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In&Out, quasi 2,5 milioni di euro per promuovere l’ortofrutta

Un progetto internazionale co-finanziato dall’Unione europea e da Apo Conerpo, che sosterrà il 30% della spesa

Si chiama In&Out – trasparenti dentro e fuori – ed è il progetto di respiro internazionale presentato stamattina a Milano e finalizzato a promuovere i prodotti ortofrutticoli e la sostenibilità. Promosso da Apo Conerpo – organizzazione di produttori che coinvolge seimila soci, 30mila ettari di produzione ortofrutticola, un milione di tonnellate di prodotto conferito – e cofinanziato dall’Unione europea, durerà 36 mesi e coinvolgerà Italia, Austria e Danimarca: “Non scopriamo oggi il concetto di sostenibilità perché lanciamo un progetto sul tema – ha esordito Davide Vernocchi, presidente dell’Op – Nessuno è più attento all’ambiente degli agricoltori”.

Il frutteto è un bosco

“Un frutteto è paragonabile a un bosco – ha proseguito – Uno studio ha dimostrato che una tonnellata di pere assorbe 47 chilogrammi CO2, il che significa che i 24 milioni di piante della nostra organizzazione ne trattengono 400mila tonnellate”. Proseguendo nel ragionamento, Vernocchi ha dimostrato come i produttori agricoli siano i primi interessati alla sostenibilità intesa nella sua accezione più ampia, economica, sociale e ambientale: “Cerchiamo di sprecare il meno possibile – ha ricordato – Utilizziamo le migliori tecnologie disponibili per ottimizzare acqua e  trattamenti, produciamo energia green con i pannelli fotovoltaici e nei nostri stabilimenti lavorano 3.500 persone, a cui garantiamo un reddito. Il consumatore finale deve conoscere il nostro modello”.

“C’è tutto il mondo dentro”

E pertanto è stato messo a punto In&Out, il progetto di informazione e promozione triennale che coinvolge tre paesi europei, Italia, Danimarca e Austria. Il budget stanziato è pari a 2.456.275 euro, di cui il 30% (circa 740mila euro) finanziati da Apo Conerpo: “Con In&Out affrontiamo un aspetto importante, quello della sostenibilità – ha precisato Claudio Scalise, managing partner di SG Marketing agroalimentare – E fare frutticoltura in modo moderno significa essere sostenibili nella sostanza“. I temi che saranno affrontati vanno dalla sicurezza alimentare, all’agricoltura consapevole, passando per l’economia circolare, la tracciabilità, il rispetto dell’ambiente e gli aspetti nutrizionali. “Il pay off “C’è tutto il mondo dentro”  – ha aggiunto Scalise – sottolinea l’obiettivo di In&Out, ossia rafforzare la consapevolezza dei consumatori raccontando la filiera, in tutti i suoi passaggi, perché non sempre chi acquista è al corrente di quanto c’è dietro al frutto che consuma”. Il target di riferimento del progetto è il consumatore adulto (25-64 anni), ma l’obiettivo è fare arrivare il messaggio anche agli operatori trade e ai media. Pertanto si articolerà su diverse iniziative online e offiline: a partire dal mese di giugno verranno allestiti spazi dimostrativi in tutte le principali catene della Gdo – sono previste 10mila giornate di informazione nei tre paesi coinvolti, di cui 6.200 in Italia – sarà implementato il sito web, aggiornati i social media e saranno programmati incontri b2b ed eventi stampa.

Obiettivi misurabili

Per misurare i risultati del progetto verrà predisposto un concorso a premi che prevede la compilazione di un questionario, il quale permetterà di verificare l’avvenuto trasferimento delle informazioni tra promotori di In&Out e il consumatore finale. L’obiettivo è contattare 50milioni di consumatori nei tre paesi e incrementare le vendite di ortofrutta di oltre sette milioni di euro: “Significa un ritorno dell’investimento (roi) pari a tre – ha sottolineato Scalise – Un obiettivo decisamente ambizioso”.

L’ortofrutta è una categoria di destinazione

Il consumatore necessita informazioni relative ai prodotti ortofrutticoli che acquista – ha spiegato Salvo Garipoli, direttore di SG Marketing – Ma desidera fatti, non gossip”. In altri termini, vuole conoscere il luogo di produzione, la filiera: “L’ortofrutta è una categoria di destinazione – ha concluso – Il che significa che la qualità della frutta e degli ortaggi venduti in un punto vendita determinano, o meno, la frequentazione dell’insegna. Lo slogan del settore deve essere uno solo: fare, saper fare, far sapere”.

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