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Eventi e Fiere

Blockchain e QR code anche per i piccoli frutti

Costituita a giugno 2020, la coop Agrichain ha fatto il suo esordio a Sana Restart. Si parte con i berry

La prima volta è sempre la prima volta“. Così Riccardo Zazzetti, responsabile tecnico commerciale Agrichain Italia, ha commentato la partecipazione a Sana Restart, il salone dedicato al bio che ha segnato il riavvio, dopo lo stop dovuto all’emergenza sanitaria, delle manifestazioni in presenza presso il quartiere fieristico di BolognaFiere.

Ma per Agrichain Italia, Sana è stato qualcosa in più di una ripartenza o di una première in fiera: Sana è di fatto il luogo dove ha scelto di presentarsi, se si considera che la cooperativa è stata costituita a fine giugno 2020: “Una vera emozione partecipare a questa storica manifestazione come rappresentante della azienda creata con amici – ha proseguito Zazzetti – Dopo tanti sacrifici e ostacoli, esserci per noi è già una vittoria“.

Dal campo alla tavola, tutto tracciato

Nel merito, Agrichain Italia è la cooperativa di lavoro nata con lo scopo di fornire rintracciabilità e informazioni sui prodotti lungo tutta la filiera. Come? Utilizzando le tecnologie digitali – in primis la blockchain – e facendo ricorso anche al marketing: “Il nome Agrichain Italia è stato scelto per ribadire il legame con il made in Italy – spiega Zazzetti – Il quale, a nostro avviso, per il settore agroalimentare non è mai abbastanza valorizzato“. Il progetto Agrichain Italia è stato premiato da Coop Startup Romagna 2019, un’iniziativa che ha l’obiettivo di accompagnare e sostenere economicamente, tramite un bando, lo sviluppo di idee imprenditoriali innovative sotto forma di cooperative, i cui promotori sono Legacoop Romagna, Coop Alleanza 3.0 e Coopfond.

Si parte con i piccoli frutti

Tra i primi primi prodotti a essere nel mirino di Agrichain Italia, i piccoli frutti. Lo scopo è valorizzare sia le produzioni italiane, sia quelle di importazione: “I piccoli frutti, per ragioni climatiche, sono importati per molti mesi dell’anno da tutto il mondo – racconta Zazzetti –  Rappresentano pertanto il contesto ideale per applicare la blockchain, la quale può offrire garanzie ai consumatori anche per i prodotti importati”. Secondo Agrichain Italia, infatti, grazie alle nuove tecnologie digitali, le informazioni sono decentralizzate, il che significa che, una volta acquisite, non possono più essere modificate o cancellate dal registro che le contiene, creando un valore aggiunto per il prodotto e cioè la sua storia: “Oltre alla tecnologia blockchain – puntualizza – offriamo la lettura del QR code da parte del consumatore, il che ci permette di comunicare i valori dell’azienda, a cominciare dalle certificazioni che ha ottenuto”.

All togheter restart

E infatti, tornando alla partecipazione a Sana Restart, Agrichain Italia ha condiviso lo stand con altri marchi della certificazione, tra cui Bdih (associazione delle imprese industriali e commerciali per prodotti farmaceutici e salutari) e Bioagricert (organismo di controllo e certificazione accreditato Ifoam per la certificazione delle produzioni, anche vegetali): “All togheter restart è stato il motto del nostro stand – conclude – In fiera siamo riusciti a instaurare interessanti contatti e presentare il nostro progetto a diversi player. Il nostro sistema di rintracciabilità incuriosisce chi ha rispetto del lavoro e lo valorizza, chi produce rispettando ambiente e salute, chi è saldo alle radici e ne segna l’origine. Per noi è fondamentale dare ai nostri clienti un mezzo per diffondere conoscenza e cultura, proponendo evidenze e riscontri trasparenze. Vogliamo crescere, farci conoscere e ripartire – step by step – verso una direzione giusta. Tutti insieme“.

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