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Mandorla di Avola, raccolto dimezzato dal maltempo

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Elena Turrini

I produttori della mandorla di Avola registrano un calo del 50% rispetto allo scorso anno. Vendite in aumento e successo nelle confetterie francesi

È un’annata difficile per le mandorle di Avola, cultivar di altissima qualità coltivata nelle province di Siracusa e Ragusa. L’ultimo raccolto, che si è concluso ad agosto, ha registrato un calo del 50% nei volumi rispetto allo scorso anno.

«Il forte calo è dovuto a condizioni climatiche – ci spiega Corrado Bellia direttore del Consorzio di tutela – fino a marzo andava tutto per il meglio e si prospettava una buona annata, poi il maltempo che si è abbattuto sulle piante ha provocato una forte riduzione del raccolto». Il raccolto delle mandorle di Avola inizia l’ultima domenica di luglio e termina indicativamente a inizio settembre: le vendite sono quindi a pieno regime, il calo dei volumi ha alzato il prezzo ma non è sufficiente a compensare la riduzione di prodotto.

La produzione della mandorla di Avola è una nicchia pregiata e il Consorzio ha voluto registrare il marchio, nel 2006, per tutelarla dalle contraffazioni. «La mandorla di Avola è un marchio collettivo, c’è un disciplinare che è stato sottoscritto da aziende associate e affiliate al Consorzio – spiega Bellia – alcuni anni fa abbiamo segnalato al ministero due aziende del settore confetteria che utilizzavano impropriamente il marchio mandorla di Avola anche se le mandorle avevano origine diversa da quella definita. Grazie alla caratterizzazione genomica del nostro prodotto siamo riusciti a dimostrare che quelle non erano mandorle di Avola e le due aziende hanno ritirato il prodotto». Sono tre le cultivar prodotte nell’areale di riferimento: pizzuta, fascionello e romana. Grazie all’aumento del consumo di mandorle in tutto il mondo, anche la mandorla di Avola registra incrementi costanti.

Corrado Bellia direttore del Consorzio di tutela

«Da quattro o cinque anni le nostre aziende ricevono sempre più richieste direttamente dal consumatore che acquista il prodotto dal sito internet – spiega il direttore del Consorzio – prima il canale di vendita era rappresentato solo dai supermercati, la diffusione del consumo di mandorla legato ad una sana alimentazione ha portato un aumento di richieste dirette da parte del consumatore il quale ha capito che le mandorle non sono tutte uguali».

Il Consorzio riunisce una decina di aziende tra Siracusa e Ragusa specializzate nella lavorazione della mandorla di Avola e un piccolo gruppo di produttori. Sono inoltre diverse le aziende affiliate a al Consorzio che si occupano di trasformazione del prodotto, dai confettieri alle pasticcerie e gelaterie che sono autorizzate a distribuire il marchio registrato. «Questo sistema ci consente di avere una tracciabilità della filiera” sottolinea Bellia. Le vendite si concentrano nei punti vendita specializzati e alcune aziende, con volumi più consistenti, si rivolgono anche alla grande distribuzione organizzata, ma restano una piccola parte. L’alta qualità del prodotto attrae anche aziende oltre confine, come le pregiate confetterie francesi: “Il 50% del prodotto è destinato alle confetterie italiane e il 50% alle confetterie francesi dove la mandorla di Avola è molto ricercata per la produzione di confetti».

La mandorla di Avola è anche cultura e tradizione del territorio: lo scorso anno il Consorzio di tutela ha inaugurato il Museo della mandorla di Avola, in una masseria nella città, che è già stato visitato da circa tremila persone e racchiude tutti i prodotti tipici della zona.

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