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Frutta a guscio ed essiccata

Nocciole: qualità top per il primo conferimento di “Basilicata in Guscio”

Nocciole

La rete lucana, che raggruppa 80 corilicoltori del territorio, ha iniziato le consegne di prodotto a Ferrero spa

Il progetto Basilicata in Guscio, che prevede la produzione di nocciole per conto di Ferrero spa, è entrato con l’ultima campagna corilicola nella sua fase completamente operativa, tanto che sono stati consegnati i primi quantitativi di nocciole “made in Basilicata” al colosso dolciario piemontese.

A fare il punto della situazione è Donato Lisanti, amministratore di Coribas Società Agricola, organo di gestione di Basilicata in Guscio. “Nel 2015 furono fatti i primi impianti sperimentali per studiare il nostro territorio e tracciarne la sua mappatura vocazionale – ricorda Lisanti, che ha seguito lo sviluppo del progetto fin dall’inizio – poi nel 2017 è nata Coribas, per gestire appunto il progetto Basilicata in Guscio. Nel 2018 abbiamo sottoscritto ufficialmente il contratto con Ferrero e, con l’ultima campagna, abbiamo consegnato i primi quantitativi, ovvero 10 tonnellate”.

Il rapporto tra i corilicoltori lucani e la multinazionale di Alba è quindi iniziato con il piede giusto. “Come un po’ in tutta Italia, anzi in tutto il mondo – prosegue Li Santi – la campagna 2021 non è stata molto produttiva per la nocciola. La stessa Turchia ha aumentato i quantitativi solo perché ha aumentato gli areali di produzione. Noi, in Basilicata, abbiamo avuto come altrove problemi con la siccità, ma al contrario di quanto avvenuto in altre zone, la qualità della nostra produzione è stata ottima, tanto che tutto il prodotto conferito a Ferrero è stato di fascia 1, cioè il massimo. E la retribuzione per l’agricoltore è stata soddisfacente”.

All’orizzonte, ci sono diversi progetti che stanno venendo avanti. “Ovviamente puntiamo a crescere ancora e ad allargare la nostra rete, che conta già 80 corilicoltori per oltre 300 ettari di impianti. Uno dei nostri plus – prosegue Li Santi – è che siamo presenti su tutto il territorio regionale. Ciò risulta molto positivo per non avere problemi né di cimiciato, né di sovraccarico di agrofarmaci in un’unica zona. E’ tutto funzionale quindi ad offrire un’elevata qualità di prodotto. Il prossimo anno dovremmo inoltre aumentare i quantitativi prodotti, quindi entreranno in funzione anche i primi impianti di lavaggio e di essiccazione”.

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