Ingrosso

Dai mercati: a 3 euro lattuga e finocchi, causa grandine

Giù le angurie, anche a 40 cent, e i meloni spesso intorno all’euro. In ribasso le pesche, tengono le uve, fragole sopra i 5 euro

Scendono meloni e angurie, anche a causa del calo delle esportazioni in Nord Europa, ma la grandine ha colpito duramente il prodotto in campo aperto. Le lattughe e i finocchi, per esempio, che in alcuni mercati quotano anche 3 euro il kg. Stabile il pomodoro, con il prodotto italiano che soffre la concorrenza olandese. Al nord tengono il prezzo le uve, il buono prodotto supera nettamente i 2 euro il kg. Pesche e albicocche sono sui valori dell’anno scorso, rush finale per le ciliegie del Trentino da dove arrivano anche le fragole a 5/6 euro il chilo.

La bolla di meloni e angurie, giù i prezzi dopo il freno all’export

Al mercato di Firenze Aurelio Baccini, presidente Fedagro locale e vicepresidente nazionale dell’associazione,  registra “un po’ di flessione nel fine mese,  c’è un ribasso di vendite e di quotazioni. Fino alla settima scorsa  i prezzi hanno retto, poi il calo dovuto pure alla riduzione delle esportazioni  in Nord Europa  una bolla tra angurie e meloni“. Al dettaglio non sembra sia arrivata la riduzione? “Stamane il  primo giorno di ribasso con angurie di Mantova da 0,50/0,70 euro il chilo”. Vuol dire che dalle altre regioni la quotazione è minore.

Per le pesche: “Campagna prezzi normalissima”

Scendono pure i meloni: “Siamo a 0,80 e a 1,50 euro il kg per il mantovano.  Si parte anche da 0,50″. Non è passato tanto tempo da quando quotava all’ingresso nettamente sopra i 3 euro per superare i 4.

Ci sono le ultime ciliegie dal Trentino: “A  5/7 euro il kg secondo le pezzature, la Turchia non fa mercato. Le pesche – aggiunge Baccini – presentano valori simili agli anni scorsi da 0,70 fino a 1,50 e massimo 2 euro con prodotto extra”. Insomma, una campagna  prezzi normalissimi nonostante una carenza, seppur minima, di prodotto.

Anche gli ortaggi a Firenze non presentano quotazioni alte: “Come le  melanzane, intorno a euro, e peperoni ma pure il grappolo sempre vicino a 1 euro il kg”.

Le zucchine  a campo aperto colpite dal clima estremo, sono a 1,40/1,50 euro

A Verona gli scenari di mercato vengono disegnati da Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi. “Le dinamiche sono soddisfacenti, ma il mercato è lento. Calano i consumi della città che si svuota, compensati dalle vendite sul lago e in  Trentino Alto Adige“.

Le quotazioni? “Al rialzo per  le grandinate della settimana scorsa che hanno colpito il prodotto locale”. Vediamo quali referenze ne hanno risentito. “A iniziare dalle zucchine coltivate a campo aperto quindi colpite dagli eventi climatici estremi – sottolinea Bonizzi -.  Quelle che  si sono salvate arrivano a quotare  1,40/1,50 euro il kg, per una seconda qualità siamo a 1,20 euro il kg, lo zuccone da 5 kg arriva a un euro. Ci sono anche le zucchine (calibro 14/21) dal Piemonte  sopra 1,50 e fino a 1,70  euro il chilo”.

Lattughe e finocchi sui 3 euro

“Sono salite alle stelle le lattughe con la Gentile da 2,70 a 3,30 euro il kg, una forbice ampia e conforme alla qualità. La Cappuccia a 2,30/2,50 euro anche perchè la provenienza è  Emilia-Romagna e  Salerno. Infine l’Iceberg filmata arriva dal Nord Europa, Danimarca e Olanda, e si ferma a 1,30 euro il kg”.  Prezzi alti pure per i finocchi con l’extra  fino a 3 euro mentre la prima categoria quota 2,70 euro. L’origine è sia locale che dal Sud.

