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Trend e Mercati

Avocado: agli italiani piace (anche) a casa

Per festeggiare l’Avocado Day, Just Eat ha analizzato i consumi a domicilio dell’ultimo anno: 45 tonnellate (+25% sul 2018)

Se è Roma la città più ghiotta, sono le città minori e la provincia a registrare il più alto numero di ordini online di avocado. Lo rivela una indagine di Just Eat, app leader per ordinare online cibo a domicilio in tutta Italia e nel mondo, che ha analizzato l’andamento degli ordini del frutto per celebrare la giornata mondiale dell’avocado (il 31 luglio, ndr).

Nell’ultimo anno in Italia sono stati ordinati più di 45mila chili (45 tonnellate) di avocado,  pari a un incremento di richieste a domicilio anno su anno del 25%.  Originario del centro America, l’avocado – anche grazie alle sue proprietà benefiche – recentemente è diventato uno dei frutti più trendy: difficile non trovarlo in qualsiasi menù, dal brunch (dove viene spesso abbinato a toast e salmone) al sushi o alle insalate. Le richieste sono guidate in primis dalla cucina giapponese ma, tra i nuovi trend, ci sono i piatti che uniscono sapori provenienti da differenti cucine, quali la fusione tra quella giapponese e del Sud America.

I consumi di avocado degli italiani

I consumi sono naturalmente più importanti nelle grandi città, dove il digital food delivery è più diffuso, ma è l’Italia delle province a registrare la crescita più alta nei consumi di piatti con avocado con il 55% in più, segno che il food delivery è oramai parte integrante delle abitudini dei consumatori in tutta Italia e non solo nelle metropoli. Una crescita che si concentra principalmente nei mesi di maggio e giugno, quando cresce la voglia di piatti più healthy. Seguono Bologna (+38%), Padova (+33%), Genova (32%), Verona (28%), Roma (25%), Bari (17%), Parma (+16%), Trieste (13%) e Torino (+12%).

Identikit degli amanti dell’avocado

Sono perlopiù le donne a ordinarlo a domicilio con un bel 62%. L’avocado è preferito soprattutto per chi è nella fascia d’età 25-34 anni (43%), di solito i più appassionati di cucina giapponese, cui fa seguito il range 35-44 anni con il 29%, quello 18-25 anni con il 13% e, infine, il 45-55 anni con il 10%.

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