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Ingrosso

Dai mercati: crollo del radicchio e coda lunga delle clementine sudafricane

mercato Bari

Decollano le castagne, si vendicchiano i cachi, ci sono i primi kiwi e continua il caro pomodoro olandese

Siamo ancora al passaggio di stagione, ma nei mercati all’ingrosso stanno aumentando i prodotti autunnali e invernali come le castagne, i cachi, i kiwi e sempre più le clementine: pugliesi, calabresi ma c’è tanta Spagna e persiste, seppure ai titoli di coda, il prodotto sudafricano. Continua il caro pomodoro con il grappolo olandese vicino ai due euro, stesso discorso per le pere. Salgono i prezzi di molti ortaggi, ma non per il radicchio che si vende a pochi cent. Sul mondo uva arrivano segnali di crescita per le varietà senza semi.

A Padova bene le uve: “Iniziano ad apprezzare le senza semi”

Periodo tranquillo, anche troppo per Roberto Boscolo, responsabile Fedagro Padova, che sottolinea: “Poca vendita, alcuni prodotti hanno prezzi alti e non sempre sono di buona qualità”. Le referenze che vanno meglio? “Le mele stanno andando così così, i cachi iniziano ma presentano prezzi importanti, mentre sulle uve si ha un buon consumo e si conservano prezzi medio-alti“. Vediamoli: “Una buona moscata a 1,20/150 euro; la Pizzutella va anche oltre, buone performance per la senza semi con la gente che inizia ad apprezzare questo prodotto pugliese e siamo a 1,80/2 euro“.

Le pere Abate sono sempre sui 3 euro mentre sono in ritardo le clementine: “Ci sono le spagnole da 0,60 fino a 2,10 euro con un prezzo medio abbastanza alto. Per l’Italia la stagione sconta 10/15 giorni di ritardo, c’è un po’ di Sudafrica e Perù ma siamo alla fine anche se hanno attraversato un buon momento, da quando hanno aumentano la qualità sono più vendibili“.

Sul fronte ortaggi anche a Padova si alzano i prezzi. Sul pomodoro a grappolo: “Pochissimo prodotto italiano, c’è quello olandese e poi quello dal Marocco. I prezzi sono aumentati e si arriva a 1,80 euro“. Domina quello dei Paesi Bassi. Il radicchio? “In caduta libera Chioggia e in discesa anche variegato, c’è poco tardivo e arriva a costare fino a 10 euro il chilo”. Sulle mele si va piano: “Abbiamo la Melinda, la Fuji, aspettiamo la Pink Lady ma non ci sono ancora grossi consumi”.

A Trieste resistono le clementine sudafricane, finiti gli ortaggi locali arrivano da Fondi e Sicilia

A Trieste Massimo Vitale, presidente di Fedagro locale, parla di “una carenza di qualche referenza. Per gli ortaggi sono finite le melanzane locali e iniziata la Sicilia e arriva prodotto da Fondi. Il prezzo dei pomodori  è importante ma vendita molto bassa. Il grappolo quota 1,80/2 euro“.
Dei prodotti autunnali c’è una buona vendita di cachi: “Dall’Emilia-Romagna a 1,50 euro il calibro medio e 2,50 quello più grosso. C’è invece poco prodotto locale. Si vedono le prime clementine italiane da 1,80/2,50 euro, ma c’è anche l’offerta spagnola e resiste pure quella sudafricana che tocca i 2,20 euro per il prodotto di prima qualità”. Le castagne? “Stanno iniziando a essere richieste in modo importante. Origine Piemonte e andiamo fino ai 5 euro con una media a 3/4 euro”. Le mele? “Si è partiti e si vendono bene le locali che fino al primo inverno sono presenti e resistono anche nei confronti delle mele altoatesine. Le varietà sono Golden e la Fuji che ha preso spazio, a scapito della Stark ora in calo. Il prodotto lavorato in maniera standard quota 0,80/1 euro”.

A Bari le clementine sono pugliesi

pino lucatorto

Pino Lucatorto, presidente Fedagro Bari

A Bari la fotografia sulle dinamiche di mercato è scattata da Pino Lucatorto, presidente Fedagro Bari, che esordisce con: “Una settimana fiacca su tutti i fronti. I prezzi sono nella norma, ma si vende poco”.
E’ tempo di clementine locali: “Abbiamo le pugliesi, ancora da fare il colore ma ci siamo come gusto. Il prezzo: 1,30/1,60 ma c’è anche prodotto dalla Spagna a 1/1,20. Molte care le pere che stanno intorno ai 3 euro, ma si vende ancora l’Ercolina spagnola quotata 1,70 euro. Le mele sono stabili nei consumi e ormai sono presenti
quasi tutte le varietà”.
Castagne? “Abbiamo prodotto della Campania, non ci sono  grandi quantitativi ma il prezzo è interessante perché quotano 3/3,50 euro, in attesa delle calabresi. Cachi sempre dalla Campania e si lavoricchia con prezzi da 0,80 a 1,20 euro. Il pomodoro a grappolo sta intorno a 1,50/1,80 euro, origine siciliana. Il ciliegino  2,50/3 euro  e il datterino oltre i 3 euro”.

Verona: il pomodoro a grappolo olandese a 2 euro

A Verona le dinamiche del mercato sono svelate da Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi. “I pomodori registrano una tendenza al rincaro con il grappolo Olanda da 1,80 a 2 euro, origine Italia siamo a 1,60/1,80, ciliegino 2,80/3 euro  e datterino 3,50/4 euro. In leggero aumento le melanzane con un prezzo intorno a 1/1,20  euro per l’ovale siciliana, rincaro anche per le zucchine da Sicilia e Fondi: da 1/1,50 (calibro 14/21) a 1,50/2 euro (calibro 7/14)”. Prezzo stabile per il sedano (0,70) e il cavolfiore (0,80/1 euro)“. Ecco un gruppo di prodotti dalla Puglia: “Cicoria  puntarella 1,50, carciofo violento 0,60/0,80, prezzemolo 1,20/1,50 euro, finocchio in leggere calo intorno a 1,20 euro”. Prezzi bassi per il radicchio: “Il rosso tondo 0,80/1 euro, rosso lungo 1/1,30 euro“.

Ci spostiamo sulla frutta dove su vendono bene le fragole autunnali: “Le locali quotano 4/5 euro”. Poi le  castagne 2,50/5 euro origine Viterbo e Piemonte, si attende il prodotto locale. “E’ iniziato lo stacco del kiwi veronese“, ma si è in cerca di quotazione. Dall’Emilia-Romagna arrivano i cachi con questi prezzi: 5 pezzi 2,50 euro; 18 pezzi 1,80/2 euro; 24 pezzi 1,60/1,80 euro   e si vede anche prodotto spagnolo  con quotazioni minori.
Sulle clementine c’è prodotto italiano dalla Calabria a 1,80/2 euro, prezzi simili per il prodotto spagnolo. Il mandarino Miyagawa va da 0,60 euro (calibro 3/4) passa per un 0,90 euro (calibro 2) e infine a 1/1,10 e 1,50 per i calibri più grandi. Anche a Verona la pera Abate presenta i soliti prezzi alti, intorno ai 3 euro.

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