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Ingrosso

Dai mercati: tengono i prezzi di ciliegie, pesche e albicocche

Nelle piazze di Firenze, Torino e Cesena si vende bene la frutta estiva. Soffrono alcuni ortaggi

La frutta estiva  si vende e a dei prezzi soddisfacenti. Il caldo da mese di luglio a maggio, nonostante queste ultime giornate a temperature meno elevate, ha fatto salire i consumi. Con l’arrivo di quantità maggiori di  ciliegie, pesche, albicocche, meloni e angurie i pressi sono scesi. Ma non troppo. Andamenti diversi per le verdure con quotazioni non sostenute e sotto l’euro per zucchine, melanzane, cetrioli. In calo anche i pomodori.

A Firenze ciliegie fino a 10 euro

Il caldo fa bene al consumo di frutta: “Parliamo di una media stagione pre-Covid”. Parole di Aurelio Baccini, vicepresidente nazionale di Fedagro e presidente dell’associazione a Firenze, che offre a myfruit.it l‘analisi delle dinamiche di mercato. Iniziamo dalla frutta: “Le ciliegie sono partite con buone quantità, c’è ancora un po’ di prodotto spagnolo, ma è iniziata Vignola, c’è la Puglia, anche con la Ferrovia.  Le  quotazioni, a seconda del calibro e della qualità, oscillano tra i 5 e i 10 euro“. Prezzi buoni. “Stessa logica con le pesche dove si registrano delle vendite discrete. I prezzi sono abbastanza alti dai 3 fino ai 6 euro  con tutte le differenze date da calibro e qualità. Arriva prodotto dalla Puglia e qualcosa dalla Basilicata. Si comincia a vedere il cambio di origine”.

Angurie e meloni: “Finita la campagna marocchina”

Cambio di passo per le albicocche dopo le varietà precoci non di grande qualità: “Si è modificato l’assortimento è abbiamo prodotto da 2,50 euro al chilo e con picchi che toccano anche i 5 euro“. Per angurie e meloni è finita la campagna marocchina, “possiamo parlare di un buon prodotto, ora c’è soprattutto origine Sicilia e qualcosa dal mantovano, frutti veramente buoni. Quest’anno non ho sentito parlar male di un’anguria o di un melone. Una buona qualità generale e a prescindere dall’origine, sottolineo di qualunque origine e questo non è un dato banale”.

I prezzi? “Il  melone ha retto finora, sta un po’ calando ma resta in una fascia medio alta, si riesce a quotare  il prodotto della Campania a 1,50/2 euro contro i 2,50 euro per il Red Falcon siciliano mentre Mantova arriva ai 3 euro. I meloni si vendono in maniera abbastanza massiccia”. Tiene il valore, ne beneficia il fatturato: “Avremo una flessione di fatturato alla chiusura delle scuole, i consumi variano e iniziano a spostarsi sulla costa”.

Verdure: si vendono a prezzi bassi

Sul banco di verdure e ortaggi si innesta una  dinamica differente: “Si vive una situazione diversa. Alcuni articoli hanno dei prezzi ridotti. Il  pomodoro vede la fine della produzione in Sicilia e l’ inizio in Lazio, da marzo a maggio il prezzo è stato molto alto. Ora c’è il pomodoro olandese a 1,30 euro e fissa il prezzo. Sono ripartiti i consumi delle insalate, si trovano intorno a 1,2 euro il chilo”. Sotto l’euro il prezzo di zucchine e melanzane.

A Torino ribasso lieve per i meloni

Al mercato del capoluogo piemontese incontriamo Giancarlo Gianusso, agronomo dell’ufficio qualità e logistica del Caat: “La frutta estiva è arrivata  in quantità e si vende bene, nonostante il tempo di questi ultimi giorni, e stanno calando i prezzi. Per esempio quelli dei meloni, ma anche le quotazioni delle ciliegie”.  Ribassi lievi. Vediamo alcune referenze nel dettaglio: ” Per le albicocche sono arrivate le varietà Pricia e Tsunami, origine Italia e con calibro 45/50 si parte da 1,80/2 euro fino ai 2,50 euro del prodotto extra. Le ciliegie alla rinfusa calibro 26/28 vanno dai 3 ai 4 euro con il  28/30  arriviamo fino ai 6 euro. Le nespole, prodotto spagnolo alla rinfusa, con calibro doppia A quotano 2/2,30 euro il chilo“.

