Ingrosso

05 maggio 2026

Dai mercati: pomodori in (leggero) rialzo, calo primizie

567

Leggero rialzo per pomodori e peperoni, grazie a un’immissione più equilibrata del prodotto nei mercati, ma siamo ancora lontani dalle quotazioni sostenute di poche settimane fa. Il pomodoro a grappolo del vecchio ciclo resta abbondantemente sotto l’euro, mentre la nuova produzione può arrivare a sfiorare i 2 euro, con valori intorno a 1,70 euro il chilo.

Le primizie estive mostrano un netto ribasso dopo i picchi iniziali: oggi albicocche, pesche e nettarine si trovano anche a 3 euro il chilo. Restano invece più elevate le quotazioni delle ciliegie, che in alcuni mercati e per le referenze extra superano ampiamente i 10 euro.

A Vittoria dopo il crollo leggera ripresa dei prezzi 

Il mercato ortofrutticolo di Vittoria nel ragusano attraversa una fase di stabilità dopo settimane di oscillazioni con prezzi eccezionalmente alti. A spiegarlo è Giorgio Puccia, figura storica del mercato ortofrutticolo siciliano, che analizza l’andamento delle produzioni e offre le quotazioni di oggi. 

Due mercati: vecchio e nuovo ciclo

Puccia chiarisce innanzitutto che in questa fase convivono due mercati paralleli: da un lato la merce di fine ciclo, con qualità più variabile e valori più bassi, dall’altro la nuova produzione, più curata e destinata anche alla grande distribuzione. “Il grappolo può andare da 0,70 a 1,70 euro il chilo, ma i valori più bassi riguardano partite a fine ciclo, mentre i prezzi alti sono riferiti al prodotto nuovo”, spiega.  In termini numerici: da 0,70 a 1,30 la vecchia merce e sopra la nuova produzione. 

Il periodo tra il 25 aprile e il primo maggio, solitamente caratterizzato da un calo delle quotazioni per l’aumento delle raccolte, quest’anno ha mostrato un andamento diverso. “Il primo maggio è stato superato molto bene, con una certa stabilità che speriamo possa durare”, racconta Puccia, sottolineando come i produttori abbiano gestito con maggiore attenzione i volumi, evitando l’accavallamento delle raccolte. Ne è derivato un mercato più equilibrato, con lievi aumenti invece dei consueti ribassi.

Il Grappolo da 70 cent a 1,70 euro, il Datterino fino a 2,50 euro 

Sul fronte delle quotazioni, il grappolo oscilla tra 0,70 euro per il prodotto di fine ciclo e 1,70 euro per la nuova produzione. Il ciliegino parte da 1,20 euro nelle confezioni destinate ai centri di confezionamento e arriva fino a 1,70 euro per il prodotto lavorato in cartone destinato ai mercati. Il Piccadilly si muove tra 0,90 e 1,40 euro, mentre Pixel e Demetrio, varietà affini, si collocano tra 1,40 e 1,80. Il datterino rosso varia da 1,50 euro per il fine ciclo fino a 2,50 euro per la nuova produzione, mentre il datterino giallo oscilla tra 2,50 e 3 euro. Il costoluto da insalata si posiziona tra 1 e 1,40 euro. 

Peperoni tra 1,50 e 2 euro, melanzane da 0,60 euro, zucchine da 50 cent

Passando agli altri ortaggi, i peperoni rossi hanno registrato degli aumenti  tra il 30 aprile e il 2 maggio, stabilizzandosi tra 1,50 e 2 euro. Le melanzane mostrano valori compresi tra 0,60 e 0,80 euro per la tonda, tra 0,60 e 0,70 per la lunga e tra 0,50 e 0,80 per la violetta, con le partite più curate che raggiungono le fasce alte. I cetrioli oscillano tra 0,40 e 0,80 euro, mentre la zucchina si mantiene tra 0,50 e 0,60 euro. Dopo un mese di prezzi eccezionalmente alti, il mercato sembra dunque aver ritrovato un equilibrio. “I costi per i produttori  sono rimasti alti, ma le quotazioni sono tornate a livelli più bassi”, conclude Puccia.

Meloni e mini angurie 

Passiamo ai meloni con le diverse varietà: il Mondial tra 1,50 e 2,20 euro e il Proteo tra 1,50 e 2 euro.  Le mini angurie si attestano tra 1,20 e 1,40 euro. Nei mercati nazionali il melone retato siciliano quota dai 2,20 ai 3 euro il chilo a seconda della qualità. C'è anche prodotto dal Marocco sui 2 euro. Per quanto riguarda le angurie baby vanno da 1,60 ai 2 euro. 

Le albicocche quotano tra i 3 e i 4 euro il chilo

Le primizie di stagione iniziano a lasciare alle spalle i valori molto alti delle prime settimane. Le albicocche, che al debutto avevano toccato anche i 6–8 euro al chilo, stanno avviando un percorso di progressiva discesa. Sui mercati italiani prevale ancora il prodotto spagnolo, affiancato dalle prime partite italiane, con una forbice che oscilla tra i 3 e i 4 euro. La media si attesta intorno ai 3,50 euro il chilo a Milano e 4 euro a Verona, mentre Firenze e Padova mostrano valori più alti, fino a 5 euro. 

