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Ingrosso

Dai mercati: zucchine a 3 euro, fragole oltre i 7 euro

mercato Bari

Verona, Torino e Bari: cala il pomodoro, prezzi bassi per le clementine, non esaltanti per i carciofi, uve in risalita

Mercati calmi, pochi scambi. Sui prezzi c’è chi sale come le zucchine siciliane e di Fondi che sfiorano i 3 euro, in rialzo pure le melanzane dove la varietà viola, sempre dalla Sicilia,  tocca gli 1,80 euro. In leggerissima ripresa i carciofi sardi e pugliesi, più sostenuta la quotazione delle uve, meno volumi e si guadagna qualche cent/chilo, forte risalita per le fragole, mentre le clementine  non hanno prezzi esaltanti e  i piccoli calibri si vendono a poco. In ribasso i pomodori a grappolo, italiani e olandesi.

A Verona le zucchine sfiorano i 3 euro, in rialzo le melanzane, crollo dei pomodori

“Mercato un po’ lento, prezzi in calo per alcuni articoli. Salgono le quotazioni di fragole, melanzane e zucchine“. Resoconto di Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi del centro agroalimentare di Verona. Vediamo nello specifico i prezzi di frutta e verdura a iniziare dai carciofi per i quali Bonizzi parla di una “leggera ripresa” e il capolino si vende a 0,50 euro sia per  il Violetto dalla Puglia sia per il Tema dalla Sardegna.

verona mercato

Il mercato di Verona

Rispetto a qualche settimana fa prezzi in calo per i broccoli, anche questi pugliesi, che quotano 0,90 per il nudo e 1,10 euro per il filmato. Sono siciliani i cetrioli che quotano 0,90 euro. Stazionaria la quotazione del radicchio con il tardivo extra in padella a 6 euro, la prima categoria 4,50/5 euro mentre il rosso tondo Chioggia quota 0,80 euro e il rosso lungo precoce Treviso intorno a 1 euro. Vediamo le zucchine: “Le quotazioni aumentano di giorno in giorno, sta finendo il prodotto locale e in cerca di quotazione quello marocchino arrivato da poco.  Il prodotto siciliano quota 2,80 euro (calibro 7/14), 2 euro (calibro 14/21) e lo  zuccone 1,10 euro (calibro 21+). La merce origine Fondi costa circa 0,10 euro in più il chilo”.

Finocchi di Avezzano, fagiolini a 3,50 euro, crollo pomodori

In calo i finocchi,  si tratta del prodotto extra da Avezzano (0,90 euro), i fagiolini raccolti a mano presentano una forte oscillazione (2,50/3,50 euro), il prodotto è sia locale sia origine Sicilia. Stabile la lattuga: Gentile (0,50) e Cappuccia (0,60/0,70). Le melanzane siciliane sono in ripresa, sia le nere ovali (1,50) sia le viola (1,80 euro) mentre non sono alte le quotazioni dei peperoni, sempre siciliani, con il prodotto lavorato in padella giallo e rosso a 1,40 euro.

Un crollo sostenuto quello per il pomodoro a grappolo italiano quotato 0,80/1,10 euro contro i 2 euro delle settimane scorse. Il Pak Choi origine Lazio quota 1,30 euro. Le  cipolle dorate (sacchi da 10 chili) quotano a 0,45 euro (Italia) e 0,36 (Olanda), poi la  bianca (0,75) e la rossa (0,80) Italia. Le patate  arrivano da Olanda (0,45), Germania (0,30) e Italia (0,40).

Le fragole salgono a 7,50 euro, rialzo anche per le uve

C’è un forte aumento sulle fragole: “Il prodotto locale e quello campano quotano 7,5 euro il chilo. Le mele sono stabili da sotto l’euro fino a 1,50 mentre per i cachi sta per finire la produzione locale e quello emiliano-romagnolo presenta queste quotazioni: 1,50/1,80 euro (15 pezzi), 1,20 euro (18 pezzi), 0,90 euro (24 pezzi)”. Prezzi alti per i fichidindia: 2,50 euro (14 pezzi), 2,30 euro (16 pezzi); 1,90 euro (18 pezzi). Sostenute le quotazioni  delle pere Abate: 3 euro (12 pezzi), 2,80 (14 pezzi). Le uve? “Stanno calando i quantitativi e salgono i prezzi: Bianca Italia e Pizzutella a 1,60 euro. Sugli agrumi le clementine origine Calabria da 0,70 a 1,40 euro, la merce spagnola è in calo. Le arance quotano 0,80/1,50 euro e parliamo di navelina siciliana”. Chiudiamo con le castagne a 3,50/5,50 euro e i marroni a 4/6 euro conformi a calibro e qualità.

A Bari vanno le cime di rapa, sostenute le zucchine, carciofi a 0,30

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Pino Lucatorto, presidente Fedagro Bari

A Bari l’analisi dei prezzi è offerta da Pino Lucatorto, presidente Fedagro Bari, che parte dalla dinamica generale: “Il mercato è piatto. In questo periodo si vendono bene rape e cime di rape, dopo che lo scirocco che ha rovinato alcuni raccolti di altri prodotti. Il prezzo? Siamo a 1,50 euro il chilo”. I carciofi: “Siamo a 0,30 euro, ma i  volumi sono ridotti”. Anche a Bari le zucchine siciliane hanno prezzi sostenuti: “Siamo a 1,50 euro mentre il peperone, sempre siciliano, quota 1,30/1,50. Infine sulle melanzane trattiamo il prodotto locale abbondantemente sotto l’euro“.

Agrumi locali sotto l’euro, il kiwi è quello greco

Le clementine sono locali, pugliesi e dalla Basilicata, e si vendono sotto l’euro, come le arance navel. I limoni? “Sono di ottima qualità, un prodotto extra da Rocca Imperiale da 1,50/1,80 euro“. Concludiamo con i kiwi: “Non abbiamo ancora il prodotto italiano, siamo alla fine della Nuova Zelanda e c’è  prodotto dalla Grecia intorno a 1,70/1,80 euro”.

A Torino il kiwi italiano a 2/2,40 euro, pere sempre a 3 euro

caat torino

caat torino

Al mercato di Torino incontriamo Giancarlo Gianusso, agronomo dell’ufficio qualità e logistica del Caat. Iniziamo dalla frutta, con le clementine: “Aumentano le quantità e i prezzi si stabilizzano: il calibro 3 vale 0,70/0,80 euro e il 2 quota  1/1,10 euro. I kiwi con pezzatura media origine Italia sono a 2/2,40 euro. I cachi dall’Emilia-Romagna quotano 1,80/2 euro (15 pezzi)”.
Sempre care le pere: “Al mercato di Torino la varietà più richiesta è l’Abate, i volumi sono calati del 70%” – sottolinea l’agronomo -. Quelle di origine spagnola sono finite mentre sulle italiane registriamo questi prezzi: 2,80 euro (16 pezzi) e 3 euro a salire per un 14 pezzi.

Zucchine a 2,20 euro

Gli ortaggi? “Abbiamo i peperoni in calo: origine Italia mono strato a 1,30/1,50 euro. Le quotazioni dei pomodori, rispetto a qualche settimana, sono in calo. Grappolo italiano: 1/1,20 euro, Olanda e Spagna 1,20/1,30 poi Piccadilly (1,60/2 euro), datterini (2/2,50 euro); cuore di bue (1,4/1,60 euro). Di zucchine ce ne sono poche, le scure a più strati, origine Italia, quotano 1,80/2,20 euro“.

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