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Frutta a guscio ed essiccata

Consorzio Noci del Delta del Po: debutta la sgusciatrice ottica

Claudia Guidi: “E’ il primo anno che testiamo il nuovo macchinario. Obiettivo, raddoppiare la produzione nel 2022” 

Sta procedendo secondo programma il progetto del Consorzio Noci del Delta del Po, avviato nel 2015 da cinque famiglie di agricoltori del Ferrarese e giunto quest’anno al primo appuntamento con un raccolto rilevante. Raccolto che sta  richiedendo anche nuovi investimenti.

A fare il punto della situazione con myfruit.it è Claudia Guidi (nella foto), presidente dei giovani di Confagricoltura Ferrara e vicepresidente giovani Confagricoltura Emilia Romagna, che nella sua azienda partecipa al progetto con un impianto di una quindicina di ettari.

“Quando siamo partiti con le Noci del Delta Po, tutte biologiche e di varietà Chandler – spiega Guidi – abbiamo messo a dimora circa 170 ettari, suddivisi su cinque aziende. Per accelerare un po’ i tempi, abbiamo scelto piante già di due anni e, fin da subito, abbiamo optato per la scelta del bio, che allora era completamente una scommessa. Siamo comunque soddisfatti per come stanno andando le cose e quest’anno abbiamo avuto il nostro primo raccolto importante, circa 2.000 chili per ettaro, che però il prossimo anno ci attendiamo raddoppino, a circa 4.000 chili per ettaro. Rispettando il metodo biologico – prosegue la Guidi – in campagna operiamo solo con solo quattro chili di rame per ettaro e applichiamo la confusione sessuale. Il nostro approccio potrebbe presto fare riflettere anche chi attualmente fa convenzionale, dal momento che dall’anno prossimo diversi principi attivi saranno messi al bando a livello europeo, compreso il Mancozeb”.

I vantaggi di una produzione biologica, del resto, sono riconosciuti anche a livello di prezzo. “Nelle noci – spiega ancora Guidi – le differenze di quotazione tra convenzionale e biologico sono notevoli, anche se molto dipende naturalmente dal calibro. Attualmente, abbiamo una situazione che vede il convenzionale oscillare tra i 3,50 e i 5,50 euro il chilo al consumo, mentre il bio arriva anche ai 9 o ai 12 euro il chilo per i calibri più grandi”.

Parlando poi dell’atteso esordio del nuovo macchinario del Consorzio Noci del Delta Bio, Guidi aggiunge: “Questa sgusciatrice ottica, che inizieremo a utilizzare tra un paio di settimane, va ad aggiungersi a tre impianti di essiccazione che già utilizziamo. La sgusciatrice, quest’anno, era quanto mai una necessità, perché con la prima produzione importante che abbiamo realizzato, occorreva una macchina in grado di valorizzare anche i piccoli calibri, altrimenti non commercializzabili”.

A proposito di commercializzazione, Guidi conclude: “Attualmente abbiamo in essere un contratto di esclusiva con Euro Company, per cui l’intera produzione di noci del nostro Consorzio, sotto forma di semilavorato, viene conferita a questa azienda per i suoi diversi prodotti. Non escludiamo, comunque, in vista di un consistente aumento di produzione nel prossimo futuro, di aprire altri contatti commerciali”.

 

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