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Ingrosso

Marcatili al Caab: “Gestire mercati rionali e consulenze al mondo”

marco marcatili

Intervista al nuovo presidente del mercato di Bologna. Si punta a una maggiore relazione con produttori e Op

Gestire i 13 mercati rionali in ottica spagnola e sociale e vendere consulenze sulla gestione dei mercati in Cina, in Africa  o nel vicino Oriente. Una prospettiva glocale – come dicono i sociologi – che corre da Pechino al quartiere San Donato dove il filo rosso è la competenza organizzativa da spendere nel mercato mondiale o nei siti bolognesi dove tra i banchi di frutta e verdura si vuole coltivare la socialità ampliando l’offerta dei mercati di prossimità. Questa la visione di Marco Marcatili, da pochi mesi presidente del Caab dopo l’era Segrè. Il mercato all’ingrosso di Bologna. Marcatili, nato a Fermo nel 1981, è responsabile sviluppo e sostenibilità di Nomisma e consigliere di amministrazione del Fondo ambiente italiano. Myfruit l’ha intervistato per capire l’orizzonte del centro agroalimentare del capoluogo emiliano.

La strategia del nuovo presidente conta su dieci milioni

Presa la staffetta da Andrea Segrè, Mercatili è pienamente operativo da settembre. “In questi due mesi abbiamo lavorato sulle direzioni di sviluppo del Caab. A livello nazionale oggi vi è maggiore attenzione, da quando nel 1986 sono stati istituiti, per i mercati all’ingrosso. La conferma è la specifica linea di finanziamento dedicata nel Pnrr. Tornano ad essere necessari. Sono  infrastrutture che aiutano la politica della sovranità alimentare“.

Per rendere più competitivo il mercato il presidente conta su un budget da  10 milioni e punta su transizione energetica, riqualificazione, digitalizzazione e non solo. “Dobbiamo trasformarlo in un food hub con ampia area controllata,  potenzieremo le pensiline esterne con  nuovi pannelli fotovoltaici, attiveremo una piattaforma digitale ma anche il delivery business to business  tra ingrosso e distribuzione locale”.

Al centro la sostenibilità

I cambiamenti sono legati agli orientamenti della programmazione europea, ma non solo, e quindi al processo di  transizione ecologica ed energetica: “Puntiamo a più mezzi elettrici. Si entra fossile e si esce elettrico. In questa direzione andiamo verso l’economia circolare: con il rifiuto organico che già  differenziamo al 85%  parte anche il  biodigestore“. Ancora energia dagli scarti.

Apertura ai produttori alle Op e gestire i mercati rionali

La strategia di Marcatili vede il locale come un’opportunità da valorizzare. “Dobbiamo gestire altri asset ed estrarre un po’ di più dalla filiera: a monte aprendo alle Op,  a valle  entrando nella gestione dei mercati al dettaglio. Bologna ha 13 mercati rionali e ci permettono una ricaduta sul commercio di prossimità”.

Su questa grande ricchezza è possibile  innovare e immaginare nuovi funzioni. “Immaginando la via dei mercati spagnoli e continentali, mercati urbani in luoghi sociali. Fa bene al Caab e fa bene alla città  vedere  nascere un nuovo sistema di delivery di ultimo miglio, un modo  per esser contemporanei. Abbiamo gestito bene e il mercato ha restituito 20 milioni di euro al Comune”. Un dato che conferma la capacità gestionale.

In produzione anche l’energia

Nel mondo  si paga cara l’energia,  al Caab il discorso cambia. Spiega il presidente: “Per noi non è un problema ma  un valore  positivo per il bilancio grazie all’investimento fatto con il fotovoltaico”. E con il Pnrr si hanno altre opportunità. “Ci allargheremo alla produzione di biogas c’è un un potenziale enorme”.

Un saper fare da vendere nel mondo

Una leva di crescita per Mercatili è il mondo della consulenza. Ci sono competenze utili  da trasferire “per gestire  queste infrastrutture in Cina, a Riad, in Mozambico. Puntiamo su Caab advisory per rispondere alla domanda di come si gestiscono queste strutture. Abbiamo un gruppo di lavoro che si dedica solo a questo tema, esiste un fil   rouge sia quando si va in Cina sia  nel mercato rionale grazie alla produzione del buono”.  L’eccellenza emiliano-romagnola.

C’è un made in Italy da valorizzare. “Il  nostro prodotto è mediamente nazionale, rispetta la qualità del lavoro. Ma anche se arriviamo al 85% di prodotto nazionale la sovranità non deve essere intesa come chiusura ma come responsabilità alimentare. Bisogna guardare  alla filiera corta, promuovere e il multiculturalismo  perché si lavora di notte e qui si hanno più culture che convivono. La sovranità  non è autarchia”.

Pronti su tutti i fronti

C’è tanta carne al fuoco, ma il presidente assicura che è tutto sotto controllo. “Sui mercati rionali  siamo pronti, si devono rispettare i tempi amministrativi; stesso discorso per l’energia ma si deve  sbloccare la comunità energetica a livello normativo. Dobbiamo partire con i nostri operatori del mercato, in pochi mesi riusciamo a fare comunità con loro”.  C’è anche il discorso della comunità con il quartiere Pilastro ma quella è un’operazione più complessa.

Sull’apertura diurna ci deve essere il consenso degli operatori

Favorevole o contrario a sostituire il giorno con la notte nelle dinamiche di mercato? Il presidente sottolinea: “Non è una scelta da  uomo solo al comando, serve uno strumento per capire l’impatto.  Gli operatori sono divisi sul tema, serve valutare il risvolto per i  singoli business e per il business sociale e capire se l’orario è una leva per aumentare l’attrattività“. Spirito laico sul tema che deve avere un suo ritorno concreto e la condivisione degli operatori.

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