Logistica e Trasporti

15 aprile 2026

Reefer gap in Africa: export ortofrutta frenato

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L’export ortofrutticolo africano continua a crescere, ma deve fare i conti con un limite strutturale sempre più evidente: la disponibilità di container refrigerati. A evidenziarlo è un market insight pubblicato il 14 aprile 2026 da Ocean Network Express (One), che analizza le dinamiche dei flussi containerizzati nel continente e individua nel cosiddetto reefer gap uno dei principali colli di bottiglia logistici.

Crescita dell’agroalimentare e pressione sulla logistica

Secondo l’analisi di One, l’Africa sta vivendo una fase di espansione del commercio internazionale, sostenuta sia dallo sviluppo industriale sia dalla crescita delle filiere agroalimentari. In questo contesto, l’ortofrutta assume un ruolo sempre più rilevante, con esportazioni in aumento verso i mercati globali.

Questa dinamica, tuttavia, esercita una pressione crescente sulle infrastrutture logistiche, in particolare sulla disponibilità di container refrigerati, indispensabili per garantire la qualità dei prodotti lungo tutta la catena del freddo.

Lo squilibrio dei flussi genera il reefer gap

Il report evidenzia come alla base del problema vi sia un forte disallineamento tra importazioni ed esportazioni. I flussi in ingresso dall’Asia sono costituiti prevalentemente da merci manifatturiere che viaggiano in container standard, mentre quelli in uscita dall’Africa sono sempre più legati a prodotti deperibili ad alto valore aggiunto, come frutta e ortaggi.

Questo squilibrio riduce la disponibilità di container refrigerati nei momenti di maggiore domanda, soprattutto nei principali hub dell’Africa orientale e australe. Nei periodi di picco stagionale, la carenza di reefer diventa particolarmente critica, rendendo più complessa la pianificazione delle spedizioni e aumentando il rischio di interruzioni nella catena del freddo.

Sudafrica e Kenya al centro della domanda

Tra i Paesi più coinvolti emergono il Sudafrica e il Kenya, che rappresentano due poli strategici per l’export ortofrutticolo africano.

Il Sudafrica si conferma il principale hub container del Continente, con esportazioni fortemente orientate verso gli agrumi ma sempre più diversificate anche su altre categorie frutticole.


Il Kenya, invece, si distingue per una crescita particolarmente dinamica, trainata soprattutto dagli avocado e da una rapida espansione della produzione negli ultimi anni.


In entrambi i casi, l’aumento dei volumi esportati si traduce in una domanda crescente di trasporto refrigerato, che mette sotto pressione la disponibilità di attrezzature.

Distanze e inefficienze amplificano il problema

A complicare ulteriormente il quadro interviene la distribuzione geografica delle aree produttive, spesso lontane dai porti. Questo comporta la necessità di trasferire container vuoti verso l’entroterra, con un aumento dei costi e una maggiore complessità operativa.

Il risultato è un sistema logistico meno efficiente proprio nei momenti in cui la domanda di trasporto refrigerato raggiunge i livelli più elevati.

La leva dei Non-operating reefer

Per affrontare il problema, Ocean Network Express individua una possibile soluzione nell’utilizzo dei Non-operating reefer (Nor). Si tratta di container refrigerati impiegati senza attivare il sistema di raffreddamento per il trasporto di merci secche in importazione.

Questo approccio consente di posizionare le unità direttamente nelle aree agricole interne, riducendo la necessità di spostamenti a vuoto e migliorando la disponibilità di container refrigerati nei pressi dei centri di produzione. Una volta raggiunte queste aree, i reefer possono essere rapidamente attivati per l’export ortofrutticolo.

Più efficienza per sostenere la crescita

L’utilizzo dei Nor rappresenta quindi una leva operativa per rendere più efficiente la gestione dei flussi containerizzati, riducendo i costi logistici e migliorando la capacità di risposta durante i picchi stagionali.

Inoltre, anche quando utilizzati senza refrigerazione, questi container garantiscono standard elevati in termini di isolamento e pulizia, un aspetto particolarmente rilevante per le filiere ortofrutticole.

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