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Nocciolo, a Carpeneto è operativo un campo sperimentale

Redazione
Autore Redazione

Di proprietà della Fondazione Agrion, è stato realizzato grazie al sostegno di Regione Piemonte, UnionCamere e dei principali vivaisti del territorio

E’ operativo a Carpeneto, in provincia di Alessandria, il nuovo campo sperimentale sul nocciolo della Fondazione Agrion, realizzato grazie al sostegno di Regione Piemonte, UnionCamere Piemonte e dei principali vivaisti piemontesi.

“Il progetto dedicato allo corilicoltura piemontese – spiega una nota della Regione – è nato a seguito di un attento confronto con la filiera produttiva e vivaistica regionale e ha l’obiettivo di favorire il miglioramento della qualità e della produzione corilicola piemontese, nonché di fornire alle aziende strumenti innovativi per ottimizzare le produzioni a costi di gestione contenuti.

A livello regionale oggi il nocciolo rappresenta la prima specie arborea da frutto, esclusa la vite, per superficie investita. In Piemonte, infatti, negli ultimi quasi vent’anni si è osservato un aumento delle superfici corilicole del 190% e il settore è in continua crescita (8.000 ettari e 3.500 aziende nel 2001 a 23.122 ettari e 9.119 aziende nel 2019. Si è visto anche un aumento della superficie a conduzione biologica pari al 1.153,34 ettari – dati Istat). Inoltre, la produzione piemontese si contraddistingue nel mondo per un elevato standard qualitativo.

Il campo sperimentale, ubicato in località Tenuta Cannona 518 a Carpeneto, si estende su una superficie di oltre 2 ettari, inserendosi così tra i campi sperimentali più grandi d’Italia: si tratta di un campo pilota per la valutazione di sesti di impianto differenti (5×5 m; 6×3 m; 6×6 m) con sistemazione regolare e a quinconce. Definire infatti le potenzialità produttive di diversi sesti di impianto della cultivar Tonda Gentile Trilobata nelle aree di nuova espansione della nocciola, contraddistinte da fertilità ed esigenze di meccanizzazione particolari rispetto a quelle tradizionali di coltivazione, rappresenterà un elemento chiave nella progettazione dei nuovi corileti. Il settore corilicolo piemontese ed italiano si trova a dover affrontare, da un lato, l’incremento significativo delle superfici corilicole a livello mondiale (concentrate in particolar modo in areali caratterizzati da costi di produzione inferiori)… dall’altro il fatto che l’aumento significativo della corilicoltura a livello locale richieda una gestione agronomica attenta, basata su tecniche di gestione del corileto rispettose dell’ambiente, che garantiscano la salvaguardia dell’intero agroecosistema”.

“Abbiamo voluto scommettere sulla realtà di Tenuta Cannona – ha affermato l’assessore regionale Marco Protopapa – per poter portare avanti una sperimentazione che è molto richiesta dalle aziende. Ritengo sia sempre più utile per poter avere una elevata qualità di nocciola e poter offrire sul mercato una certificazione. La nostra volontà è quella di migliorare anche su altre colture importanti del Piemonte, tra cui vi è sicuramente il mandorlo. Tenuta Cannona diventa un fiore all’occhiello in questi termini ed è una scommessa su cui sicuramente la Regione vuole puntare”.

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