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Oi Ortofrutta Italia, si dimette Nazario Battelli

nazario battelli
Redazione
Autore Redazione

Nazario Battelli il 4 gennaio con una lettera ha rassegnato le proprie dimissioni, con effetto immediato, dalla presidenza

Nazario Battelli si è dimesso da presidente dell’Oi Ortofrutta Italia. Il 4 gennaio scorso, con una lettera al Cda e agli otto coordinatori dei Comitati di prodotto, ha infatti rassegnato le proprie dimissioni con effetto immediato. Ecco il testo della lettera.

“Il confronto che ho stimolato con la mia “Nota a protocollo” del 19 ottobre dello scorso anno -ha sottolineato in apertura Battelli – aveva lo scopo di innescare una riflessione rivolta al futuro della nostra Associazione a sei mesi dalla conclusione del mandato consigliare e, soprattutto, quello di traghettare Ortofrutta Italia (con un bilancio a posto e risanato) esponendo le potenzialità di un nuovo scenario aperto ad una valorizzazione del suo ruolo, interprentando sia le strategie pubbliche – in particolare quelle dell’Unione europea – che gli aggiornamenti normativi che, in prospettiva, possono offrire alle Organizzazioni interprofessionali il ruolo di casa della potenziale concertazione dentro la filiera”.

“Infatti, nei testi approvati in edizione provvisoria dal Parlamento europeo sulla modifica del Regolamento Ocm, la vera novità riguarda l’insistenza con la quale si affinano le norme delle Organizzazioni interprofessionali, in continuità con le prime modifiche apportate dal Regolamento cosiddetto “Omnibus” alla fine della scorsalegislatura – continua Battelli – Al netto del confronto con Consiglio e Commissione l’impronta è molto chiara e contiene concetti nuovi e moderni che, a condizione che la filiera abbia la maturità di affrontarli, possono creare le condizioni per approcciare con maggiore consapevolezza le sfide di una economia più povera nel post-Covid e delle conseguenti ristrutturazioni che sia la parte agricola, ma anche quella commerciale e distributiva saranno costrette a mettere in campo”.

“Mentre saranno sempre più rigide le condizioni per l’estensione delle regole di eventuali accordi interprofessionali e per ottenere contributi da parte dei non associati alle Oi, il Parlamento europeo – scrive Battelli ai componenti di Ortofrutta Italia – prevede possibilità pattizie su tematiche quali la condivisione della marginalità, la metodologia di calcolo del prezzo finale, la ripartizione del valore (individuando indicatori economici, costi di produzione e di commercializzazione), l’equo risarcimento agli agricoltori per poter soddisfare i requisiti di natura non giuridica in materia di ambiente, clima e salute, ma anche la possibilità di riconoscere coordinamenti transazionali. Sono scenari che non dovrebbero lasciare indifferenti i componenti di una Oi, ma che non sono stati toccati da alcuno nella discussione che ho stimolato, né nei contributi scritti successivi. Anche il forte stimolo che ho indirizzato alla parte distributiva per un’applicazione più coerente della strategia condivisa per la nostra comunicazione istituzionale, come pure le sollecitazioni ai fornitori – commercianti o agricoltori – a farsi parte attiva di questa iniziativa, non hanno prodotto una reazione di merito”.

“Inoltre, nelle discussione dei questi ultimi Consigli è mancato ogni riferimento all’impegno che avevo fortemente richiesto per aprire un confronto, una ricerca comune, l’eventuale ideazione di progetti o ipotesi di accordi che a fronte dei cambiamenti di mercato e dei comportamenti dei consumatori, mettendo a ragion comune il tema della sostenibilità, ci permettessero di sperimentare iniziative collettive, ad esempio sulla piena valorizzazione del prodotto nel punto vendita, sulla riduzione degli sprechi, sul tema degli imballaggi, della logistica, ecc.”.

In più, oltre a queste riflessioni si sono aggiunte due lettere contenenti ” proposte che comporterebbero – continua Battelli – insieme a evidenti contraddizioni giuridiche e di governance, una potenzialità solo parziale dell’Oi compromettendone definitivamente il peso e la funzione a favore dell’intera filiera. La seconda addirittura abiura una delibera consiliare di 10 mesi fa in riferimento alla richiesta di assistenza finanziaria a favore delle Organizzazioni interprofessionali da intraprendere in sede europea, mai prima eccepita, mettendo a repentaglio ogni azione, relazioni e atto conseguenti alla delibera stessa e nel frattempo portati avanti in coerenza di mandato e buona fede”.

“Nel particolare momento storico che stiamo vivendo – prosegue Battelli – con gli scenari politici, economici e sociali che si possono intravedere in generale e per il settore ortofrutticolo in particolare, le tematiche che ho messo in campo avevano l’ambizione di una valutazione di prospettiva e ritengo gli esiti di questo percorso di traghettamento, in una Oi formalmente riconosciuta e dalla straordinaria rappresentatività, per me assolutamente insufficienti“.

“A questo punto ritengo che sia fuorviante e dannoso trascinare la nostra Oi in un defatigante stillicidio di unitili e stancanti secondo me, anche se solo per i pochi mesi che ci separano dall’assemblea di rinnovo delle cariche e voglio richiamare a una presa di responsabilità i Consiglieri e conseguentemente i Soci, con le mie dimissioni da presidente – conclude – Solo attraverso un approccio cooperativo e non conflittuale di tutta la filiera, con azioni concertate, si potrà dare probabilmente ai consumatori la garanzia di accessibilità e continuità richieste per i prodotti ortofrutticoli di qualità, sostenendo con tutti i mezzi possibili l’azienda agricola produttrice, oggi in estrema difficoltà, e stimolando i decisori politici ad incentivare anche fiscalmente l’adesione a iniziative interprofessionali e collettive rivolte ai consumatori”.

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