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Ingrosso

Dai mercati: fragole dalla Basilicata a 7,50 euro. Arance Tarocco a 2,40

caat Torino

Restano basse le quotazioni delle clementine. Con i primi freddi risale domanda e prezzo dei carciofi pugliesi e sardi. Stenta il pomodoro

Arrivano da Basilicata, Campania e Sicilia. Sono le fragole che sui mercati all’ingrosso raggiungono quasi gli 8 euro. Sempre stentata, invece, la quotazione delle clementine calabresi che superano con fatica, in gran parte dei mercati, l’euro. I primi carichi di arance Tarocco si vendono velocemente e raggiungono anche i 2,40 euro. Sui banchi anche il  kumquat siciliano.  Sostenute le zucchine che nel calibro più piccolo sfiorano i tre euro, ma il prezzo medio è sui 2. Con i primi freddi sono in ripresa i carciofi sardi e pugliesi, ma si vendono poche  castagne. Prezzi in risalita per le uve, in particolare per le varietà senza semi, con l’arrivo di prodotto da Perù e Sudafrica.

A Verona le fragole da Campania e Sicilia a 6 euro, Basilicata a 7,5 euro

verona mercato

Il mercato di Verona

Sono ben quotate le fragole del sud nel mercato di Verona, come ci spiega Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi. “Il prodotto origine Campania e Sicilia quota 6 euro al chilo mentre la Basilicata arriva a 7,50. Sul finire e quindi in caduta quelle locali che si fermano a 3,50 euro“. Passiamo agli agrumi: “Clementine calibro 1/2, prodotto extra a 1,10 euro mentre i calibri piccoli scendono anche a 0,40 euro. Le arance Navel spagnole calibro 6 sono a 0,80 euro mentre la navellina siciliana con lo stesso calibro tocca 1 euro e raggiunge 1,40 con quello maggiore. Il limone primo fiore siciliano calibro 4 quota 1,20/1,30 euro, stesso prezzo del prodotto spagnolo. E il kumquat, siciliano si colloca a 2,50 euro”. Le uve sono in ripresa: “La bianca senza semi a 1,80/2 euro; la bianca in cestino 1,50/1,60 e la Red Globe siciliana 1,50 euro”. Accanto a quelle italiane si fanno spazio le prime uve da Perù e Sudafrica. Il kiwi? “Siamo a 2,50 per il calibro 130 +, 2.20 per il 100/120 grammi e 1,50 per 70/80 grammi”.

Zucchine a 3 euro, cetrioli a 1,80

Scende un po’ il prezzo delle zucchine siciliane calibro 14/21 quotate 1,50/1,80 euro mentre l’origine Fondi vale 1,70/2 euro. Stesso prezzo per le due origini sul calibro 7/14 che quota 2.80/3 euro. Capitolo melanzane siciliane: “Ovali 1,40 euro, 2 euro le varietà lunga, viola e striata mentre la spagnola ovale quota 1,30/1,40 euro. I cetrioli siciliani in padella 1,80 euro e a più strati 1,40 . Le lattughe: Gentile (0,50/0,60), Cappuccia (0,60/0,70), Iceberg 0,70/1,10 conforme peso e qualità. Radicchio: tardivo calato da 5 ai 4/3,50 euro; rosso lungo da 0,80 è passato a euro così come il tondo. In leggera ripresa il finocchio che tocca 1,20 euro, massimo 1,40 in padella”. Infine i pomodori: “Si vede il Camone a 2,50 euro, cuore di bue 1/1,50, datterino extra 2,40, grappolo 0,80 /1 euro mentre quello spagnolo 1,50 euro e l’olandese 1,20/1,50. E’ arrivata la varietà Marinda da 2,50 a 3 euro. I carciofi sardi con varietà Tema a 0,60 euro (il 20/25 pezzi) mentre il violetto pugliese 0,60/0,70 euro”.

