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Focus GDO

Todis, reparto ortofrutta in salute e investimenti in crescita

Prodotti premium con la linea “A Tutto Sapore” e attenzione alla sostenibilità. Ne parlano Pietro Fiore e Paolo Turchetta

Cresce l’incidenza del reparto ortofrutta, così come la strategia interna che punta sullo sviluppo dei prodotti a marchio, in particolare del segmento premium. Continua senza sosta la crescita di Todis, insegna controllata al 100% dalla Cooperativa PAC2000A Conad, presente nel Centro-Sud Italia in 10 regioni con con oltre 270. 

“Il nostro reparto ortofrutta è certamente in salute, ha un’incidenza superiore al 14% con un trend di crescita del 6.5% rispetto a dati di mercato invece inferiori”, spiegano a myfruit.it Pietro Fiore, responsabile ortofrutta di Todis, e Paolo Turchetta, responsabile freschi. “Nel 2021 abbiamo puntato a uno sviluppo della nostra marca premium A Tutto Sapore e quest’anno proseguiremo sull’incremento dell’assortimento di questi prodotti e in aggiunta svilupperemo una nostra linea a marchio Bio”.

Da sinistra: Paolo Turchetta e Pietro Fiore

Non mancano alcuni cambiamenti nelle abitudini di consumo dei clienti, a partire da una predilezione nei confronti dei prodotti confezionati, eredità del periodo più duro dell’emergenza pandemica e tuttora presente. “Sì, Il covid ha sicuramente cambiato alcune abitudini di consumo a partire da una certa predilezione nei confronti del prodotto confezionato perché trova più certezze e la sicurezza che non sia stato toccato o maneggiato da altri”.

Investimenti nella frutta secca e contenimento dell’inflazione

Gli investimenti si focalizzeranno anche sua altre categorie del perimetro ortofrutticolo, che comprende anche la frutta secca e i legumi, che nel corso degli anni stanno diventando sempre più centrali all’interno del reparto ortofrutta. “Stimiamo di riuscire ad applicare un piano di categoria con logiche di category management anche sulla frutta secca e i legumi secchi, precedentemente gestiti invece nel grocery”.

Il tema dell’aumento dei costi e dell’inflazione è ovviamente monitorato con grande attenzione in Todis e in particolare anche nel mondo dei freschi e dell’ortofrutta in particolare. “Da questo punto di vista la nostra politica è quella di assorbire il più possibile le richieste di aumento da parte dell’industria, riversando sui negozi solo l’indispensabile”.

Stagionalità e gusto, due valori fondamentali per l’ortofrutta

La ricerca del gusto, ma allo stesso tempo anche della stagionalità. Due temi che continuano a fare la differenze nel reparto ortofrutta e che anche in Todis vengono cercati e proposti con molta attenzione. “Con il nostro marchio A Tutto Sapore inseguiamo proprio questi due valori, ovviamente non dimenticandoci mai del giusto prezzo”. Qualche esempio concreto? “Quest’anno abbiamo inserito un kiwi giallo in co-branding con Jingold, alcune tipologie di mele club e un aglio rosso di Sulmona. Sono alcuni esempi che ben illustrano la nostra filosofia che continueremo a sviluppare anche quest’anno”. Cosa chiede ai fornitori Todis? “I prodotti di questa linea devono avere un elevato grado brix che garantisce il gusto del prodotto. Nel lancio di questi prodotti, inoltre, il criterio della stagionalità è certamente fondamentale”.

Sostenibilità fa rima con tracciabilità

Sul fronte sostenibilità, tema che ha catalizzato l’agenda  di tutte le insiegne della grande distribuzione prima dell’arrivo dell’emergenza pandemica e intorno al quale non è mai calato il grande interesse da parte dei consumatori, Todis punta con forza sul fronte della tracciabilità.
“Per la nostra clientela la sostenibilità, sia essa ambientale, sociale o economica, ha assunto un ruolo e un valore sempre più significativo. Nasce proprio all’interno di questo bisogno e sensibilità un accordo di collaborazione che abbiamo stretto con uno dei nostri fornitori di mele, vale a dire Vip Mela Val Venosta – concludono i due manager di Todis – Abbiamo inserito un Qr-code sulle nostre confezioni, completamente ecosostenibili, di mele bio che permette di verificare la tracciabilità totale del prodotto. In questo modo il consumatore riesce a percepire l’impatto sociale del suo acquisto rendendosi conto delle sue scelte sulla filiera”.

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