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In sintesi

Kiwi: con Protecta protezione completa anche per gli impianti bio

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Autore Redazione

Cesare Ippolito, consulente del gruppo Mazzoni, racconta la sua esperienza nella coltivazione con la rete di Arrigoni

Cesare Ippolito è il consulente agronomico nel Lazio per il Gruppo Mazzoni, responsabile della gestione di impianti frutticoli prevalentemente biologici. In seguito a numerose esperienze, ha scelto gli agrotessili Protecta per proteggere la coltivazione dei kiwi nella zona di Latina nella quale opera, con l’obiettivo di preservare le piante e i frutti dagli eventi atmosferici. Gli schermi Arrigoni si sono inoltre dimostrati degli utili alleati anche nel tenere a bada gli insetti dannosi, fattore determinante soprattutto per la linea a coltivazione biologica.

“Inizialmente, per preservare le piante dalla pioggia eccessiva, avevamo optato per i teli in nylon – ricorda Ippolito – Ma è stato un completo disastro: la provincia di Latina è molto ventosa, con raffiche che arrivano anche a sradicare le piante. Dopo il primo inverno ben pochi impianti avevano resistito agli eventi atmosferici e dove il vento si era infilato il nylon era a pezzi”.

In una delle aziende da lui seguite, Ippolito ha quindi modificato e ricostruito gli impianti, mantenendo in prima battuta la struttura “a capannina” prevista dalla precedente copertura e installando la rete Protecta di Arrigoni.

Grazie ai nuovi agrotessili, l’azienda è riuscita a proteggere le colture dai venti e dall’eccessiva traspirazione, che rischia di disidratare la pianta. Inoltre, un secondo obiettivo era ridurre la quantità di acqua battente sui fiori al momento della fioritura e sulle foglie. Spiega Ippolito, infatti, che questo è un elemento cruciale per evitare la predisposizione alla proliferazione di batteriosi, in particolare per la nuova varietà di kiwi rosso, il Dong Hong. “A quel punto abbiamo deciso di provare la struttura ad arco, che prevede che il tessile poggi sulla struttura in maniera abbastanza rigida, forte e tesa, permettendo il veloce sgrondo dell’acqua anche in caso di grandine, esattamente come succede con gli ombrelli”, prosegue Ippolito. “Protecta ci ha aiutato effettivamente in maniera importante: questa rete permette il passaggio di una piccola quantità d’acqua ma protegge perfettamente le piante, che sotto rete crescono in maniera più equilibrata, hanno meno foglie con abrasioni e si difendono meglio i frutti”.

Un ulteriore obiettivo dell’azienda era proteggere le piante di kiwi che producono il polline – gli esemplari maschi – allo scopo di prelevare il polline e fecondare le piante femmine, cioè quelle che generano i frutti. Dal momento che la fioritura si verifica solo dieci giorni all’anno, in maggio, è importante poter approfittare di ognuno di questi giorni: tuttavia, con condizioni meteo avverse e senza protezione delle piante, l’operazione non si può realizzare e il conseguente rischio di perdite è molto alto. Grazie a Protecta, invece, nell’ultima stagione le proprietà seguite da Ippolito hanno potuto lavorare ogni giorno, aumentando quindi le possibilità di avere una produzione abbondante. Infine, fornendo una protezione ampia, Protecta contribuisce a preservare le colture anche dall’attacco di insetti indesiderati, non solo dalla cimice asiatica che inizia a creare diversi danni alle coltivazioni nel centro Italia, ma anche rispetto agli insetti più piccoli, dal momento che la tessitura di questo agrotessile è molto fine.

I test condotti sul campo, a seguito di due ottime stagioni nella produzione di kiwi, hanno quindi mostrato dati interessanti e incoraggianti, confermando la scelta per i sistemi a rete Protecta.

Fonte: Arrigoni

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