A Firenze poca domanda, in ripresa i carciofi

firenze

Al lavoro nel mercato di Firenze

A Firenze incontriamo Aurelio Baccini, vice presidente nazionale Fedagro e presidente dell’associazione toscana, che conferma l’andamento lento delle vendite: “Aumenteranno dopo l’Immacolata”. Sul fronte degli articoli è tempo di ortaggi siciliani: “Ci sono rilevanti problematiche produttive, ma c’è poco domanda quindi l’effetto che si crea è relativo”. Per quanto riguarda i prezzi iniziamo dalle zucchine: “Il prodotto con il fiore quota intorno ai 3 euro, ma non si tratta di volumi rilevanti. La varietà scura è sui 2 euro mentre le melanzane siciliane sono a 1,50/170 euro contro l’1,20 delle spagnole. A 1,50 euro i peperoni mentre sul pomodoro siamo immobili“. Il datterino a 2 euro dice tutto, mentre è stabilmente verso il basso il grappolo intorno a 1 euro. Vanno in controtendenza i carciofi che complice il clima più rigido ha ripreso vendite e quotazioni. A Firenze si preferisce il Tema dalla Sardegna che quota da 0,50 a 0,60 a capolino.

Le clementine partono da  40 cent, pere dall’estero

Anche a Firenze non ci sono grandi quotazioni per le clementine dove si parte da 0,40 per “il prodotto più anonimo” mentre “si supera l’euro per l’extra. Un prezzo comunque non adeguato”. Le arance navel arrivano a massimo 1,10 euro. Capitolo pere? “Un mercato frammentato. Sulle Abate c’è prodotto spagnolo a 2,80/2,90 contro i 3/3,30 di quello italiano per cui la vendita è limitata. Si vende tanto Decana e Conference olandese e belga. Si ripresentano le dinamiche sulle pesche di quest’estate dove il prodotto non è mai mancato perché si cercava da ogni parte quando mancava da una zona di produzione”. Effetto sostituzione.

A Rimini con i primi freddi cresce il consumo di verdure

Alessandro Marchese

Al mercato di Rimini incontriamo Alessandro Marchese, presidente Fedagro Rimini, che vede la situazione in movimento: “Con i primi freddi c’è una piccola ripresa per le verdure, mentre sono statiche le vendite dei pomodori“. Vediamo i prezzi: ” Dalla Sicilia arrivano le melanzane lunghe a 2,40 euro mentre la varietà tonda quota 2 euro. Restiamo nell’isola con i fagiolini a 3,50 euro. C’è richiesta e mancano un po’ i carciofi: il violetto pugliese a 0,60/0,70 euro al capolino, e il tema sardo con l’extra oscilla tra 0,60 e 0,75 euro. E si vendono bene“.

Si vende subito e bene il Tarocco siciliano

La frutta? “In ripresa le clementine che partono da 0,60 per arrivare a 1,30 euro mentre le arance Navel calabresi quotano 0,60/1,30 euro. E’ iniziato il Tarocco siciliano: da 1 euro per raggiungere i 2,40 con il calibro più grosso, le vendite sono significative. La merce finisce subito“. A Rimini sono alte le quotazioni delle uve: l’Italia da 2 a 2,50 euro, la varietà senza semi bianca 2,50/2,60 mentre quella rossa 2,60/2,90 euro il chilo”. Non vanno bene le castagne, “non si vendono più, non c’è richiesta”. Bene le fragole con l’origine Basilicata da 15 euro per la cassetta da 2 chili e quella siciliana da 10 a 15 euro secondo la qualità.

A Torino in attesa di ripresa dei consumi

Nel capoluogo piemontese Giancarlo Gianusso, agronomo dell’ufficio qualità e logistica del Caat, descrive il quadro della situazione: “Assistiamo a un progressivo calo della domanda, si confida nella ripresa dei consumi per le festività natalizie”. Poco movimento. Per la frutta le clementine non spuntano grandi prezzi: il calibro 2 a 0,60/0,70 euro mentre si arriva 0,80/1 euro per quello maggiore. Le arance navel (calibro 6) quotano 1/1,20 euro e i cachi origine Emilia-Romagna 1,30/1,50 euro (18 pezzi)”. E gli ortaggi? “Le zucchine chiare sono a 1,80/2,20, le scure a 1,60/2 euro con origine Sicilia e Fondi. Il pomodoro a grappolo Italia quota 1/1,20 euro e il cuore di bue 1,30/1,50 euro”. Le cipolle: “Origine Italia bianche nei sacchi da 10 chili valgono 0,70/80 euro al chilo, le dorate 0,45/0,55 euro mentre le rosse sono a 0,70/0,80”. Chiudiamo con le patate: “A polpa gialla Italia 0,40/0,50 euro, Olanda 0,45/0,50 euro”.

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