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Frutta secca, nel 2015 aumenta l’export e cala l’import

frutta secca

Il comparto della frutta secca ha fatto registrare, nel 2015, un aumento contenuto dell’export in termini quantitativi (+ 2,8%) e uno speculare calo dell’import (- 4,9%), ma solo dal punto di vista quantitativo e non di valore. A rilevare tale situazione nei giorni scorsi è stata Fruitimprese, elaborando dati Istat. Più in particolare, nel corso del 2015 sono state esportate 67.946 tonnellate di frutta secca, rispetto alle 66.098 tonnellate del 2014. Ciò segna, appunto, un incremento del 2,8%. In termini di valore l’aumento è decisamente più sensibile, poiché si è passati da un fatturato di 408,19 milioni di euro per il 2014 a uno di 475,02 milioni di euro per il 2015, con un incremento in positivo del 16,4%.

Diversa è invece la situazione sul fronte delle importazioni. Le tonnellate di frutta secca giunte in Italia nel corso del 2015 sono state 210.482 tonnellate, rispetto alle 221.388 tonnellate del 2014. Tuttavia, i prezzi in linea generale sono aumentati, poiché i costi delle importazioni sono passati dai 1.066 milioni di euro del 2014 ai 1.305 milioni di euro del 2015, con un incremento del 22,4%.

Per quanto riguarda gli altri generi ortofrutticoli, l’export di frutta fresca presenta una netta ripresa facendo segnare un + 7% in quantitativi e un + 11,3% in valore nel 2015 rispetto al 2014. Numeri negativi, invece, per i quantitativi esportati di legumi e ortaggi (- 2,8%), agrumi (- 3,6%) e frutta tropicale (- 11,1%), sebbene in termini di valore l’unico dato negativo riguarda la frutta tropicale (- 14,9%), poiché i legumi e ortaggi e gli agrumi segnano rispettivamente un + 10,1% e un + 9,7%.

Infine, sul fronte delle importazioni, in termini di quantitativi aumentano legumi e ortaggi (+8,3%), agrumi (+28,9%) e frutta fresca (+ 8,5%), mentre rimane negativa la frutta tropicale (- 2,8%). In termini di valore, i valori sono tutti in positivo: + 16,5% i costi per importare legumi e ortaggi, + 34,3% per gli agrumi, + 16,2% per la frutta fresca, + 9,3% per la frutta tropicale.

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