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Frutta a guscio ed essiccata

“Vi spiego perché le mandorle hanno un futuro”

Salvatore Centonze, responsabile tecnico della azienda Damiano e dell’azienda Balsi, illustra le potenzialità di questa coltura

“Coltivando mandorle, nessuno è mai morto di fame”. Può sembrare una semplice battuta quella che Salvatore Centonze, responsabile tecnico di Damiano società agricola (azienda leader nel settore della frutta secca bio, che quest’anno festeggia i 60 anni di attività, amministrata da Riccardo Damiano, padre di Fabrizio Damiano) e dell’azienda di famiglia Balsi di Mazzarino (Caltanissetta), nonché referente del Comitato di tutela per la biodiversità delle mandorle. Invece, dietro a questa affermazione c’è molto di più. E, a myfruit.it, Centonze spiega perché.

“La coltura del mandorlo – riprende – va valutata su periodi lunghi. Da oltre un secolo, la dinamica del mercato evidenzia una ciclicità che, appunto, finora non è mai stata smentita. Nello specifico, le oscillazioni del mandorlo vanno misurate in un arco di tempo decennale. Attualmente, è vero che il comparto sta attraversando un leggero momento di crisi, ma ritengo non sia il caso di spaventarsi troppo. Io non lo sono. Si tratta di una flessione ciclica, aiutata certamente anche dall’aggressione commerciale in corso da parte degli Usa, che con prodotto californiano a basso prezzo hanno invaso i mercati di tutta Europa. Ma, appunto, non dobbiamo avere paura, puntando sulla qualità della nostra mandorlicoltura”.

Centonze, del resto, è un propugnatore della prima ora del metodo di produzione biologico (fin dagli Anni Novanta del secolo scorso) e, oggi, è ancora più convinto che questa sia la strada da perseguire. Aiutandosi, ovviamente, con le opportunità che man mano vengono avanti. “Abbiamo in corso una serie di progetti – continua Centonze, accennando alla sua posizione presso la Damiano società agricola – che vanno dall’adozione di modelli agroecologici per la rigenerazione del suolo alla sostenibilità idrica ed economica, fino all’ecosostenibilità degli impianti. Lo scorso dicembre proprio Damiano società agricola, braccio produttivo della Damiano Organic, è risultata peraltro assegnataria di un contributo della Misura 16.1 del Psr Sicilia, come azienda capofila anche di altre realtà del territorio, per l’innovazione dei processi aziendali. Insomma, è vero che oggi, anche se il mercato vivaistico vive una fase di stallo, ci sono aziende che continuano a scommettere sulle mandorle, in ragione appunto del fatto che questa coltura va osservata sul lungo periodo”.

C’è poi un altro aspetto importante che Centonze sottolinea. “La Damiano Agricola – prosegue – si impone di essere tra le aziende agricole più innovative nel settore delle mandorle in Sicilia. Il suo neo amministratore delegato Fabrizio Damiano, infatti, è in costante ricerca di tecniche e tecnologie da apportare per aumentare sempre di più la qualità del prodotto, ottimizzare l’impatto ambientale e massimizzare i risultati economici e sociali. Nel giro dell’ultimo anno, Fabrizio ha meccanizzato totalmente la fase di raccolta e prima lavorazione, migliorando così anche la qualità del lavoro del team. Ha inoltre rinnovato il parco macchine aziendale con mezzi e attrezzature 4.0 e istallato un impianto di irrigazione smart, interconnesso con stazioni meteo per ridurre lo spreco delle risorse idriche”.

Ancora, Centonze rileva: “Tutte le aziende che seguo sono biologiche e, ora, stiamo andando verso l’ottenimento della certificazione biodinamica. Sostenere l’ambiente, significa anche valorizzare il territorio in cui operiamo”. Facendo poi il punto sull’ultima campagna e accennando a quella futura, Centonze conclude: “Nel corso del 2023, in Sicilia, la produzione mandorlicola è stata in linea generale funestata da condizioni climatiche avverse, che si sono registrate nella tarda primavera, tra maggio e giugno. In media, è andato perduto circa il 50% rispetto a una produzione normale. E’ andata peggio, quindi, rispetto al 2022. Per la nuova campagna, invece, prima di fare valutazioni bisogna attendere almeno la ripresa vegetativa delle piante. Al momento le condizioni climatiche sono buone, ma bisognerà valutare anche gli eventuali danni creati dal lungo periodo di siccità che abbiamo registrato sempre nel corso del 2023”.

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