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Retail

Conad apre in via Indipendenza, il cuore dello shopping di Bologna

Conad Bologna

Il negozio in un monumento del 1400. Assunte 40 persone, nel reparto ortofrutta vince lo sfuso. Pugliese: “La prossimità del futuro”

Conad apre il primo Sapori&Dintorni nell’ex Monte di Pietà di Bologna, edificio che risale al 1400 ovvero oltre 600 anni di storia. Siamo in via Indipendenza, la seconda strada per percorrenza pedonale più alta d’Italia. Qui si alternano i più noti marchi del fashion con le ultime tendenze gastronomiche, la mitica pizzeria di Altero e l’ex hotel Baglioni 5 stelle lusso dove oggi si è presentato quello che non è un semplice supermercato. Alla conferenza stampa Francesco Pugliese, ad del gruppo, ha parlato di Gdo e urbanistica, e soprattutto, anche perché pressato, di libertà e vaccini: “Ammiro la docente che non si vaccina, ma rinuncia allo stipendio e resta a casa“. Chiaro il concetto.

Aprire in centro vale più del conto economico, polemiche (forse) superate

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I vecchi armadi del Monte di Pietà

Adamo Ascari, direttore generale Conad nord Ovest, esita alla domanda sulla quantificazione dell’investimento.
Ci pensa Pugliese a togliere le classiche castagne dal fuoco, senza dare i numeri ma ammettendo chiaramente: “Se si ragionasse con i numeri non sarebbe un investimento da fare, bisogna inserirlo in un contesto più largo, nel rapporto con la comunità”.

La parola chiave è “prototipo” ovvero una sperimentazione per testare il futuro della Gdo in centro storico. Un avvenire fatto di metrature ridimensionate, di servizi come l’ItalianBistrò ( il bar interno del punto vendita) e di vetrina per i prodotti a marchio Conad e quelli legati al territorio. Anche l’ortofrutta, come conferma, a domanda precisa, il direttore Ascari.

Si compra e si mangia

Conad Bologna

Il ristorante nel chiostro medioevale

Myfruit.it ha partecipato alla visita dedicata alla stampa. Nello store si sono conservati gli arredi d’epoca del Monte di Pietà, quindi tanto legno e materiali originali. Gli scaffali ricordano le drogherie di una volta, ma c’è pure ItalianBistrò per fare colazione e lo spazio coperto, all’interno del chiostro medioevale, per mangiare avvolti dalla storia. I piatti saranno preparati sul posto da chef dell’insegna, ma il ritmo sarà quello del centro storico: veloce. Alla presentazione del progetto si scatenò una lunga polemica sulla destinazione del monumento. Per non sbagliare Conad ha investito risorse, tempo e puntato sulla stretta collaborazione con gli enti di tutela dei beni storici. L’avversione sembra sfumata.

Reparto ortofrutta: legno, tanto sfuso, biologico e grande scelta di frutta secca

Per myfruit.it è stata obbligatoria la fermata al reparto ortofrutta. Vince lo sfuso che predomina nelle cassette in legno, ma per certi prodotti non  manca il confezionato. Plastica ai minimi. Ma siamo in centro storico dove si fa il pieno di uffici, lavoratori non in smart working e studenti a cui è dedicato un ampio frigo con IV e V gamma. Non manca il biologico e l’esotico, curate le composizioni con la verdura. Un metro più avanti appare, in un corridoio stretto per rispettare l’architettura originale, una  ricca scelta di frutta secca. C’è da perdersi tra decine e decine di referenze. Lo store offre circa 7.000 prodotti comprese specialità alimentari della tradizione regionale e locale che ruotano attorno alle linee Sapori&Dintorni e Sapori&Idee, distribuite tra i reparti gastronomia, forno e pasticceria ortofrutta, carne e pesce a libero servizio. Poi gastronomia calda e fredda e la cantina, con oltre 360 etichette, di cui 160 emiliane.

Pugliese: “In Italia prossimità scadente, online non passerà”

Pugliese ha dato i contorni sociologici di questo investimento: “La struttura commerciale di prossimità in Italia è scadente, i negozi non sono attenti alla richiesta di offerta dei clienti e c’è una desertificazione dei centri urbani. Questo è uno dei primi tentativi per dare il servizio alle comunità che abitano il cuore delle città. Bologna è il prototipo di questa nuova prossimità“. L’andamento della Gdo non è positivo per tutti, ma per Conad: “Viaggiamo a un + 5% perché abbiamo rivisto le dimensioni, siamo più focalizzati sui prodotti del freschissimo. E abbiamo progetti importanti, investimenti per 1 miliardo e mezzo, il 70% in nuove strutture e il restante 30% di ristrutturazioni”. Poi lo stoccata ai profeti dell’online: “Un canale come tutti gli altri, ha superato il 2 per cento e si attesterà a un 4 per cento, ma nell’ambito dell’alimentare è difficile avere ulteriori sviluppi. Continuerà a crescere, ma non sarà quello il modello”. Si chiude con i No Vax, la sua posizione, personale sottolinea, è per l’aspettativa non retribuita: “Ammiro la docente che non si è vaccinata, ma si è licenziata e resta a casa. Una posizione coerente”.

Juri e Monica: millennials che assumono over 50

Conad Ogni storia Conad è anche la storia di un imprenditore. Il socio sotto i riflettori si chiama Juri Cervi, bolognese Doc e barba da millenial, che con la moglie Monica sono stati in prima linea in questa rivoluzione commerciale. “La società è composta da me e da mia moglie, sono figlio d’arte perché il mio papà nel 1988 ha aperto un Conad proprio in centro, ne abbiamo due in città e il terzo in provincia Noi non siamo un supermercato, ma un punto vendita per far conoscere Bologna e le eccellenze italiane. Puntiamo sulle collaborazioni locali, con l’Appennino per esempio”. Ma pure con il sistema dei musei cittadini, c’è un accordo e sono previste scontistiche per i clienti. Cultura e poi il sociale: “Abbiamo assunto più di 40 persone in collaborazione con il Comune e la Curia. Non abbiamo scelto per forza giovani, ma persone espulse dal mondo del lavoro”. Sul fronte ambientale arriva il timbro del professor Andrea Segrè che ha ricordato come l’opera di Last Minute Market sia iniziata con una forte collaborazione con Conad. Lavoro che continuerà con il progetto Conad Nord Ovest “Non c’è cibo da perdere“, attivato anche nel punto vendita.

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