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04 novembre 2026

Zucche resilienti al cambiamento climatico

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Halloween è passato da appena qualche giorno, ma nelle campagne padovane la zucca ha ancora più di un motivo per sorridere. Quello che nell'immaginario collettivo è diventato uno dei simboli dell'autunno e della festa del 31 ottobre si conferma infatti tra le note positive di una stagione agricola difficile, segnata da temperature elevate e siccità protrattesi da giugno fino a settembre inoltrato. Mentre diverse colture tradizionali hanno dovuto fare i conti con condizioni climatiche sfavorevoli e margini economici sempre più ridotti, la zucca ha mostrato una buona capacità di adattamento, garantendo rese soddisfacenti, qualità del prodotto e prezzi remunerativi per i produttori.

Una coltivazione che fino a qualche anno fa occupava uno spazio relativamente marginale nelle scelte produttive di molte aziende agricole e che oggi sta acquisendo un interesse crescente. A favorirne la diffusione contribuiscono diversi fattori: un ciclo colturale relativamente breve, di circa tre-quattro mesi, una gestione agronomica generalmente meno complessa rispetto ad altre produzioni e, soprattutto, un mercato che sembra aver riscoperto le molteplici possibilità di utilizzo di questo ortaggio.

La zucca, del resto, non è più soltanto l'ingrediente di qualche ricetta della tradizione. Risotti, vellutate, gnocchi, ripieni, contorni e preparazioni dolci ne hanno ampliato la presenza sulle tavole. La crescente attenzione della cucina televisiva e della comunicazione gastronomica verso i prodotti stagionali e territoriali ha contribuito a rilanciarne l'immagine, valorizzando varietà, consistenze e sapori.

Parla un produttore, il volano della cucina

A confermare i risultati di questa produzione è Mauro Camozza, titolare della Società Agricola Ortopadana, di Conselve, realtà che dedica ogni anno circa 45 ettari alla coltivazione della zucca e ne commercializza complessivamente circa 20 mila quintali, provenienti anche da produzioni esterne all'azienda. Una parte del prodotto viene destinata alla trasformazione, segmento sul quale l'impresa ha deciso di investire ulteriormente.

“La zucca sta vivendo una fase di crescente interesse, sia da parte dei consumatori sia della grande distribuzione organizzata – spiega Camozza –. È un prodotto che si presta a moltissimi utilizzi in cucina e che oggi viene richiesto non soltanto intero, ma anche lavorato, per rispondere alle esigenze di chi cerca praticità senza rinunciare alla qualità. Quest'anno abbiamo avviato anche la lavorazione di quinta gamma, con la proposta di zucca già cotta. È un'evoluzione importante, che amplia le opportunità commerciali e permette di valorizzare ulteriormente la produzione”.

Il bilancio 2026

I risultati della campagna 2026 confermano le potenzialità della coltura. Nonostante il caldo persistente, la zucca violina rugosa ha raggiunto produzioni comprese tra 250 e 280 quintali per ettaro, con una buona colorazione e una polpa omogenea. Per la tonda verde, altra tipologia particolarmente diffusa, le rese si sono attestate tra 120 e 140 quintali per ettaro, anche in questo caso con caratteristiche qualitative soddisfacenti, soprattutto per quanto riguarda il colore e lo spessore della polpa.

Positivo anche l'andamento delle quotazioni riconosciute ai produttori. Le zucche tonde verdi hanno spuntato prezzi indicativamente compresi tra 45 e 50 centesimi al chilogrammo, mentre per la violina i valori si sono collocati tra 25 e 32 centesimi. Differenze legate alle caratteristiche delle produzioni e ai rispettivi mercati, ma che nel complesso restituiscono il quadro di una campagna favorevole.

Il buon risultato non deve tuttavia far pensare a una coltura indipendente dalle condizioni meteorologiche. La zucca ha dimostrato una discreta capacità di sopportare le alte temperature, ma la disponibilità d'acqua rimane determinante, soprattutto nelle fasi più delicate dello sviluppo. Un contributo decisivo, quest'anno, è arrivato dalla gestione della risorsa idrica da parte del Consorzio di bonifica, che ha consentito alle aziende di mantenere un'adeguata irrigazione anche durante i mesi più difficili.

Resilienza al caldo

“Il caldo non ha compromesso la qualità del prodotto e siamo riusciti a ottenere buone rese – osserva Camozza –. Ma è importante sottolineare che questi risultati sono stati possibili anche grazie alla disponibilità d'acqua e a una gestione irrigua attenta. Senza questo supporto, in un'estate come quella appena trascorsa, il bilancio sarebbe potuto essere molto diverso”.

Resta inoltre il problema degli eventi meteorologici estremi, in particolare delle grandinate, che possono danneggiare la buccia e compromettere la commerciabilità dei frutti anche quando la polpa conserva caratteristiche adeguate. Un rischio che accomuna la zucca a molte altre produzioni orticole e che conferma quanto la stabilità del reddito agricolo dipenda sempre più dalla capacità di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.

Ma proprio i risultati positivi di questa campagna impongono una riflessione sulle prospettive della coltura. La buona redditività registrata nel 2026 non può essere considerata, da sola, una garanzia per le prossime stagioni. 

Attenzione a non aumentare le superfici

Su questo aspetto interviene Valentino Montagner, direttore di Confagricoltura Padova, richiamando la necessità di una programmazione condivisa tra produzione, trasformazione e distribuzione.

“La zucca sta dimostrando di poter offrire interessanti opportunità alle imprese agricole, ma sarebbe un errore interpretare i risultati positivi di una singola annata come un invito ad aumentare indiscriminatamente le superfici coltivate. Ogni nuova iniziativa produttiva deve inserirsi in un progetto di filiera, costruito sulla conoscenza della domanda, sulla programmazione delle quantità e su rapporti commerciali capaci di garantire prospettive di reddito agli agricoltori. La diversificazione resta una strada importante per l'agricoltura padovana, ma deve essere accompagnata da organizzazione, accordi tra gli operatori e una visione di mercato che vada oltre la singola campagna”.

L'esperienza della Società Agricola Ortopadana evidenzia dunque non soltanto le potenzialità produttive e commerciali della zucca, ma anche l'importanza di collegare la coltivazione alla trasformazione e alla distribuzione. È in questa capacità di organizzare l'offerta e valorizzare il prodotto che possono nascere opportunità durature per le aziende agricole.

E se Halloween le ha regalato per qualche giorno un sorriso intagliato nella buccia, nelle campagne padovane la sfida è fare in modo che le soddisfazioni di questa stagione possano tradursi in prospettive economiche sostenibili anche per gli anni a venire.


Fonte: Confagricoltura Padova

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