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Dai mercati: zucchine a 4 euro, su anche marocchine e spagnole

verona mercato

Fragole fino a 9,50 euro e arance Tarocco a 2 euro. Piccoli frutti da Perù e Messico ma anche lamponi italiani

Le zucchine siciliane in alcuni mercati sfiorano i 4 euro. E quando arrivano spariscono subito. Manca il prodotto. Chiaro. E così superano abbondantemente i 2 euro anche quelle spagnole e marocchine. Prezzi sostenuti anche per le melanzane, raddoppiano le quotazioni alcune varietà di lattughe, crescono finocchi e cetrioli. Gli unici a non correre sono i prezzi dei pomodori con quotazioni basse per ciliegino e datterino, mentre riprende fiato il grappolo. Sul versante frutta ottime quotazioni per le fragole che arrivano da diverse regioni del sud. Il primo Tarocco si vende a un buon prezzo, risalgono (ma non troppo) le clementine, bene le quotazioni del kiwi.

A Verona le zucchine a 3,50 euro

“Un movimento di ripresa su quasi tutti gli articoli, lunedì è andato bene e oggi si sono finite le scorte, ma a dire la verità non avevano tanta roba”. Movimento si, ma non esageriamo. Questa la fotografia scattata da Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi del mercato di Verona. “C’è corsa verso zucchine e melanzane che finiscono subito“. Eppure i prezzi sono ben sostenuti: “Le zucchine calibro 14/21, origine Sicilia quotano 2,50/2,80 euro; il calibro 7/14 tocca i 3/3,50 euro“. In questo contesto guadagna quasi un euro anche lo zuccone che arriva a 1,60/1,80 il chilo mentre il prodotto spagnolo e marocchino vale 2,50/2,60 euro. Si pagano bene anche le melanzane: “Le ovali siciliane sono a 2,50 euro mentre le spagnole si fermano a 2,10 euro mentre le varietà tonde violette e striate raggiungono i 3/3,50 euro. In leggera ripresa la rucola nazionale con 20 mazzi a 3,80/4 euro“.

Raddoppiano le lattughe

Ci siamo abituati ai 50 cent per le lattughe che ora presentano un rialzo significativo: “La Gentile da 0,50 euro passa a 1/1,10 per l’extra e la prima quota 0,80/10 euro, la Cappuccia 1,10/1,30 euro e sono in rialzo anche i finocchi da Avezzano a 0,90/1,30 euro. I peperoni siciliani in doppio valgono 1,80 euro; stesso prezzo per il cartone spagnolo”. I pomodori? “Non c’è consumo e i prezzi rispetto agli altri prodotti non corrono. Fermi ciliegino e datterino a 1,80/2 euro mentre il grappolo è risalito. Come pure i carciofi, sia il Tema sardo sia il Violetto pugliese, e quotano 0,80/0,90 euro a capolino. I cetrioli in padella quotano 2,50 euro”. Stabile il radicchio, ma  il tardivo dai 5/6 euro scende a 3,50/4,50 euro.

Fragole fino a 9,50 euro e piccoli frutti da Italia e resto del mondo

Il centro agroalimentare di Verona

Passiamo al banco della frutta dove si vedono sempre meno le castagne, ormai ai titoli di coda con quotazioni da 3,50 a 5 euro. Buon avvio per le fragole del sud con ottime quotazioni al chilo: Basilicata 7,50 euro (non è ancora la Candonga), Campania 6,50 euro, Sicilia 7 euro mentre il prodotto veneto è terminato. “Ma  la merce extra a prescindere dalla provenienza tocca i 9,50 euro“. Tempo di feste e tempo di litchi, il frutto cinese che arriva dal Madagscar e quota 10 euro al chilo. Vediamo i piccoli frutti: “Abbiamo il lampone sia origine Italia sia estero a 12/16 euro per una media di 15 euro mentre i mirtilli arrivano dal Perù a 11 euro, le more dal Messico a 16 euro, il ribes origine estero a 12. Dal Brasile abbiamo il melone cantalupo con un 5 pezzi a 1,30/1,70 euro, le melagrane da Sicilia e Turchia a 1/1,40 euro”.

Arance Tarocco sui 2 euro, pere dall’Olanda a 2,50 euro

Le uve? “Siamo all’ultimo miglio con l’Italia che offre uva bianca senza semi a 1,80/2 euro, Red Globe siciliana a 1,40/1,50 e la Black pearl a 1,20/140 euro, poi alcuni arrivi di prodotto peruviano e sudafricano”. Le pere italiane sono sempre abbondantemente sopra i 2 euro e con le pezzature più grosse toccano i 3 euro. “Abbiamo anche la Decana 12 pezzi dall’Olanda a 2,50 euro“. Il kiwi italiano presenta buoni prezzi: calibro 130 a 2,40 euro, 140/160 grammi 2,50/2,70 mentre i calibri minori vedono il 75/80 a 1,50 e un 100/110 grammi a 1,90/2,10 euro”. Chiudiamo con gli agrumi: “Le arance Tarocco calibro 4 sono a 2 euro, le calibro 6 a  1,80 euro mentre le Navel calibro 4 a 1,10 euro, il 6 a 0,90 euro e l’8 a 0,70 euro”. In risalita le clementine: l’extra quota 1,50 euro mentre si parte dai calibri più piccoli a 0,60 euro fino al calibro 1 che raggiunge massimo 1,20 euro. I limoni siciliani primo fiore quotano 1/1,20 euro e gli spagnoli 1/1,10 euro. Il lime brasiliano 1,70 e il kumquat a 2,50 euro“.

A Bari prendono quota gli ortaggi, zucchine alle stelle

pino lucatorto

Pino Lucatorto, presidente Fedagro Bari

Riprendono i movimenti al mercato dove incontriamo Pino Lucatorto, presidente Fedagro Bari, che parla di “volumi accettabili”. Vanno e si vendono le cime di rapa: “Quotano 1,40/1,50 euro, le speciali come quelle di Fasano toccano i 2,50 euro”. Come a Verona hanno prezzi alti  le zucchine in arrivo dal mercato di Vittoria in Sicilia che quotano 2,60 euro. “Prezzi sostenuti anche per le melanzane a 2,40 euro, poi abbiamo i carciofi locali a 0,40/0,50 euro mentre sono stabili i pomodori con il ciliegino a 1,80 euro”.

Sulla frutta ci sono le clementine pugliesi e lucane a 0,60/0,80, le arance locali Navel da 0,50 a 0,80 euro mentre il primo Tarocco con i calibri più grossi si arriva abbondantemente sopra i 2 euro. In cerca di una quotazione. A Bari c’è il kiwi Zespri italiano a 3,30/3,40 euro. Infine le pere: oltre le italiane ci sono le Conference olandesi a 1,50 euro.

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