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Frutta a guscio ed essiccata

Mandorle: nel Barese si prevede un’annata discreta

Rocco Pinto: “Nel 2020 un disastro, nel 2021 non tanto bene, oggi ci sono le premesse per una stagione positiva”

Nonostante le recenti bizze del meteo ce la stiano mettendo tutta per cercare di rovinare le uova nel paniere, la stagione 2022/2023 potrebbe essere migliore degli ultimi due anni per la Mandorla di Toritto, vera e propria eccellenza del territorio barese. A fare il punto della situazione è Rocco Pinto, socio titolare dell’azienda agricola Pinto di Toritto.

“Con i primi fiori – spiega Pinto – abbiamo avuto qualche problema di gelate, che sono state tuttavia, e fortunatamente, a macchia di leopardo. Per quanto riguarda il nostro appezzamento, di circa 35 ettari, i fiori rovinati sono stati circa il 20-30%, ma nonostante questo, la stagione potrebbe essere più positiva rispetto all’anno scorso. Se nel 2020 fu un autentico disastro, perché una gelata bruciò tutta la produzione, il 2021 in campagna è stato buono solo in parte – prosegue Pinto – Quest’anno, quindi, se le piante non saranno molto stressate, la produzione al momento potrebbe essere migliore e superiore almeno rispetto alle ultime due annate”.

Molto precisa è la scelta varietale fatta dall’azienda, così come quella agronomica. “Produciamo esclusivamente in biologico – prosegue Pinto – e per il 90% abbiamo puntato sulla cultivar Filippo Cea, mentre il resto è Antonio Devito”.

L’azienda Pinto vende le sue mandorle soprattutto a clienti professionali, ma non mancano anche diversi privati. E, a proposito di consumi, Rocco Pinto non ha dubbi: “Spesso – conclude – le nostre mandorle Filippo Cea sono impiegate come ingrediente per dolci. Io le vedo comunque ottime per un consumo, più esteso, a 360 gradi, ovvero anche come snack, per un piacevole spuntino salutare”.

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