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Mandragora e spinaci, ritirate le buste a marchio Il Gigante

Il ministero della Salute richiama le confezioni prodotte da Spinerb di Gorlago (Bergamo). Nel Napoletano il giallo delle intossicazioni

Il primo allarme qualche giorno fa quando, nel Napoletano, una decina di persone provenienti da distinti nuclei famigliari si reca in ospedale per malori riconducibili a intossicazione da mandragora, una solanacea che assomiglia a spinaci e biete, ma che provoca, nell’uomo, intossicazioni anche gravi.

Nelle ultime ore la decisione del ministero della Salute di ritirare un lotto di spinaci venduti in busta a marchio Il Gigante. Ma si tratta di due casi distinti.

Il richiamo del ministero e il ruolo de Il Gigante

Il ministero della Salute ha richiamato il lotto di produzione 273 di spinaci. Si tratta di confezioni a marchio Il Gigante da 500 grammi. Gli spinaci sono prodotti dall’azienda Spinerb di Colleoni Andrea e C di Gorlago (Bergamo).

Il documento di richiamo è stato pubblicato sul sito del ministero della Salute e anche sul sito dell’insegna coinvolta: i consumatori sono avvertiti, a scopo precauzionale, di evitare il consumo del prodotto e di riportarlo in negozio.

Per la possibile contaminazione da mandragora è scattata anche una notifica Rasff, il sistema europeo di di allerta rapido per alimenti e mangimi introdotto con il Regolamento Ue 178/2002 che avverte in caso di rischio diretto o indiretto per la salute umana.

Nel Napoletano è giallo

Le buste richiamate da Il Gigante nulla hanno a che fare, però, con le intossicazioni di qualche giorno fa nel Napoletano. Compiute le indagini del caso, le autorità locali competenti hanno ritirato 152 cassette di spinaci sfusi, a quanto pare acquistate da negozi e supermercati della zona da un produttore abruzzese.

Ma, si legge sul sito del Caan, Centro agroalimentare di Napoli: “Dall’accurato esame visivo e tattile del contenuto dei bancali ritirati a scopo precauzionale dal mercato, gli esperti non hanno rinvenuto alcuna presenza di mandragora, o di altra verdura non commestibile. Adesso si attendono gli esiti degli esami di laboratorio che verranno effettuati su alcuni campioni di foglie prelevate dagli ispettori. Siamo fiduciosi che le Autorità giudiziarie e sanitarie andranno fino in fondo per chiarire esattamente come siano andate le cose. Da parte nostra, prosegue la collaborazione a 360 gradi, facendo attenzione a non demonizzare un comparto di importanza strategica per l’economica campana, già messo sotto torchio dagli aumenti indiscriminati di petrolio ed energia”.

Aspetto ed effetti della mandragora

La mandragora ha una notevole somiglianza con gli spinaci e le biete ed è caratterizzata da fiori di blu pallido, frutti gialli, foglie oblunghe ovali e radici spesse, carnose e presentano una biforcazione. Tutte le sue parti contengono alcaloidi come scopolamina, atropine e ioscina.

Nausea, vomito, problemi intestinali, secchezza delle fauci e difficoltà a urinare sono i sintomi più lievi. In caso di gravi intossicazioni compaiono allucinazioni, delirio e tachicardia e, anche, il decesso. Ecco perché, dopo i primi casi sospetti, nei giorni scorsi era stata diramata l’allerta agli ospedali per tutti quei pazienti con sintomi riconducibili a un’intossicazione da mandragora.

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