Politiche agricole

16 giugno 2026

Tea, domani il voto dell'europarlamento

138

Alle 12:30 di domani, mercoledì 17 giugno 2026, il Parlamento europeo è chiamato a votare la proposta di regolamento sulle nuove tecniche genomiche (Ngt), note in Italia come Tea, Tecniche di evoluzione assistita. La commissione Ambiente e Salute del Parlamento europeo ha infatti approvato in seconda lettura il testo, un passaggio significativo che apre la strada all'esame finale dell'Aula.

Si tratta di un voto cruciale per l’agricoltura europea, che definirà il quadro giuridico per le piante ottenute con queste biotecnologie, distinguendole dagli Ogm tradizionali e introducedo due categorie di regolamentazione. Il dossier è seguito con particolare attenzione dall'Italia, che negli ultimi anni si è distinta tra i Paesi più attivi nel promuovere la sperimentazione e lo sviluppo di queste tecnologie.

Lollobrigida: "Passo avanti cruciale"

Commentando il voto della commissione parlamentare, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha parlato di "un passo in avanti cruciale per sostenere l'innovazione, la ricerca e la competitività della nostra agricoltura".

Secondo il ministro, l'Italia ha svolto un ruolo pionieristico nel dibattito europeo sulle Tea, con l'obiettivo di mettere a disposizione degli agricoltori nuove varietà capaci di migliorare la resilienza delle produzioni agricole: "L'Italia ha fatto da apripista in Europa perché i nostri agricoltori potessero contare su varietà più resistenti alle fitopatie, meno idroesigenti e rendere più stabili i nostri raccolti", ha dichiarato Lollobrigida.

Il ministro ha inoltre sottolineato come l'approvazione definitiva del regolamento potrebbe accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca alle aziende agricole. "Con questo via libera, la ricerca sulle Tea e le sue applicazioni dirette stanno per diventare realtà. Ciò vorrà dire in un futuro ormai non così lontano più cibo di qualità per i cittadini ad un minor costo di produzione per i nostri agricoltori".

"Quando abbiamo detto di voler mettere al centro della politica nazionale e internazionale l'agricoltura intendevamo proprio questo, dare prospettiva di un futuro più florido al settore primario e garantire la sovranità alimentare della nostra bella Italia anche e soprattutto grazie alla ricerca e le sue applicazioni", ha aggiunto. "Mercoledì il Parlamento europeo dirà l'ultima parola. Noi continueremo a lavorare perché questa opportunità diventi concreta per tutti".

Cosa prevede il regolamento

Il regolamento distingue due categorie di piante Ngt. La categoria 1 (Ngt-1) include piante considerate equivalenti alle varietà convenzionali, che non richiederanno ulteriori controlli dopo la verifica delle autorità nazionali e non saranno etichettate, ad eccezione delle sementi e di altro materiale riproduttivo. La categoria 2 (Ngt-2) comprende piante con modificazioni genetiche più complesse, che restano soggette alla vigente legislazione dell'Ue in materia di Ogm, comprese autorizzazione, tracciabilità e etichettatura obbligatoria.

Il regolamento vieta inoltre l'uso di tutte le Ngt nell'agricoltura biologica e introduce monitoraggi obbligatori post-commercializzazione per verificarne l'impatto ambientale.

L'appello di FederBio

Contro il testo, FederBio, la Federazione Italiana dell'Agricoltura Biologica e Biodinamica, ha rivolto un appello agli eurodeputati italiani, chiedendo di respingere la proposta o, in alternativa, di introdurre garanzie a tutela degli agricoltori, dei consumatori e delle filiere biologiche e convenzionali non Ogm.

Secondo FederBio, il testo rappresenta una pericolosa deregolamentazione degli organismi geneticamente modificati ottenuti mediante Ngt, eliminando strumenti essenziali di tutela quali valutazione del rischio, tracciabilità, metodi di di rilevamento, etichettatura dei prodotti e norme sulla responsabilità in caso di contaminazione.

"Si tratta di una scelta che mette in pericolo il diritto degli agricoltori e dei cittadini europei a produrre e consumare alimenti liberi da Ogm, vecchi e nuovi, compromettendo la trasparenza del mercato e la libertà di scelta dei consumatori", ha detto Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.

L'Italia rappresenta uno dei principali Paesi europei nel settore biologico, con il 20,2% della superficie agricola utilizzata coltivata a bio, oltre 97.000 imprese coinvolte e un valore economico complessivo che raggiunge gli 11 miliardi di euro. Ma "equiparare la maggior parte delle varietà ottenute tramite Ngt/Tea alle piante convenzionali, senza prevedere norme chiare ed efficaci per la separazione delle filiere, rischia di rendere impossibile per gli agricoltori biologici garantire l'assenza di nuovi Ogm nei propri processi produttivi", ha continuato Mammuccini.

Qualora non fosse possibile raggiungere una maggioranza per il rigetto del testo, FederBio sostiene la necessità di introdurre mantenimento della tracciabilità obbligatoria lungo tutta la filiera, etichettatura dei prodotti derivati da Ngt pubblicazione dei metodi di identificazione e rilevamento, efficaci misure di coesistenza tra coltivazioni e chiaro regime di responsabilità e risarcimento in caso di contaminazione.

"Il biologico italiano ed europeo non può essere sacrificato sull'altare della deregolamentazione. L'Europa si è posta l'obiettivo di raggiungere il 25% della superficie agricola coltivata a biologico: sarebbe una contraddizione pregiudicare questo percorso proprio attraverso norme che riducono le tutele, la trasparenza e la possibilità di scelta dei cittadini", ha concluso Mammuccini.

Potrebbe interessarti anche