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Reparto Ortofrutta

Coop e Local Green: la vertical farm che s’ha da fare!

Dal 4 maggio primi test nei pdv milanesi per i mix a base di baby leaf innovative quali Kale rosso, Mizuna, acetosella e senape

Si fa presto a dire vertical farm. E si fa presto a dire innovativo, specie in agricoltura. Ma quando si parla di Local Green questi sono i due termini che vengono subito in mente. Si tratta, infatti, di una start-up altamente innovativa che produce lattughe e baby leaf in celle asettiche a parete verticale e coltivazione aeroponica. Insalate ora in fase di test nei punti di vendita Coop Italia.

“Siamo partiti il 4 maggio a Milano, con un test in un punto di vendita in via Arona e ai primi di giugno toccherà al secondo negozio, sempre a Miliano, in corso Lodi – spiega a myfruit.it Claudio Mazzini, responsabile freschissimi di Coop Italia – Da due o tre anni stavamo vagliando le proposte di alcune vertical farm disponibili e alla fine abbiamo scelto Local Green. Intanto perché è una start-up di giovani (tra i 24 e i 31 anni, ndr), poi perché il sistema tecnologico in verticale è davvero innovativo e, infine, perché hanno fatto scelte di prodotto e di marketing interessanti e innovative”.

“Per esempio – continua Mazzini – non propongono solo valeriana e rucola, ma mix di varietà di baby leaf altamente innovative per il nostro mercato e con caratteristiche gustative differenti, quali Kale rosso, Mizuna, senape e tante altre”.

E, a proposito di marketing, differenti sono i nomi scelti, nel rispetto del genus loci degli antichi romani. Tutti legati, cioè, al contesto locale: Brera, il più classico (con lattuga croccante e cavolo nero e rosso in versione mini, ricchi di antiossidanti); Sarpi, mix a base di lattuga riccia con Pak Choi viola, mini senape rossa e Mizuna (tre varietà orientali in linea con il quartiere ortientale di Milano) e Moscova, a base di lattuga più tradizionale, ma con senape verde mini e acetosella, cavolo rosso mini. Un mix colorato ed esclusivo come il quartiere della moda e della movida milanese.

Una start up giovane ma con esperienza

Lorenzo Beccari e Paolo Forattini, co-founder di Local Green

“La start-up è nata a settembre 2019 e a gennaio 2020 è stata incubata da Impact Hub – racconta Lorenzo Beccari, co-founder di Local Green insieme a Paolo Forattini – Da giugno ci siamo trasferiti all’Innovation Centre di Giussago e da lì abbiamo dato inizio allo sviluppo dell’impianto. Il sistema è innovativo proprio per la parete verde verticale in aeroponica, perché ci siamo approcciati con grande interesse, studiando tutte le tecnologie sul mercato per portare automazione nelle soluzioni. Automazione che significa costi importanti, quindi abbiamo definito la soluzione più sostenibile sia dal punto di vista economico, sia da quello della gestione dei processi produttivi. Il risultato è un sistema di vertical farming 2.0 che supera l’idroponica tradizionale aumentandone la produttività e abbattendone i costi”.

Un sistema virtuoso che supera le diffidenze

Aeroponica alla massima potenza, ma a costi ambientali contenuti. I sistemi Local Green assicurano un risparmio fino al 95% di acqua, al 98% di suolo e al 70% di fertilizzanti, dal momento che le colture si sviluppano letteralmente in verticale e sono alimentate da un sistema di fertirrigazione a ciclo chiuso. E a chilometro zero tutto l’anno, visto chea pochi passi da Milano l’insalata viene seminata, coltivata, raccolta, confezionata e consegnata in poche ore.

“Noi miriamo a comunicare il plus della coltivazione in un ambiente puro, incontaminato, che permette il risparmio di suolo, l’assenza di pestidici e il nichel-free, ma anche il tema dei sapori delle varietà interessa il consumatore – aggiunge Beccari – Parlando di qualità organolettiche, le insalate sono dotate di sapore, croccantezza e freschezza unici. Questo perché le piante crescono nelle migliori condizioni climatiche e nutrizionali, in un ambiente pensato appositamente per favorirne lo sviluppo”. Tutti argomenti che sono affrontati in iniziative in-store, ma che presto troveranno spazio all’interno del nuovo sito produttivo, in un’area allestita per accogliere i visitatori che vogliono conoscere questo nuovo metodo di coltivazione.
“Obiettivo massima trasparenza”, dice Lorenzo Beccari, che anticipa anche lo sviluppo di nuove referenze: dalle erbe aromatiche ai pomodori, fino ai berry. A inizio 2022, il nuovo impianto produttivo dovrebbe permettere di aumentare la produzione dalle attuali 200 confezioni a settimana fino a 20mila confezioni.

I primi risultati

“Fare di più con meno è la vera sfida – conclude Claudio Mazzini – Meno suolo, meno acqua, meno input chimici. Questa esperienza serve a valutare il gradimento da parte dei nostri soci e consumatori e, dopo questi primi test, la risposta è positiva. Al momento questi prodotti hanno deficit di sostenibilità economica tuttavia, perfezionando le economie di scala e le tecnologie, diventeranno via via più interessanti. E, dopo questi primi giorni di test, possiamo dire che i consumatori dimostrano di apprezzare l’offerta nichel free, zero pesticidi, ma anche e soprattutto gusto e croccantezza“.

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