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Frutta a guscio ed essiccata

Castagne, l’Associazione nazionale accende il dibattito

Ivo Poli: “Sbagliato pensare che debba essere un’attività solo per professionisti. Il 90% dei produttori italiani non lo è”

La castanicoltura è una attività per professionisti? C’è chi dissente da questa posizione e, su myfruit.it, vuole fare esprimere la posizione, rispondendo indirettamente a un servizio nel quale, appunto, si affermava il concetto opposto.

A intervenire in difesa dei “piccoli” e “piccolissimi” è Ivo Poli, presidente dell’associazione Città del Castagno, il quale fa subito notare che, quando si parla di questa categoria, si comprende la stragrande maggioranza degli operatori del settore

“Circa il 90% dei castanicoltori italiani – rileva Poli – sono piccoli produttori che coltivano castagneti anche inferiori all’ettaro e la maggior parte non possiedono nemmeno una partita iva. Con il grande problema dell’abbandono del bosco in Italia, è grazie a questi piccoli castanicoltori che esistono ancora boschi di castagno ben gestiti, che oltre ad ottenere un piccolo risultato economico, preservano la biodiversità del territorio e contribuiscono a tutelarlo da frane e incendi. In tante località castanicole, in particolare nel centro-nord Italia, questi piccoli produttori vendono direttamente il prodotto, soprattutto durante le sagre, e questo consente loro di spuntare prezzi soddisfacenti, contribuendo a mantener viva l’economia locale. Purtroppo questo non succede in molte zone del sud, ma la soluzione, secondo noi, non è riservare la coltivazione dei castagneti e la commercializzazione ai soli professionisti. Piuttosto, crediamo sia opportuna una aggregazione dei piccoli intorno ai professionisti, con l’obiettivo di fare massa critica per la vendita agli intermediari e creare strutture per la trasformazione e la commercializzazione diretta dei prodotti”.

“Questo, del resto – conclude Poli – è ciò che l’Associazione Nazionale Città del Castagno sostiene, promuove e sta portando avanti anche con il progetto La via del Castagno, per valorizzare tutti i territori castanicoli italiani a livello paesaggistico, turistico e commerciale”.

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