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Politiche agricole

Ok a comunità energetiche, anche biogas da scarti frutta e verdura

In arrivo tariffe incentivanti che si possono richiedere dall’8 aprile sulla piattaforma del gestore servizi elettrici

Comunità energetiche si parte. Dall’8 aprile via alla piattaforma del Gse (gestore servizi elettrici) dove presentare la domanda e ottenere i benefici: tariffe incentivanti e contributo pari al 40% delle spese sostenute nei Comuni sotto i 5mila abitanti.

Cosa significa per le aziende agricole? Opportunità di condividere l’energia prodotta o di utilizzare quella di altri componenti della comunità. Un sostegno per chi produce energia solare, eolica e anche il biogas ottenuto dai sottoprodotti della lavorazione di frutta e verdura: dai pomodori all’uva. Valorizzare gli scarti.

Approvate le regole operative

Le nuove regole operative per gli incentivi sulle comunità energetiche rinnovabili, indicate con la sigla Cer,  vogliono essere un impulso allo  sviluppo e all’adozione diffusa di energie rinnovabili. Queste regole promuovono non solo la produzione di energia solare ed eolica, ma anche l’utilizzo del biogas e dei sottoprodotti dell’attività agricola.

Le regole offrono due modalità di incentivi: una tariffa incentivante su tutto il territorio nazionale e un contributo in conto capitale che copre fino al 40% delle spese sostenute nei Comuni con una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti.

Per garantire la partecipazione delle aziende, e non solo, il Gse punta ad  attività di comunicazione, promozione e assistenza fornendo una stima dei costi, dei benefici economici e dell’investimento iniziale.  In concreto è prevista l’attivazione di uno sportello virtuale per un’interlocuzione diretta tra gli utenti e i tecnici del Gse e poi  la creazione di un canale telefonico dedicato alle tematiche legate alle Cer.

Il ministro Gilberto Pichetto

“Questo importante lavoro tecnico – spiega il ministro Gilberto Pichetto – ci permette di procedere a ritmo serrato verso il nuovo step, l’apertura dei portali dedicati agli incentivi. Ogni nostro impegno amministrativo – aggiunge il ministro – è rivolto a consolidare il ruolo delle comunità energetiche nel Paese: non solo con regole chiare e misure di potenziale grande impatto, ma anche con una forte campagna di informazione per portare questa novità alla più ampia platea di potenziali beneficiari”.

Il presidente del Gse

“Le Comunità energetiche rinnovabili e in generale l’autoconsumo diffuso, sono uno strumento fondamentale per garantire al Paese una transizione energetica orientata alla decarbonizzazione dei consumi, all’indipendenza energetica e alla democratizzazione dell’energia”. Parole del presidente del Gse Paolo Arrigoni.

Obiettivo  2 GW

Cosa prevede la tariffa incentivante per l’autoconsumo condiviso? Offre un incentivo economico per l’energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di autoconsumo condiviso. È previsto un contingente di potenza pari a 5 GW fino al 31 dicembre 2027.

C’è anche un contributo in conto capitale. Può coprire fino al 40% dei costi ammissibili nei Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti. Queste disposizioni sono valide fino al 30 giugno 2026 e prevedono la realizzazione di una potenza complessiva pari almeno a 2 GW. Il budget a disposizione? Sono 2 miliardi e 200 milioni di risorse del Pnrr. 

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