Mela di Verona Igp e Kiwi di Verona Igp sono pronti a diventare realtà. Due Associazioni temporanee di produttori hanno infatti formalizzato la domanda per avviare l’iter di riconoscimento delle due nuove Indicazioni geografiche protette, coinvolgendo al momento una 50ina di produttori e oltre mille ettari di coltivazioni.
L’iniziativa, presentata oggi, è guidata da Leonardo Odorizzi, presidente del Consorzio Pesca di Verona Igp, con il supporto della Fondazione prodotti agricoli di Bussolengo e Pescantina presieduta da Gianluca Fugolo. L’obiettivo è ambizioso: ottenere il riconoscimento europeo per tutti i Comuni della provincia veronese e alcuni limitrofi entro un anno, portando Verona a quota quattro Igp ortofrutta insieme a, appunto, Pesca e Radicchio.
“Tavoli aperti a tutti i produttori”
“Le due Associazioni rappresentano tavoli aperti, pronti ad accogliere ogni produttore interessato - ha chiarito Leonardo Odorizzi, sottolineando la vocazione inclusiva del progetto - Vogliamo l’Igp per l’intera provincia e l’iter può chiudersi in un anno. Con Mela e Kiwi, Verona avrebbe un primato invidiabile a livello internazionale”.
"E' un momento storico, tutte le istituzioni si stringono attorno alla produzione di Verona, ai 50 produttori che hanno avviato la domanda contando su oltre mille ettari a mele e kiwi - ha dichiarato a myfruit.it Odorizzi - Oggi è un momento di partenza, ma tutti auspichiamo il numero più ampio possibile di produttori per arrivare nel più breve tempo possibile al riconoscimento dei marchi Igp. Il regolamento europeo prevede che le domande di riconoscimento siano sottoscritte solo dei produttori agricoli delle filiere di riferimento, ora è stato revisionato il disciplinare in bozza del 1995 per adeguarlo alla mappatura della produzione attuale che copre tutta la provincia di Verona e qualche comune limitrofo".
Per Gianluca Fugolo il valore delle Igp va oltre la semplice tutela del nome. “Verona non è solo turismo, ma eccellenza agricola - ha precisato - Un marchio Igp offre protezione dalla concorrenza sleale, garanzie di tracciabilità e origine certificata per il consumatore ma, soprattutto, valorizza economicamente e culturalmente un territorio, crea occupazione nella filiera e apre a finanziamenti e sinergie turistiche”.
Radici antiche per un progetto strategico
La vocazione melicola di Verona ha radici profonde, come ha ricordato Enzo Gambin, direttore dell’Associazione Produttori Olivicoli e memoria storica dell’agricoltura scaligera. “Le prime testimonianze risalgono all’epoca romana, mentre dal XIV secolo la mela appare in numerose opere letterarie”.
Più recente è l’arrivo del kiwi, la cui coltivazione nell’entroterra gardesano si diffonde dalla seconda metà degli anni Settanta. “Mela e kiwi sono prodotti chiave per l’economia veronese e il riconoscimento Igp è una scelta strategica per dare loro valore, identità e futuro sui mercati”, ha concluso Gabriele Cacciatori, tra i produttori più attivi della zona.
Istituzioni e territorio compatti
“Oggi la mela è un prodotto anonimo. Senza riconoscimento di qualità non ha futuro, perché nessuno regge da solo l’impatto del mercato”, ha aggiunto Cacciatori. L’iniziativa ha già il sostegno delle istituzioni locali.
Supporto all'iniziativa anche da parte della Regione Veneto, che per voce dei tre componenti la Commissione regionale Agricoltura, conferma l'importanza di comunicare tracciabilità e reputazione per orientare il consumatore verso l’alta qualità certificata”.
Verona si candida così a diventare un modello di sistema per l’ortofrutta certificata, unendo storia, produzione e istituzioni in un progetto che guarda ai mercati nazionali e internazionali.