I fagiolini locali  raccolti a mano? “Sono difficili da trovare e si situano nettamente sopra i 4 euro mentre la prima categoria a macchina si ferma a 3,50 euro il kg. Il radicchio è abbastanza stabile: il  rosso tondo Chioggia   fino a 2,50 euro, il lungo Treviso precoce  a 2,80 mentre c’è  molto poco di semi lungo Verona e supera ampiamente i 4 euro. Il  cetriolo – spiega  il tecnico –  è locale e il monostrato quota 1,40. Sono 10/20 cent in più rispetto ai giorni scorsi”.

Il grappolo soffre la concorrenza olandese

Capitolo pomodoro: “Le quotazioni sono stabili,  il grappolo vede una buona offerta dall’Olanda a 0,80 euro il kg, il prodotto di seconda anche meno. Il grappolo Sicilia  quota 0,80/1,10 euro, l’insalataro tondo liscio 0,80  come il peretto oblungo locale. Infine Ciliegino da 3 kg  a 2/2,50 euro e il Datterino 2,50/3 euro con il prodotto extra che supera queste quotazioni”.

 Angurie anche a 40 cent, tengono sui 2 euro le uve

Il melone è in discesa: “La varietà locale Macigno con un buon prodotto quota  intorno a 0,80 euro il kg – indica l’agronomo –  il mantovano tocca l’euro mentre il liscio oscilla da 0,70 fino a 1,30 per il prodotto extra. Infine il  giallo dalla Sicilia a 1,/1,30. L’anguria extra di Mantova da 10/12 kg  su 0,80 euro  mentre  9/10 kg prima categoria a 0,55 e il prodotto laziale  a 0,42 euro”.

Le ciliegie registrano la presenza del Trentino, siamo vicini al traguardo finale della campagna,  dove il calibro 30/32 si vende sopra i 6 euro e il 28/30 a 5,50/6 euro il kg. Le uve si mantengono bene con la Vittoria  siciliana a 1,70 e fino a 2,30/2,50 per il prodotto extra. Stesse quotazioni per la nera Black Magic. Gli agrumi sono meno richieste, si ha arancia Valencia in cartone a 1,20/1,50 e il limone a 1,30/150 euro il chilo”.

Dal  Trentino  ciliegie e fragole, anche dalla Lessinia

Fragole? “C’è prodotto dal Trentino a 4,50/5,50 euro, ma si trova anche una  buona offerta di fragole locali dalla Lessinia a 3,50/5 euro mentre l’origine Piemonte si ferma a 3,80 euro. Le pesche locali  hanno altri 10 giorni di produzione con la varietà gialla lavorata in doppio da 0,70  per il  calibro A e si arriva fino a 1,60 per la  tripla A, la  nettarina locale lavorata in doppia vale  circa 0, 20 in più al kg. C’è prodotto – conclude Bonizzi – con  provenienza Campania con quotazioni simili. Le albicocche da 1 a 2 euro“.

Cipolle con quotazioni abbondantemente sopra l’euro, Tropea sui 2 euro

Le cipolle piatte bianche origine Italia registrano una quotazione da 1,30/1,50 euro il kg a Bergamo. Nello stesso mercato le tonde bianche alla rinfusa in sacchi quotano da 0,85 a 1,30 euro il kg, a Bologna possono raggiungere 1,40 euro il kg. A Cagliari la seconda si vende in mazzi in media a un 1 euro il kg e in calo di qualche decina di cent, qui c’è anche prodotto dal Messico a 1,30/1,60 euro. A Verona le quotazioni possono raggiungere 1,60 euro come a Torino.

Le dorate origine Italia in media quotano da 1,10 a 1,30 euro il kg. Abbondantemente sopra l’euro le cipolle rosse con quotazioni in aumento: Treviso, Torino e Genova a 1,30 euro il kg, 1,20 a Bologna e Cesena

Sempre buone le quotazioni delle rosse di Tropea Igp in trecce, il prodotto calabrese che in alcuni mercati quota abbondantemente sopra i 2 euro: Cesena (2,60), Verona (1,75), Firenze (1,55), Bologna (2,50).

 

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