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Eventi e Fiere

Ortofrutta, servono partnership tra Gdo e fornitori

E’ emerso al webinar organizzato da Cibus International Food Exhibition. La qualità resta l’aspetto fondamentale

L’ortofrutta è il segmento food meno colpito dall’inflazione, ma i discount continuano a crescere perché puntano sulla qualità dei prodotti senza perdere di vista il prezzo. Fornitori e Gdo, per sopravvivere a un momento non facile, dovrebbero stringere partnership win-win, programmando insieme strategie e promozioni. Infin,e il boom della frutta secca, che da prodotto dal consumo occasionale è diventata una referenza di cui i consumatori fanno scorta.

Di questo si è parlato oggi pomeriggio al webinar Fruit & Vegetables: il ruolo dell’ortofrutta in tempo di crisi di vendita, organizzato da Cibus International Food Exhibition. 

L’ortofrutta a Cibus

Ha aperto i lavori Antonio Cellie, Ceo Fiere di Parma, che ha spiegato perché l’ortofrutta sarà presente alla prossima edizione di Cibus Connecting, in programma dal 29 al 30 marzo 2023 a Parma: “Si tratta di un settore che sta profondamente cambiando – ha argomentato precisando che potranno esporre solo aziende italiane – La valorizzazione del made in Italy sta impattando profondamente sulle filiere dell’ortofrutta e pertanto, a nostro avviso, c’è bisogno di un posto dove da sempre si predica la qualità e dove faremo dialogare al meglio gli stakeholder del settore”.

Prodotti freschi e di qualità

A proposito di qualità è intervenuto Gregorio Martelli, direttore acquisti Magazzini Gabrielli, che ha raccontato: “Negli anni abbiamo curato il reparto dei freschi in generale, e dell’ortofrutta in particolare, per differenziarci rispetto agli altri competitor. Per noi la qualità è soprattutto freschezza della merce e per tale motivo abbiamo puntato sulla logistica e sulla merce sfusa, che nelle nostre aree è maggiormente apprezzata”.

Il rapporto fornitore-Gdo

“Ci sono cambiamenti epocali in tutto il sistema, l’aumento dei costi non può essere riversato solo sul consumatore – ha spiegato Alessio Orlandi, direttore commerciale di Mantua Fruit – Serve instaurare un rapporto di partnership tra produttore e Gdo, in funzione dei momenti di sovrapproduzione si dovrebbero programmare insieme delle promozioni. In generale i retailer lo stanno capendo”.

Il punto di vista del discount

D’accordo sulla partnership fornitore-Gdo Luigi La Montagna, responsabile acquisti ortofrutta MD, che ha aggiunto: “I costi stanno aumentando per tutti, sebbene l’inflazione nell’ortofrutta sia minore rispetto ad altri comparti. Ritengo che la marginalità negativa debba essere assorbita da entrambe le parti”.

“In termini di qualità di prodotto stiamo andando nella direzione dei supermercati – ha proseguito – ma con una profondità di assortimento diversa e con la consueta attenzione al prezzo. Il numero dei clienti dei discount sta aumentando, il che significa che si tratta di una strategia che ci sta dando ragione e che continueremo a perseguire. Sarà ben visibile nei volantini del 2023″.

“I discount hanno alzato l’asticella e continuano a crescere e da questo dovremmo partire per interpretare il mercato – ha commentato Gianpaolo Ferri, retail export ortofrutta – Non è più sufficiente il prezzo basso, la promozione. Occorre lavorare sulla proposta, segmentandola il più possibile, oggi la Gdo non può più permettersi di fare programmazioni di lungo periodo, ma deve rispondere tempestivamente ai cambiamenti del comportamento dei consumatori. La qualità, nell’ortofrutta, resta fondamentale”.

La frutta secca è in evoluzione

Infine Fabio Tosello, direttore vendite di Madi Ventura, ha fatto il punto sul segmento della frutta secca: “Negli ultimi dieci anni l’approccio del consumatore è totalmente cambiato – ha fatto notare – Grazie a un buon lavoro di informazione, la frutta secca è passata da essere percepita come un peccato di gola a prodotto salutare entrato stabilmente nella dieta, soprattutto di coloro che sono attenti all’alimentazione”.

La pandemia ha fatto registrare nuovi trend soprattutto nella grammatura delle confezioni: “Il consumatore oggi fa scorta di frutta secca e pertanto sono maggiormente richiesti i grandi formati”.

Quanto al posizionamento a scaffale, secondo Tosello, la migliore collocazione resta quella nel reparto ortofrutta: “E’ il reparto più affollato e frequentato e, d’altro canto, la frutta secca è frutta a tutti gli effetti – ha concluso – Le avancasse, con i pagamenti elettronici, hanno perso un po’ di visibilità, ma restano un ottimo posizionamento per le confezioni più piccole”.

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