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04 maggio 2026

Cambio al vertice di Eataly e il futuro del Gruppo?

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Cambio al vertice in Eataly con Andrea Cipolloni che dopo tre anni e mezzo lascerà il ruolo di Amministratore delegato nell’ambito di "una transizione pianificata",- come si legge in un comunicato dell'azienda -  che avverrà "una volta completata la prima fase della strategia di sviluppo del gruppo e con l’obiettivo di garantire un passaggio graduale".  

Questi i convenevoli mentre Gabriele Belsito, membro del Comitato esecutivo italiano, è nominato direttore generale per l’Europa e si cerca un amministratore delegato incaricato per gli Stati Uniti. Mercato strategico dove si realizza una parte importante del giro d'affari: il 60%. 

Usa strategica, ma si parte dall'Italia 

Negli Usa il format è di successo e anche di tendenza in città come New York, ma l'Italia è centrale anche perché area di riferimento cultural e e rifornimento dei prodotti. Un concetto chiave ribadito nel comunicato del Gruppo ovvero il Bel Pase come base di filiera per esportare nel mondo prodotti italiani d’eccellenza. Seppure si seguano altre piste e si seguano altri percorsi come il Medio Oriente.

Cresce il fatturato, ma i margini?

"Dal 2022 - si legge nel comunicato - il gruppo ha aumentato i ricavi totali da circa 450 milioni a oltre 700 nel 2025, ampliando la presenza globale e creando una solida pipeline grazie all’apertura di oltre 20 nuovi punti vendita, portando il numero totale a 69. Durante questo periodo, il gruppo ha inoltre rafforzato ulteriormente il proprio brand a livello globale e diversificato le fonti di ricavi attraverso quattro pilastri strategici: punti vendita di grandi dimensioni, prodotti a marchio Eataly, travel retail e Eataly Caffè, lanciato di recente e in forte crescita”.

Sono bei numeri così come alcuni interventi di ridimensionamento in location deboli - per esempio ha chiuso Verona - ma gli addetti ai lavori ci si interroga sui margini. Non si hanno tutti i dati a disposizione. il cambio al vertice è stato interpretato come un segno di debolezza. Ma c'è da aspettare l'esito degli investimenti e del rendimento delle nuove aperture.

"Sono orgoglioso di aver guidato Eataly in questa prima fase di trasformazione e di crescita", ha dichiarato Andrea Cipolloni, "e di quanto abbiamo realizzato come team sia in Italia – che rappresenta la spina dorsale dell’organizzazione – sia all’estero, in particolare negli Stati Uniti dove Eataly ha saputo rafforzare la propria presenza e sviluppare i nuovi format in particolare nel travel retail e con Eataly Caffè». Il Consiglio di amministrazione ha ringraziato Cipolloni per il contributo dato allo sviluppo del gruppo e per l’impegno nel rafforzamento del valore di lungo periodo. "Siamo estremamente grati ad Andrea per la sua guida, che si è concentrata su riorganizzazione, efficienza e sviluppo di nuovi format", ha aggiunto Nicola Farinetti, presidente del consiglio di amministrazione.

Non solo pasta, vino e olio. L'ortofrutta di Eataly 

A consultare i cataloghi della sezione online di Eataly sono presenti non solo i classici prodotti ma anche frutta e verdura. In alcune location sono stati creati spazi ben allestiti che rimandano ad un reparto ortofrutta. In questo momento il marchio offre 97 prodotti. Una gamma ampia: dal melone alle fragole, dalle mele alle pere ma pure l'esotico con mango e avocado. E i prezzi? Una critica ricorrente è relativa al fatto che questi sono costosi, ma per esempio l'avocado si vende a 1,90 euro quindi con prezzo minore rispetto a tanti supermercati e fruttivendoli.  Non tutto è a buon prezzo, ma c'è una selezione attenta alla qualità dei prodotti. E ogni mese viene promossa la frutta e verdura di stagione. 

Insomma il proseguimento dell'esperienza di Etaly può generare valore anche per la filiera ortofrutticola italiana.

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