Dalle aziende

Patate, Naturveneta accelera sull’origine di prodotto

Il marchio che contraddistingue le tipicità del Veneto punta ora a valorizzare gli altri territori di provenienza dei tuberi

Si chiama Naturveneta ed è il marchio commerciale che raggruppa i prodotti tipici veneti – a cominciare dalle patate fino alle carote e alle zucche – per valorizzarne stagionalità e territorialità.

“Siamo partiti nel 2011 recuperando il marchio ‘Qualità verificata’ della Regione Veneto e, lavorando nel rispetto dei Disciplinari di produzione, abbiamo coinvolto altre aziende con l’obiettivo di arrivare al consumatore con un prodotto locale, sicuro e garantito”, spiega il responsabile commerciale Gianmarco Peruffo.

Alla base, dunque, c’è la radicale differenziazione del prodotto, in termini di qualità organolettica e tracciabilità. “Non a caso – continua Peruffo – le confezioni sono contraddistinte dal leone alato di Venezia, un ulteriore elemento di  valorizzazione della filiera veneta, dalla produzione alla distribuzione, da spendere nel territorio nazionale e non solo”.
Il packaging, nel quale è stata drasticamente ridotta la percentuale di plastica (-30%), prevede numerosi formati: dai sacchettini (1,5 – 2 – 2,5 kg), ai bauletti da 3 kg, fino ai sacchi (4 – 5 e 10 kg), a seconda delle richieste del cliente.

Parliamo di circa 110 ettari in Veneto (tra le province di Verona, Vicenza, Padova, Venezia e la riviera adriatica) che vanno ad aggiungersi ad altrettanti ettari nel resto d’Italia, per un totale di diecimila tonnellate di tuberi. “Le patate venete sono disponibili per sette-otto mesi l’anno, da agosto a febbraio-marzo, quindi nei mesi di vuoto commercializziamo i tuberi di altre regioni, da nord a sud Italia, garantendo alla rete distributiva prodotto italiano”, aggiunge Peruffo.

Le patate sono segmentate per destinazione d’uso: Per tutti gli usi, Ideali per friggere, Gnocchi e purè (varietà storiche, ideali per questa ricettazione) e Ideali da forno. Certificate Global Gap, sono presenti nelle principali insegne della gdo.

“A chiusura della campagna del prodotto veneto, possiamo parlare di una perdita di produzione del 15% per mancata qualità, scarti di lavorazione e difficoltà in fase di frigoconservazione. I calibri, poi, erano mediamente più piccoli. A livello commerciale, comunque, è stata una stagione senza infamia e senza lode, con prezzi medi”.

Un ultima considerazione sui prossimi obiettivi aziendali. “Vogliamo arrivare alla radicale regionalizzazione delle produzioni. Il che significa specificare e valorizzare la provenienza dei tuberi anche dalle altre regioni italiane per la vendita nei singoli territori”.

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