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Ingrosso

La Romagna dei mercati all’ingrosso si ribella al caro energia

mercato rimini

Alessandro Marchese, presidente di Fedagro Rimini sulle bollette: “Misure nel Decreto Sostegni insufficienti”

La Romagna si ribella contro le bollette energetiche economicamente sempre più bollenti. Dopo il comunicato degli operatori del mercato agroalimentare della Sardegna, scendono in piazza gli operatori romagnoli che aderiscono a Fedagro. Imprenditori che  lanciano l’allarme: “Con questi rincari dei beni energetici c’è chi rischia di chiudere“. Attenzione, il problema è serio e il governo ha fatto ben poco per evitare il collasso degli imprenditori. Senza dimenticare, come hanno sottolineato anche gli operatori sardi, che i rincari per forza di cose si trasmettono fino ai consumatori finali.

Pagheremo caro, pagheremo tutti il caro energia

Alessandro Marchese

Si inverte un noto slogan del movimento degli indiani metropolitani e compagni del 1977 – Pagherete caro, pagherete tutto – in uno molto legato alla montante inflazione che sta iniziando a grippare l’economia italiana: “Pagheremo caro, pagheremo tutto”. E l’ortofrutta non è un’isola felice.

Il comunicato romagnolo è firmato da Alessandro Marchese che, oltre a essere presidente di Fedagro Rimini, è un imprenditore agricolo. Nato e cresciuto in una famiglia di agricoltori calabresi,  quindi non difende solo i diritti dei grossisti, ma di tutta la filiera che conosce bene.

“I rincari di energia elettrica, materie prime incidono pesantemente sul settore ortofrutticolo e rischiano di ricadere su tutta la filiera fino a raggiungere ii consumatori finali”. Marchese poi cita un’analisi condotta da Fedagromercati, “la rete di cui facciamo parte, che riunisce 26 mercati nazionali in rappresentanza di 1.500 aziende“, e dove “emerge la preoccupazione di tutti gli operatori, visti i recenti provvedimenti varati dal governo e contenuti nel Decreto Sostegni per calmierare il caro bollette”.

“C’è chi rischia di chiudere”

Il presidente di Fedagro Rimini sottolinea che i provvedimenti “non sono sufficienti e risolutivi. C’è chi rischia la chiusura, non tutti saranno in grado di sopportare questi aggravi che toccano a tutta la filiera. I recenti rincari potrebbero determinare minori acquisti con la conseguenza di avere merce invenduta per i distributori, e margini sempre più bassi che portano a probabili perdite“. C’è da stare attenti.

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