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Frutta a guscio ed essiccata

Marrone del Mugello Igp: listini in calo sul 2021

Alessandro Pifferi: “All’inizio non si vendeva nulla, quindi bene così. Dobbiamo continuare a puntare sull’alta qualità”

E’ una stagione tra luci e ombre, che lascia comunque una moderata soddisfazione, quella che si sta chiudendo per il Marrone del Mugello Igp. A intervenire, interpellato da myfruit.it, è Alessandro Pifferi, presidente del Consorzio produttori marroni alta valle del Senio, realtà che aggrega tre soci per una produzione che quest’anno si è attestata sui 1.200 quintali, ma che in annate normali può toccare anche quota duemila.

Tracciando un primo bilancio dell’annata, quando comunque le vendite si devono ancora concludere (la commercializzazione proseguirà almeno per tutto novembre), Pifferi spiega: “Dal punto di vista produttivo è stata una stagione piuttosto complessa, perché abbiamo registrato diversi problemi, dalla siccità, alle pezzature ridotte, ai conseguenti problemi di conservazione. Tuttavia, possiamo dirci moderatamente soddisfatti.

Il vero pericolo: le varietà euro asiatiche

Dobbiamo puntare – ha proseguito – a difenderci sul mercato dalle nuove varietà euro asiatiche, che non possono affatto competere con il nostro prodotto dal punto di vista della qualità, ma sono nettamente più produttive e molto più facili da coltivare. Diversamente, queste stesse varietà potrebbero essere la nostra rovina. Consideriamo infatti che tali ibridi possono produrre dai 50 ai 60 quintali per ettaro, e si adattano a una raccolta meccanizzata. Noi, invece, riusciamo a produrre sulla stessa superficie dai 10 ai 20 quintali, e la raccolta avviene manualmente. L’unica strada da perseguire, quindi, resta quella della qualità, dal momento che sotto questo aspetto siamo dieci volte superiori”.

Una sorta di compromesso sul prezzo

Sul tema prezzi, è stata trovata una sorta di compromesso con i distributori. “Oggi – conclude Pifferi – siamo sui 4,7/4,8 euro il chilo all’ingrosso. Non è affatto molto, considerando peraltro che sono aumentati i costi di produzione e che lo scorso anno eravamo sui 6 euro. Tuttavia, ci accontentiamo, anche perché siamo partiti molto lentamente: nei primi 15-20 giorni in cui siamo arrivati sul mercato, praticamente non si vendeva nulla”.

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