Nettarine ancora merce dell’emisfero sud, il prodotto spagnolo dai 3 ai 4 euro

Anche le nettarine mostrano un quadro in evoluzione. In alcuni mercati è ancora presente merce d’importazione dall’emisfero sud, come le nettarine cilene a polpa gialla che si collocano intorno ai 3 euro. Le  nettarine spagnole, invece, mantengono valori più elevati, superando i 5 euro nelle prime battute. Le quotazioni delle nettarine a doppio stratto spagnole si stanno però assestando: 3,40 euro a Milano, 4 euro a Padova e 3,50 euro a Roma, segno di una graduale normalizzazione.

Valori simili per le pesche

Situazione simile per le pesche, che per il monostrato raggiungono i 4 euro. A Milano la forbice va da 3,80 a 4 euro, mentre a Verona scende a 3 euro. Firenze torna a salire fino a 4 euro, confermando un andamento differenziato ma complessivamente in calo rispetto alle primizie.

Ciliegie in calo, ma ancora prodotto  a 15 euro 

Diverso il discorso per le ciliegie, che continuano a mantenere prezzi sostenuti. Il prodotto spagnolo raggiunge 11–12 euro il chilo a Firenze e arriva fino a 15 in alcune piazze. A Padova si rimane sotto i 10 euro, mentre a Torino si sfiorano. Nei mercati più grandi, come Milano e Verona, il prodotto spagnolo sfuso si colloca rispettivamente sui 5 e 6 euro. Sono presenti anche ciliegie italiane, che la scorsa settimana avevano toccato i 18 euro il chilo: oggi i valori sono più contenuti, con partite vendute intorno agli 8 euro.

Fragole in leggera ripresa 

Le fragole confermano la tendenza alla discesa già osservata nei giorni precedenti, ma negli ultimi giorni si è registrata una tendenza al rialzo. La varietà Sabrosa, pur mostrando un calo generale, mantiene quotazioni interessanti: il prodotto extra arriva a 5,50 euro a Milano, mentre Verona si ferma a 4 euro, Bergamo a 3, Bologna poco sopra i 3 euro, Firenze a 4,50 e Padova a 4 euro. La Inspire presenta valori che raggiungono i 7 euro a Milano e scendono a 5 euro a Verona e Bergamo, mentre Firenze si attesta sui 4,50 euro. A Roma compaiono anche varietà locali come le Favette, che arrivano a 4 euro. Non manca il prodotto d’importazione, che si colloca sotto i 3 euro.

Nespole dai 3,50 ai 7 euro

Le nespole mostrano una forbice ampia: a Milano si va da 3,50 a 4 euro, con il marchio Rucheyi che si posiziona sui 3,50 euro, risultando competitivo rispetto ad altri concorrenti. A Verona la stessa referenza supera i 6 euro, mentre a Bologna sfiora i 7.

Kiwi giallo tra 5 e 6 euro, il verde dai 3 ai 4 

Il kiwi giallo mantiene quotazioni elevate, tra 5 e 6 euro il chilo, con il marchio Zespri che supera i 6 euro a Milano e Cagliari, mentre Bergamo si ferma a 5,50 e Padova a 5,75. Il kiwi verde mostra valori inferiori: il prodotto italiano di fine stagione si colloca intorno ai 3 euro, mentre lo Zespri verde arriva a 4 euro. Compare anche il primo prodotto neozelandese, sempre a marchio Zespri.

Uva peruviana e sudafricana dai 3 ai 5 euro 

Si chiude con l’uva da tavola. La bianca senza semi di origine peruviana viene venduta a 5 euro il chilo a Bologna e Napoli, mentre l’origine sudafricana si attesta sui 4 , valore registrato anche a Cagliari. La Red Globe peruviana oscilla tra i 3 euro al chilo (in confezioni da 4,5 kg) e i 4 euro, a seconda del mercato.

Il listino agrumi a Torino: arance italiane più alte delle spagnole, a prezzo basso le egiziane

Al mercato di Torino il comparto degli agrumi mantiene un andamento regolare, con scarti di prezzo marcati tra varietà e provenienze. Le arance Lane Late italiane si collocano tra 1,20 e 1,40 euro il chilo, mentre il prodotto spagnolo resta leggermente più basso, tra 1,10 e 1,30 euro il chilo. Le Navel Powell di origine spagnola mostrano una fascia intermedia, tra 1,25 e 1,35 euro il chilo.

Più ampio il divario sulle Valencia Late: l’Egitto propone valori molto contenuti, tra 0,80 e 0,90 euro il chilo, mentre l’origine italiana sale nettamente, tra 1,50 e 1,60 euro il chilo.

Continua la presenza delle clementine Orri, primi limoni sudafricani 

Le clementine Orri confermano la loro posizione premium. L'origine israeliana quota tra 2,20 e 2,40 euro il chilo per il calibro 58-63 e tra 2,50 e 2,70 euro  per il calibro 63-67. La Spagna si mantiene più bassa, tra 2 e 2,20 euro il chilo.

Sul fronte dei limoni, gli Eureka sudafricani si muovono tra 2,40 e 2,50 euro il chilo, mentre il Primo Fiore siciliano mantiene valori più moderati, tra 1,50 e 1,60 euro. Il quadro complessivo restituisce un mercato senza tensioni, ma con differenziali di prezzo molto netti in base a origine, varietà e calibro.

Potrebbe interessarti anche