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Ingrosso

Dai mercati: i prezzi della frutta secca saliranno

Le quotazioni dai più importanti centri italiani. Il punto di Edoardo Rovetta di Exica

La frutta secca grazie anche alle sue proprietà nutraceutiche si vende. Nei nostri mercati all’ingrosso c’è tanto prodotto estero che arriva spesso dai Paesi lontani. Inizia a mancare la materia prima e secondo i grossisti i trend di prezzo sono al rialzo. Abbiamo registrato i prezzi per chilo di diverse referenze presenti nei listini di alcuni dei mercati all’ingrosso italiani.

Il punto di vista di Edoardo Rovetta di Exica

L’esposizione dei prezzi è preceduta da una riflessione di Edoardo Rovetta dell’azienda Exica. Uno dei marchi di frutta secca più importanti del nostro Paese con una storia lunga 110 anni e che nasce nel 1908 come realtà all’ingrosso che importa, trasforma e commercializza frutta secca, legumi e frutta disidratata. Una presenza antica al Caat di Torino dove operano e in prima linea nel sostenere iniziative di promozione come quella di quest’estate.

“La risposta alla domanda sulle  dinamiche di mercato non è affatto semplice da elaborare, in quanto il mercato varia di settimana in settimana e così variano i prezzi, le quantità vendute e, soprattutto il morale dei venditori e dei compratori. Il Caat è fortunatamente una struttura consolidata con operatori molto solidi al suo interno”.

“La frutta secca ha, come tutta l’ortofrutta, un comportamento anticiclico nei confronti delle crisi. Nel senso che qualora la gente percepisce una riduzione del proprio potere d’acquisto, come sta avvenendo in questo momento, tende a limitare i prodotti tendenzialmente più cari e a concentrare i propri acquisti su prodotti più economici ma, allo stesso tempo, salutari”.

Aumento delle vendite

Il manager di Exica scende più nel dettaglio: “Nel nostro piccolo, possiamo vantare un aumento delle vendite e del fatturato derivato dalla vendita di frutta secca, non tanto dovuto alla maggior propensione all’acquisto dei nostri clienti tradizionali,  continuano a comperare le stesse quantità se non leggermente meno, ma grazie all’inserimento di nuovi clienti che si affacciano al mondo della frutta secca, in quanto decisamente più redditizia della tradizionale ortofrutta fresca.

I trend salutistici funzionano, scarseggia la materia prima

“Inoltre – conclude Rovetta – mi sento di dire che i trend salutistici degli ultimi anni non hanno fatto che giovare al commercio della frutta secca e i clienti cercano sempre più un prodotto di alta qualità, che noi cerchiamo sempre di offrire. L’incognita che ci aspetta per i mesi a venire è sicuramente legata agli approvvigionamenti di materia prima, che iniziano a scarseggiare già ora, con una domanda ancora sotto controllo,  e che mostrano dei trend di prezzo tendenzialmente al rialzo“.

Mandorle californiane

Queste le quotazioni per le mandorle sgusciate californiane: Bologna (9/10; extra fino a 12), Genova (8/9: extra fino a 10), Milano (7/8), Roma ( 6/7 extra fino a 11 euro), Treviso (8,30/8,50), Verona (9/10). Le mandorle pelate hanno altri prezzi: Bologna (10/12), Genova (9/10), Milano ( 9/11), Roma (9/10), Treviso (9/10), Verona (6,50/7).

Nocciole italiane e francesi

Nei mercati c’è prodotto italiano e francese alla rinfusa. Queste le quotazioni: Bolzano (Italia 6,50/6,80; Francia 6,50/6,80), Cagliari (Campania 5,20), Genova (Francia 4/4,30).

Noci con le diverse varietà

C’è prodotto con diverse varietà nei mercati ortofrutticoli. Per la Chandler a Firenze si ha prodotto con tre calibri – dal 32/34 al 36/38 – e di origine cilena con prezzi che partono da 3,60 a 5 euro il kg. I prezzi a Milano (3,80/5), Torino (4/4,80), Verona (4/4,70). Sulla Howard queste le quotazioni per l’origine cilena e alla rinfusa: Milano (4,50/5,20), Reggio Emilia (5/6), Torino (4,40/5), Verona (4,30/4,70). A Roma l’origine è californiana è per un calibro 34+ la quotazione è di 3/3,50 euro il kg. Per la Lara a Bolzano c’è un prodotto italiano di calibro 32/34 a 3,90/4,60 euro il kg mentre a Firenze l’origine è australiana con calibro 34/36 a 4,80/5 euro il kg.

Arachidi egiziane ed israeliane

Nei mercati si registra l’origine egiziana e israeliana. Vediamo i mercati: Bologna (Israele 5/6; Egitto 3,30/3,50), Cagliari (Egitto 3,70), Cesena (Egitto 3,30/5), Firenze (Israele extra 5,80; Egitto (3,70/4,20), Roma (Egitto 3/4 euro; Israele extra 5,50/6). Anacardi: Cesena (Vietnam 12/15,50; Brasile 11,50/14,50), Firenze (Vietnam 14/14,50; Brasile 13/13,50), Milano (Vietnam 13/15, Brasile 10/11).

Fichi secchi dalla Grecia, albicocche dalla Turchia

I fichi secchi quotano 7/7.50 euro il kg con origine Grecia al mercato di Genova, stessa origine a Roma dove si vendono a 9 euro il kg. Vediamo le albicocche secche che a Bologna arrivano dalla Turchia e quotano 5/7 euro il kg. Sempre  prodotto dalla Turchia a Firenze (10/11), Genova (11712), Milano (11,50/12,20), Napoli (11/13).

Datteri tunisini e pistacchi californiani e iraniani

I datteri Deglet Nour dalla Tunisia quotano 11/12 euro il kg al mercato di Bolzano. Vediamo i pistacchi sgusciati nei diversi mercati dove l’origine è Iran e California: Bologna (Iran 14/20; California 26/28), Firenze (California 29/30; Iran 28/29), Roma (California 25/28).

Prugne secche francesi e semi di zucca dall’Ucraina

Si trova soprattutto prodotto francese. Queste le quotazioni della versione  denocciolata: Bologna (5/6), Genova (5,30/5,50), Reggio Emilia (7), Verona (3,80/4), Roma (6/7), Milano (6,50/7,50). I semi di zucca sono di origine ucraina e si vendono in sacchetti a 6 euro il chilo.

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