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Le erbe in cucina. Tutti i segreti svelati da Alessandro Magagnini

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Dall’acetosella alla stevia, dalla borragine alla santoreggia. Il florovivaista di Unomattina ci spiega come utilizzare le erbe in cucina

Sapevate che i fiori di sesamo si sposano perfettamente con la panna cotta? E le piante di geranio vennero importate dal Sud Africa per scopo medico e alimentare? A raccontare queste e molte altre curiosità ci ha pensato Alessandro Magagnini, ospite domenica 2 aprile di Agri Brianza a Concorezzo (MB) per una giornata dedicata alla scoperta e riscoperta delle erbe aromatiche.

Giovane, vivace, indossa un cappello fiorito che persino il fashion brand Dolce e Gabbana si è interessato. Classe 1988, titolare col fratello dell’azienda florovivaistica di Recanati, Alessandro Magagnini è un libro parlante e onnisciente su gusti, proprietà e consigli tecnici per la coltivazione delle piante tanto che da quattro anni è ospite a Unomattina come “consulente del verde”.

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L’erba del vicino

Molto spesso per rendere uniche e speciali le ricette si acquistano aromi particolari provenienti da chissà dove, mentre si potrebbe valorizzare l’erba che cresce spontanea vicino a casa o al ristorante. È con questo spirito che Magagnini insegna come riconoscere le piante e abbinarle alle pietanze. L’acetosella, ad esempio, pianta notoriamente infestante, ha un sapore simile al lime ed è perfetta abbinata al pesce. E come contrastare i gonfiori causati dai legumi? Semplice, basta aggiungere un po’ santoreggia, potentissimo digestivo. E ancora: la stevia non solo è un dolcificante naturale sostitutivo dello zucchero, ma pulisce perfettamente la bocca dopo i pasti. Idem con la menta: le foglie masticate rilasciano un aroma intenso e fresco. E la borragine quanto è dolce?

Assaggiamo le piante

“Il 75% delle piante non è commestibile – spiega Magagnini – ma non temete, assaggiatele, sarà una piacevole scoperta. In piccola quantità nessuna erba è tossica. Le foglie diventano nocive solo se ingerite in grandi quantitativi, ma se si esagera persino il prezzemolo e il basilico possono diventare pericolose e lo sapevano bene i romani che utilizzavano questi aromi per stordire i nemici”.

Curiosità a parte, il giovane recanatese spiega la fondamentale linea guida per utilizzare le erbe in cucina. Il segreto si racchiude negli oli essenziali, naturalmente prodotti dalla pianta per attirare gli insetti necessari all’impollinazione. Per avere nel piatto il massimo gusto sprigionato dalle foglie è importante prendere quelle più in alto. Spesso si pensa che così facendo la pianta si possa indebolire, al contrario invece butterà nuovi fiori.

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Per chi non ama cucinare, ma non vuole rinunciare alla bontà e benefici delle erbe aromatiche si consigliano le tisane. Infusi e decotti sono sempre più utilizzati come alternativa naturale per conciliare il sonno e rilassare il corpo. Consigliatissima quella di sedum, ottimo tranquillizzante, ma anche salvia e rosmarino o l’infuso di assenzio, ce n’è davvero per tutti i gusti e necessità.

Per scoprire di più sul magico mondo di Alessandro Magagnini, le sue erbe, i suoi cappelli, le sua greencake da Oscar e i suoi semplici e ingegnosi consigli che permettono a chiunque di creare il proprio giardino magari riciclando un cappello di paglia, si può leggere il libro “Il fiore all’occhiello” uscito solo pochi mesi fa.

“Il tempo corre, la vita fugge tra le mani. Ma può sfuggire come sabbia o come…semente?”

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