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“La priorità è garantire la filiera alimentare”

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Lo dice la ministra Teresa Bellanova. Intanto, Portogallo e Spagna chiudono le frontiere interne

Per la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, in questo momento “è necessario molto rigore: per chi governa e per chi fa opposizione. Evitiamo di fare i banditori di piazza, non promettiamo cose che non siamo in condizione di mantenere. Lo dico in primo luogo a chi ha responsabilità di governo”.

“In questo Paese – ha spiegato Bellanova – facciamo i conti con problemi che ci portiamo appresso da anni. E per questo dobbiamo essere capaci di soppesare tutte le decisioni con una gerarchia molto precisa di priorità. Garantire risorse alla filiera alimentare, a un settore che garantisce i nostri negozi, porta il cibo nelle nostre case, è strategico ed è essenziale, prioritario. Centinaia di migliaia di imprese agricole e oltre 1,4 milioni di lavoratori e lavoratrici del settore agroalimentare stanno mantenendo produzione e prodotti, ben sapendo che la campagna ha ritmi che vanno rispettati. Dobbiamo avere cura delle risorse che stiamo investendo per fronteggiare l’emergenza, evitando che possano scaricarsi sui nostri figli. Per questo è necessaria grande capacità selettiva. Dobbiamo intervenire su quei settori effettivamente colpiti dalla crisi, su quei settori che rischiano di vedere distrutto un anno di lavoro. Dire si a tutti significa mettere in bilico esattamente quel futuro che invece dobbiamo tutelare”.

E, a proposito di garantire la filiera anche nella libera circolazione delle merci nei confini europei, con la comunicazione ufficiale di Spagna e Portogallo, sale a 12 il numero di Paesi dell’area Schengen (che ne conta in tutto 26) ad avere notificato a Bruxelles la decisione di reintrodurre i controlli alle frontiere interne, per far fronte all’epidemia di coronavirus. Lo rende noto un portavoce della Commissione europea. I due Stati vanno così ad aggiungersi alle iniziative già notificate a Bruxelles da Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia, Lituania, Germania, Estonia, Norvegia, e Svizzera. I contatti tra la Commissione Ue e gli Stati sul tema sono continui e di buona collaborazione, ha evidenziato il portavoce. Proprio oggi, ha spiegato, si è tenuta anche una videoconferenza con le autorità delle frontiere Schengen, per l’aggiornamento sulla situazione.

 

 

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