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Trend e Mercati

Ismea, alla fine del 2023 l’inflazione tornerà sotto il 3%

Nel terzo trimestre 2022 i prezzi all’origine degli ortaggi sono aumentati del 24%, mentre quelli della frutta sono diminuiti del 6%

I prezzi all’origine degli ortaggi segnano un incremento a doppia cifra, mentre sono in calo quelli della frutta.

A dirlo è il Report Agrimercati – terzo trimestre di Ismea che segnala anche una buona notizia: alla fine del prossimo anno l’inflazione tornerà a livelli accettabili, al di sotto del 3 per cento. 

L’instabilità geopolitica fa danni all’ortofrutta

Il terzo trimestre del 2022, rileva Ismea, è stato caratterizzato dal perdurare della crisi energetica e dell’instabilità geopolitica, ma anche dall’elevata inflazione e dagli interventi di politica monetaria restrittiva delle banche centrali per combattere l’aumento dei prezzi.

Il risultato è il prevedibile rallentamento della crescita dell’economia mondiale nei mesi a venire.

Dallo scenario appena descritto non è rimasta indenne la filiera dei prodotti ortofrutticoli, colpita in particolare dall’aumento dei costi di produzione e dalla fiammata dell’inflazione che ha condizionato i consumi delle famiglie in Italia e in Europa.

Prezzi all’origine, +24% per gli ortaggi

Quanto ai prezzi all’origine, nel terzo trimestre 2022 gli ortaggi sono aumentati su base annua del 24%, mentre quelli della frutta sono diminuiti del 6 per cento.

L’impennata degli ortaggi è imputabile soprattutto all’aumento dei costi e alla riduzione del livello di offerta di molti prodotti, penalizzati dall’andamento climatico che ha ridotto le rese sia in pieno campo, sia in coltura protetta.

Di contro, la maggiore disponibilità delle referenze estive – uve da tavola e drupacee in particolare – ha impattato negativamente sui prezzi della frutta.

L’inflazione alla fine del 2023 tornerà al 3%

Sul fronte dell’inflazione, secondo il Report di Ismea, tocca soffrire ancora un anno: nell’area euro si prevede che l’inflazione tocchi il valore record dell’8,4% nel terzo trimestre del 2022, per poi scendere sotto alla soglia del 3% verso la fine del 2023.

Lo scenario Italia

Focalizzando l’attenzione sull’Italia, nel terzo trimestre del 2022 l’indice dei prezzi dei prodotti agricoli elaborato da Ismea è aumentato del 3,8% su base congiunturale e del 22% su base tendenziale.

Lato costi, per le produzioni vegetali, il confronto con il terzo trimestre 2021 evidenzia un incremento del 26,6 per cento. Aumenti tendenziali si sono registrati soprattutto per prodotti energetici (+67,2%) e fertilizzanti (+41,6%).

Quanto all’export, l’agroalimentare italiano continua a crescere nel 2022, con un +18% tendenziale nei primi otto mesi dell’anno. Ma l’incremento dei prezzi delle materie prime agricole e degli energetici sta impattando sia sulle esportazioni, sia sulle importazioni agroalimentari, che nei primi otto mesi del 2022 sono aumentate addirittura del 30%, frutto del +36,3% per i prodotti agricoli e del +27,1% di quelli dell’industria alimentare.

Nella pratica, dal surplus di 2,5 miliardi nei primi otto mesi del 2021, la bilancia agroalimentare italiana è passata a un deficit di quasi 700 milioni nei primi otto mesi del 2022.

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