La Patata di Bologna Dop consolida il posizionamento premium grazie all’indagine condotta insieme a ChefToChef emiliaromagnacuochi. Il progetto “Taste Innovators – La versione dello chef”, finanziato dal ministero dell’Agricoltura e avviato lo scorso autunno con sette chef di tre regioni, è entrato ora nella sua fase finale attraverso questa preziosa collaborazione tra il Consorzio di tutela (che conta 22 soci e 70 aziende produttrici per un totale di 400 ettari) e l’associazione nata nel 2008 per valorizzare la cucina d’autore emiliano-romagnola.
L’indagine - presentata da Damiano Puccia, SGMarketing coordinatore dei progetti del Consorzio, durante l’evento “La Patata di Bologna Dop nella cucina d’autore” al ristorante Maré di Cesenatico, guidato dallo chef Omar Casali - ha coinvolto un campione di cuochi dell’associazione e altri professionisti del settore.
A ciascun partecipante è stata inviata una fornitura di Primura, la varietà esclusiva della Dop, che è stata poi utilizzata nella preparazione di piatti e ricette per approfondirne le caratteristiche. A questa fase operativa è seguita una rilevazione diretta, volta a valutare il prodotto e a raccogliere riscontri puntuali.
I risultati sono nel complesso positivi e hanno evidenziato alcuni elementi distintivi della varietà Primura: in particolare la sua versatilità d’impiego, che ne consente l’utilizzo in diverse preparazioni lungo tutto il menu, andando oltre il tradizionale ruolo di contorno. Sono state apprezzate anche la sapidità, l’uniformità del calibro e l’ottima tenuta in cottura, anche nelle preparazioni più lunghe e complesse.
Ma non sono mancate alcune critiche, legate soprattutto alla disponibilità del prodotto e all’organizzazione della fornitura, con l’esigenza di rafforzare la distribuzione per rispondere in modo più efficace alle esigenze della ristorazione.
Nel complesso, la Patata di Bologna Dop ottiene una valutazione molto positiva, fondata su due elementi chiave che ne definiscono il posizionamento: la qualità, sostenuta da oltre 70 anni di storia e da un forte legame con la tradizione bolognese tutelato dalla Dop, e la versatilità della sua varietà, che la distingue nel panorama nazionale per ampiezza di utilizzo in cucina. E, nonostante l’attuale affollamento da prodotto estero a prezzi bassi, il valore intrinseco della Dop resta inalterato.
Da sinistra, Damiano Puccia, Massimiliano Poggi e Davide Martelli
“L’indagine realizzata con ChefToChef evidenzia un aspetto centrale: è la qualità a fare la differenza – ha detto Davide Martelli, presidente del Consorzio di tutela della Patata di Bologna Dop – Non lo dicono i numeri, ma lo testimoniano coloro che quotidianamente la utilizzano in cucina nelle loro ricette d’autore. I cuochi sono i migliori ambasciatori di questo prodotto che può trovare nella ristorazione nuove opportunità di valorizzazione e crescita”.
Massimiliano Poggi, presidente di ChefToChef emiliaromagnacuochi, ha aggiunto: “Il lavoro fatto insieme al Consorzio della Patata di Bologna Dop va nella direzione giusta: costruire un dialogo reale tra chi produce e chi ogni giorno lavora il prodotto in cucina. Come ChefToChef crediamo molto nel valore della rete e nel rapporto diretto con produttori di elevata qualità, perché è lì che si costruisce una filiera consapevole e una cucina più solida. La fase due del progetto, che ha coinvolto i nostri soci chef, ha dato concretezza a questo percorso. Come presidente riconosco il valore dell’ingresso in associazione del Consorzio: per ChefToChef è fondamentale mantenere un equilibrio costante tra prodotto, cucina e cultura gastronomica”.
Infine, il padrone di casa, Omar Casali, socio chef e consigliere di ChefToChef emiliaromagnacuochi, ha concluso: “Lavorare sulla Patata Primura di Bologna Dop è stato interessante perché è un prodotto che, pur nella sua semplicità, ha identità e tenuta in cucina. Ha una versatilità che permette di usarla in modo contemporaneo senza perdere il legame con la tradizione. Ospitare questo momento al Maré significa lavorare sul prodotto senza filtri, mettendolo davvero alla prova in cucina e confrontandosi in modo diretto con chi lo produce”.

In questo percorso si inserirà la partecipazione al tour di Tramonto DiVino, che questa estate vedrà la Patata di Bologna Dop protagonista nella tappa storica di Cesenatico il 7 agosto, sempre in collaborazione con ChefToChef.
Il progetto era partito con sette giovani chef ambassador – Lorenzo Coccovilli, Marco Meggiato, Giorgio Rattini, Silvia Banterle, Paolo Giraldo, Mariasole Cuomo e Davide Esposito – e contenuti video realizzati con Giano Lai e Francesca Manunta di “Cosa mangiamo oggi”. Così la Patata di Bologna Dop si conferma ingrediente insieme identitario e contemporaneo per la ristorazione di qualità.