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21 aprile 2026

Arancia Rossa di Sicilia, sfide e opportunità

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Educazione, promozione e comunicazione. Sono le tre direttrici fondamentali che hanno guidato il progetto europeo “Citrus Fruits for Wellness” e che rappresentano anche quest’anno il cuore delle iniziative che caratterizzano la seconda annualità in corso in questo momento.

Al Macfrut di Rimini, la conferenza dal titolo “Arancia Rossa di Sicilia Igp: dal campo alla tavola, tra identità e mercato” è stata l’occasione per mettere in evidenza le peculiarità di questo progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il Reg. (Ue) 1144/2014, ma anche per sottolineare le sfide che il comparto agrumicolo siciliano e un’eccellenza come l’arancia rossa di Sicilia Igp, che cresce alle pendici dell’Etna, deve affrontare.

Promozione mirata e comunicazione non urlata

“Il nostro piano di educazione che parte dalle scuole ci consente di raccontare con i nutrizionisti come mettere la frutta, a partire dagli agrumi, al centro della nostra dieta” ha ricordato Salvatore Rapisarda, direttore del Consorzio Euroagrumi Op di Biancavilla (CT), soggetto che sta coordinando il progetto Citrus Fruits for Wellness. “Abbiamo selezionato una decina di scuole tra Italia e Germania e stiamo raccogliendo ottimi risultati”.

Salvo Falcone, responsabile della comunicazione del Consorzio Euroagrumi Op ha invece sottolineato il grande entusiasmo che ha accompagnato il primo anno di attività del progetto e che ora ha fatto sì che alcune iniziative del secondo fossero anticipate: “L’arancia rossa non ha bisogno di pubblicità urlata, perché già ambasciatrice del territorio. Il pubblico sta dimostrando di essere molto ricettivo e desidera ascoltare le informazioni che riguardano questo prodotto”.

Un filiera unita può superare le difficoltà

Se consorzi, distretti e Op lavorano bene insieme, si riescono a superare periodi molto delicati come quello che stiamo vivendo e che ha colpito duramente anche l’agrumicoltura siciliana. Lo ha ricordato Gerardo Diana, presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp, nell’elencare prima i danni provocati dal ciclone Harry, “che ha gravemente colpito la Sicilia con un 30% di prodotto caduto per terra” e poi gli attuali rincari del gasolio a causa delle guerra in Iran con il blocco dello stretto di Hormuz, che lo ha portato da 80 centesimi a 1,43 al litro. 

E a proposito dell’importanza di fare sistema, Gianni Raniolo, presidente del Consorzio uva Igp di Mazzarrone ha ricordato come non solo la filiera dell’uva da tavola siciliana condivida con quella degli agrumi il problema dei cambiamenti climatici, ma come ci sia comunanza anche dal punto di vista della forza lavoro, considerando che i “lavoratori che prima raccolgono le arance, poi vengono da noi a raccogliere l’uva: sono economie di scala molto importanti ed è fondamentale fare sistema”.

L’importanza dei progetti Agrip e la sfida della nuova Pac 2032

Giosué Arcoria, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, nell’invocare maggior aggregazione, ha evidenziato la fragilità di una filiera che ora pretende risposte più celeri da parte degli organi preposti, come ad esempio l’Agricat, il Fondo Mutualistico Nazionale, finanziato dalla Pac. 

Dello stesso avviso anche Marco Ciofo, responsabile nazionale Ufficio Organizzazioni dei Produttori di Confagricoltura, che ha sottolineato l’importanza dei progetti Agrip, che finanziano campagne di informazione e promozione dei prodotti agricoli europei e che anche nel 2026 hanno ottenuto importanti fondi, ma allo stesso tempo ha evidenziato, nell’ambito dei lavori per la futura Pac 2032, le preoccupazioni per l’eventuale taglio al budget aperto che rischia di “portare le Op nell’incertezza sulle risorse e quindi sulla capacità di programmare e fare innovazione”.


La centralità e il ruolo dei Mercati Agroalimentari

Tra gli ospiti della conferenza anche due esponenti di importanti Centri Agroalimentari, che hanno messo in luce il ruolo da protagonista delle arance rosse di Sicilia. “Tra i 120 mercati presenti in Italia noi siamo il primo per capacità di esportazione, soprattutto vero l’Austria e i Paesi dell’Est Europa”, ha spiegato Francesco Cera, direttore generale del Mercato AgroAlimentare di Padova. “Noi commercializziamo 3 milioni di quintali e il primo dei prodotti sono gli agrumi, con 265mila quintali”. 

Prodotti che oggi devono essere comunicati come eccellenze e non più come commodity, come un tempo, considerando che il ruolo di queste strutture è completamente cambiato negli ultimi 20 anni, a causa della crescita di approvvigionamento diretta da parte della Gdo. 

Nei mercati oggi c’è il prodotto di miglior qualità: a Bologna ci siamo specializzati nel premium e quindi riforniamo alcune delle migliori aree turistiche italiane” ha affermato Duccio Caccioni, direttore del Mercato Centro AgroAlimentare di Bologna. “Molti prodotti siciliani spesso non riescono a fare concorrenza alle commodities spagnole o del Nord Africa, ma dal punto di vista qualitativo sono di fascia molto più alta. La gara sul prezzo non si può vincere”.

Appuntamento al Frutech 2026

In conclusione, Nino Di Cavolo, presidente di SiciliaFiera, ha dato appuntamento alla prossima edizione di Frutech, fiera che si terrà dal 25 al 27 novembre presso il polo fieristico SiciliaFiera di Misterbianco, in provincia di Catania e che si presenta come l’”Expo del Mediterraneo”, dedicata alla transizione agroecologica e alle nuove frontiere del settore ortofrutticolo. 

“È una fiera che veniva richiesta dagli stessi numeri che esprime la Sicilia, poiché rappresentiamo il 10% dell’agricoltura italiana e siamo tra i leader del biologico”. Presente al Macfrut con una collettiva di 35 aziende, ospiterà a sua volta Macfrut che porterà buyer internazionali selezionati

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