Pesche di Spagna e d’ Italia

Passiamo al mondo pesche, molto articolato: “Le pesche a polpa gialla Spagna e Italia quotano 1,50-1,60 euro (calibro B), 1,80/2 euro (calibro A), supera i 2,5 euro il calibro AA. Passiamo alle nettarine polpa gialla: 2,40/2,60 euro il chilo (calibro A, origine Italia); 2,50/2,70 euro (calibro A, origine Spagna) mentre con il calibro AA si oscilla oltre i 3 euro e si arriva fino a 3,4 euro per il prodotto italiano”.

Ancora frutta con il melone retato: “Il 5 pezzi quota 1,40/1,60 euro al chilo, il liscio italiano 2,60/2,80 euro con punte di 3 euro, mentre la mini anguria siciliana quota 1,30/1,50 euro“. Capitolo fragole? “Siamo sui 2/2,40 euro e al massimo si toccano i 2,60 euro. In questo periodo c’è soprattutto prodotto dall’Emilia-Romagna“.

Zucchine e melanzane sotto l’euro

Il capitolo verdure e ortaggi vede i fagiolini italiani raccolti a mano quotare  2,80/3,20 euro. Nei pomodori c’è il Piccadilly a 1,60/1,80 euro al chilo, il grappolo Olanda 1,60/1,70 mentre quello italiano vale circa 0,10 euro in meno. Il cuore di bue Piemonte da 2,50 ai 3 euro fino a picchi di 3,50 euro, il ciliegino 1,80/2 euro, le zucchine scure a più strati 0,80/0,90 euro, melanzane 0,90/1 euro e le insalate 0,80/1 euro.

Il listino di Cesena: uva siciliana a 5,50 euro

Abbiamo consultato il listino del mercato di Cesena dove sono quotate le arance Lane Late spagnole (1,10 euro) e le egiziane Valencia Late (1,20 euro).  I limoni siciliani di media sono quotati 1,50 euro ma con picchi da 2,50 mentre lo spagnolo può toccare 1,60 euro il chilo.  In calo di 0,80 euro le albicocche italiane Pricia che vengono vendute a massimo 2,50 euro il chilo, così come la varietà Tsunami. Le ciliegie pugliesi possono raggiungere i 6 euro, le Bigarreau dall’Emilia-Romagna i 5 euro.  Dalla stessa regione le fragole a 3,50 euro il chilo. Tiene il prezzo il kiwi con i 2,80 del prodotto nazionale, i 2 euro di quello greco e i 3,50 dello Zespri.  Le nettarine possono raggiungere i 4 euro e le pesche i 3,50 euro il chilo.  Buona la quotazione dell’uva siciliana Vittoria a 5,50 euro il chilo mentre la Red Globe peruviana si ferma a 3,50 euro. Le angurie baby siciliane raggiungono 1,50 euro il chilo mentre il melone retato sempre isolano tocca i 2,80 euro contro i 3 euro del liscio.

Lamponi italiani a 20 euro

Sui piccoli frutti si vede sempre più Italia con i lamponi che quotano 20 euro mentre i mirtilli spagnoli si vendono a 15,50 euro al chilo. Le more messicane a 19 euro mentre il ribes rosso  cileno quota 29,50 euro al chilo.  Sul fronte ortaggi ci sono gli asparagi emiliano-romagnoli a 4 euro, i cetrioli con punte massime di 2,20 euro ma in media si vendono a 1/1,20 euro il chilo, finocchi 1,20/1,30 euro, lattughe  in media 1,20 euro, ma l‘Iceberg dalla Spagna filmata può raggiungere 1,80 euro al chilo. Le melanzane a 0,90 euro, zucchine scure 0,80/1 euro. Pomodori, Marinda e  datterino arrivano fino a 4,50 euro partendo da 3 euro. Il grappolo tiene il prezzo, queste le quotazioni massime: italiano 1,70 euro, spagnolo 2,20 euro, olandese 2,40 euro il chilo.

Il mercato di Milano premia Carlo Petrini

Intanto, l’associazione Le Soste, il Comune di Milano e la società SogeMi Spa che gestisce Foody, il mercato agroalimentare di Milano, hanno istituito il premio Le Soste Milano dedicato al mondo del cibo e della ristorazione italiana e, in particolare, al territorio lombardo e milanese. Ecco i vincitori: Carlo Petrini per la divulgazione, Angelo Gaja per la produzione e Antonio Santini per la ristorazione.

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