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Cresce la sostenibilità dell’orticoltura intensiva nel basso Lazio

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Autore Redazione

L’innovazione a sostegno delle tecniche di coltivazione, questo l’oggetto dell’iniziativa di ricerca applicata di Italia Ortofrutta

Il #Progetto Isa, Incremento della sostenibilità agro ecologia delle coltivazioni ortive intensive nella zona del basso Lazio, rientra tra le attività di ricerca che l’Unione nazionale ha avviato in collaborazione con il Crea Of, responsabile scientifico del progetto, in risposta al fabbisogno comune di dieci Organizzazioni di produttori ortofrutticoli (Op) – operanti nel comparto delle ortive coltivate in serra e in pieno campo del basso Lazio – di incrementare la sostenibilità agro-ecologica delle tecniche di coltivazione.

Partendo da incontri sul territorio volti ad analizzare la situazione in essere e le tecniche di coltivazione utilizzate negli areali di riferimento, il partenariato di ricerca ha individuato una serie di innovazioni da trasferire all’interno delle aziende agricole associate alle Organizzazioni dei produttori aderenti all’iniziativa progettuale.

Grazie a prove sperimentali realizzate nelle serre e nei campi delle sei Op selezionate dal Crea le innovazioni vengono introdotte direttamente in azienda.
Gli interventi riguardano il miglioramento della qualità del suolo e della nutrizione delle colture, la razionalizzazione della risorsa idrica, l’impiego di tea di compost e l’utilizzo della solarizzazione integrata.

Nello specifico, per migliorare la qualità del suolo e la nutrizione delle colture e ridurre conseguentemente il ricorso all’utilizzo dei concimi chimici, viene testato l’impiego di Compost da Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) come ammendante sui prodotti zucchino, pomodoro da mensa e spinacio per IV gamma. Numerose sperimentazioni, infatti, evidenziano come il compost ottenuto dai materiali della raccolta differenziata organica dei centri urbani, se di qualità, sia in grado di sostenere la produzione delle ortive e di migliorare le caratteristiche microbiologiche, chimiche e fisiche del suolo.

La razionalizzazione dell’impiego della risorsa idrica, invece, avviene tramite l’adozione nel progetto di un sistema che consente di individuare, in maniera semplice e oggettiva, i momenti in cui effettuare gli interventi irrigui e i volumi di adacquamento da adottare. Il sistema, infatti, misura l’umidità del terreno tramite specifiche sonde collocate nel suolo lungo i filari nelle immediate vicinanze delle piante e collegate ad un data logger, che elabora l’informazione relativa al contenuto percentuale di umidità del terreno e consente di stabilire il momento e i volumi irrigui da adottare.
Questo sistema viene applicato sui prodotti pomodoro e anguria.

Per migliorare la nutrizione e la biostimolazione delle colture viene testato sui prodotti pomodoro da mensa, rucola e ravanello l’impiego di Tea di compost. Questo compost ricco di materia organica fornisce elementi nutritivi essenziali, migliora l’attività microbica del suolo offrendo la possibilità di sostituire i microorganismi acquistati con microorganismi autoprodotti. Sulle produzioni orticole vi è infatti un notevole utilizzo di microorganismi acquistati sul mercato, che contribuiscono ad innalzare i costi di produzione. Gli stessi effetti – o anche migliori –è possibile ottenerli anche utilizzando tè di compost autoprodotti in azienda, che consiste in un infuso ad attività biostimolante da distribuire direttamente sulla coltura.

Per questo motivo nelle aziende delle Op viene realizzato un dispositivo per la produzione del tè compost, a partire da compost vegetale di qualità, da distribuire sulle colture.

Ridurre la stanchezza del terreno dei suoli e contenere nello specifico la Rhizoctonia è un altro degli obiettivi di questo progetto di ricerca applicata. Per far questo viene testata una solarizzazione integrata con gli scarti provenienti dalla lavorazione aziendale sulla coltivazione del ravanello. In particolare prima della solarizzazione, viene proposto l’interramento di sostanza organica facilmente biodegradabile in grado di creare rapidamente condizioni di anaerobiosi spinta, grazie all’abbondante irrigazione che viene eseguita subito prima della copertura del suolo con un telo impermeabile. I risultati di queste prove sperimentali oltre a validare il progetto contribuiscono a rivalorizzare gli scarti di provenienza aziendale, creando quei virtuosismi che generano efficienza e diventano modelli da replicare.

Fonte: Italia Ortofrutta

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