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Nuovo logo con il Monviso per la frutta prodotta tra Cavour e Cuneo

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Autore Redazione

Operazione di marketing per il distretto in cui si trovano l’87% dei meleti del Piemonte, il 76% degli actinidieti, il 74% dei pereti

Come riferisce La Stampa, su tutta la frutta prodotta e commercializzata tra Cavour e Cuneo potrà comparire il nuovo logo presentato mercoledì dal “Distretto del cibo della frutta“.

Il logo “Frutta del Monviso” è stato illustrato al Monastero della Stella, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo. Ha la forma di una mela, costituita da diversi spicchi di altrettanti colori, che richiamano ogni tipo di produzione locale: il marrone delle castagne delle nocciole, il rosso di mele, fragole e ciliegie, il verde di pere, kiwi e nergi, l’arancione di pesche, nettarine e albicocche, il viola di mirtilli, prugne e susine. Il logo è completato da una foglia verde che sottolinea l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, e da un morso alla mela che crea l’inconfondibile profilo del Monviso.

“Chi è nel mondo della frutta – ha sottolineato Roberto Dalmazzo, sindaco di Lagnasco e presidente del Distretto, che comprende 44 Comuni e 17 associazioni ed enti – solitamente associa ogni area ad una produzione particolare. La zona di Latina per i kiwi, la Romagna per pesche e albicocche, il Trentino per le mele. L’area del Monviso è diversa, qui si concentrano decine di tipologie di produzioni, che fanno di questo distretto una ricchezza unica”.

Il comparto, oggi, dà lavoro a 7.000 addetti e 14.000 stagionali. L’areale frutticolo del Distretto si sviluppa su 16mila ettari, in incremento negli ultimi dieci anni del 13,9 per cento. Nel distretto ricadono oggi l’87% dei meleti coltivati in Piemonte, il 97% delle nettarine, il 76% dei kiwi, il 74% dei pereti, il 72% dei susini e il 42% dei pescheti.

“Dal Tavolo della frutta – ricorda Dalmazzo – nato tre anni fa per lavorare unitariamente come territorio sul problema dell’accoglienza degli stagionali, oggi si arriva al Distretto del cibo della frutta, che si pone quattro obiettivi primari per dare nuovo impulso ad un settore in crisi, che ha necessità di costruire una nuova filiera. Oggi ci troviamo nella situazione in cui i nostri agricoltori coltivano un prodotto di qualità, adottando sistemi tecnologicamente avanzati, ma non vengono premiati dal mercato. Dai confronti con il ministero abbiamo sottolineato la necessità di strumenti immediati per la salvaguardia del settore, come la moratoria sui mutui e la defiscalizzazione del lavoro. Ci sono realtà nazionali ed estere con cui non possiamo competere perché partono da un costo di produzione decisamente inferiore al nostro”.

La presentazione del logo va nella direzione di quello che è la prima linea d’azione del piano: la promozione del Distretto stesso attraverso la costruzione di una struttura operativa per la promozione del territorio, e la ricerca di soluzioni commerciali e logistiche unitarie. Il secondo punto sarà invece la creazione di un’identità comune e condivisa, ma anche sostenibile.

“La rete agricola – continua Dalmazzo – deve soddisfare le esigenze dei consumatori; dobbiamo arrivare a loro con un prodotto riconoscibile, ecco perché il nuovo logo ci può aiutare, ma anche far conoscere i valori della nostra agricoltura, raccontare la sostenibilità e gli elementi che danno forza al distretto. Non solo all’esterno, ma anche sul territorio: chi vive qua deve avere consapevolezza del ruolo che questo settore ha nell’economia locale”.

Infine uno sguardo al futuro, con gli ultimi due obiettivi del piano: sostenere la competitività della filiera nei suoi rapporti di mercato e migliorare le performance ambientali del sistema produttivo locale. Azioni che prevedono un incremento delle attività di ricerca e analisi, un lavoro verso l’autosufficienza energetica e il risparmio idrico, la cooperazione sui sistemi di filiera e sull’acquisto e l’uso di macchinari per la frutticoltura e la valorizzazione del paesaggio frutticolo.

Fonte: La Stampa

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