone colpite e in quelle limitrofe, nonché le ripercussioni sull’intermodalità: nei giorni scorsi il porto di Genova aveva annunciato misure per la gestione dell’emergenza, misure volte a tutelare la salute pubblica senza però bloccare l’attività. Nel frattempo saltano – o meglio slittano – anche le fiere di settore, a cominciare da Green Logistics Expo, prevista a Padova dal 18 al 20 marzo, e rinviata a maggio, dal 13 al 15, e l’inedito LetExpo, a Verona, organizzato in collaborazione con Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, che si riposiziona tra il 16 e il 20 maggio. Il timore di contrarre il coronavirus è alto. Per ora, invece, non cambiano data Macfrut e Cibus, confermate rispettivamente per il 5-7 maggio e per l’11-14 maggio. 

“In questi momenti di emergenza, vera e riconosciuta, è importante che associazioni, istituzioni, manager e imprenditori facciano squadra mettendo a disposizione le loro competenze – ha auspicato Peron -. Ma sarebbe soprattutto utile che il Governo istituisse quanto prima un tavolo di confronto che coinvolga tutti gli attori della filiera, trasporto, logistica, committenza, industriali, Gdo, artigiani e commercio, per dare corpo a un piano di azione strutturato per affrontare la situazione con la giusta forza e sincronia”.

Gli operatori logistici sono a rischio coronavirus?

L’impressione generalizzata è infatti che si sia proceduto in ordine sparso, senza un piano di azione condiviso. Alcuni centri di distribuzione, per esempio, al momento del carico e dello scarico dei mezzi hanno preso precauzioni, altri no. Come spiegano alcune aziende specializzate nella movimentazione di ortofrutta, in alcuni centri logistici gli autisti non possono entrare, in altri vige l’obbligo della mascherina e dei guanti, in altri ancora si fa come quando del coronavirus non si sapeva nulla. E’ pur vero che, secondo il decreto dei ministri dello scorso 23 febbraio, gli autisti che hanno frequentato la zona rossa dal primo febbraio al momento in cui è scattata l’emergenza hanno dovuto comunicare la circostanza all’Azienda sanitaria, per procedere all’isolamento domiciliare fiduciario. Ma tutti gli altri che tutele hanno? Un autista della Ghibli & Wirbel di Dorno, residente a Garlasco (Pavia), è risultato positivo al tampone ed è quindi stato isolato fino a ieri, ma rischia di non essere l’unico caso.

Emergenza coronavirus, convocato il tavolo di filiera

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha fissato un incontro, previsto per oggi lunedì 2 marzo alle ore 15:00, con le principali associazioni dell’autotrasporto e della logistica, in cui si confronteranno Confindustria, Confetra, Assoporti, Assaeroporti, Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confitarma. All’ordine del giorno le problematiche legate all’emergenza Covid-19 e, in particolare, le difficoltà che le imprese stanno riscontrando a causa delle limitazioni e delle restrizioni imposte dai recenti provvedimenti. Non solo: toccherà fare i conti con il calo della domanda e il conseguente crollo dei prezzi che, su alcuni prodotti dell’ortofrutta, secondo quanto rilasciato dal Sole 24 Ore, ha punte fino al 25%. Il che genera, a cascata, conseguenze su tutto l’indotto, trasporti e logistica compresi. myfruit.it seguirà da vicino i lavori e l’evoluzione, per darne prontamente notizia.

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