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Cimice asiatica, si teme anche per le nocciole della Tuscia

cimice asiatica

La cimice asiatica fa paura anche nel Lazio e parte un’interrogazione dei 5 Stelle per capire quali misure intenderà adottare la Regione. “Si moltiplicano nel Lazio – recita l’interrogazione pentastellata, la cui prima firmataria è Silvia Blasi – le segnalazioni relative alla presenza della cimice asiatica (nome scientifico: halyomorpha halys), una specie aliena che, come già accaduto in altre regioni italiane, provoca ingenti danni a diverse colture, in particolare agli alberi da frutto, mettendo così a rischio filiere agroalimentari del Lazio come quella delle nocciole di Viterbo e dei kiwi del sud del Lazio. La Regione ci dica quali sono le iniziative in corso per monitorare lo stato di diffusione di questa specie nella nostra regione e qual è il piano d’azione per contrastarne la diffusione e tutelare così l’economia agricola dei territori. Comparsa per la prima volta in Italia in Emilia Romagna, nei pressi di Modena, dove forse il parassita è fuoriuscito da un container proveniente dall’Asia – prosegue l’interrogazione – nel 2013 la cimice asiatica raggiunge Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli. Finora le perdite maggiori si sono registrate in aziende agricole di Piemonte, Friuli, Emilia Romagna e Veneto, dove nel 2017 è stato distrutto il 40% dei raccolti. Oltre alla perdita dei raccolti, l’altro rischio riguarda gli effetti dannosi su salute e ambiente legati all’abuso dei pesticidi per contrastare la cimice asiatica. Andrebbero invece privilegiati metodi sostenibili come il suo antagonista naturale (nome scientifico: ooencyrtus telenomicida) e reti di protezione anti-insetto, per le quali nel 2017 l’Emilia Romagna ha stanziato circa 10 milioni di euro”.

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