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04 novembre 2026

Avocado e mango: incide anche la geopolitica sui prezzi

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Il mercato dell'avocado sta attraversando una fase particolarmente complessa. Dopo mesi caratterizzati da abbondanza di prodotto e prezzi bassi con la varietà Hass gli operatori attendono  l'avvio delle campagne di Israele e Marocco senza particolari certezze sull'evoluzione della domanda. 

A fare il punto per myfruit.it è Giorgio Donnarumma, import manager di Nuovafrutta Srl, azienda attiva al mercato ortofrutticolo di Milano, che ha tracciato per myfruit un quadro dettagliato delle principali dinamiche che stanno interessando il comparto dell'esotico.

Avocado pelle verde in sofferenza

Le maggiori difficoltà hanno riguardato gli avocado a buccia verde. L'inizio della campagna israeliana, con la varietà Ettinger in primo piano, si è scontrato con un forte rallentamento dei consumi tra settembre e ottobre. Secondo Donnarumma, il mercato è stato influenzato dall'enorme disponibilità di Hass peruviano, che ha assorbito gran parte della domanda penalizzando le varietà a buccia verde.

A complicare ulteriormente la situazione è intervenuto il fattore geopolitico. Diversi retailer europei, soprattutto nei Paesi Bassi, hanno ridotto o bloccato gli acquisti di prodotto proveniente da Israele, generando un eccesso di offerta.

"Ci siamo trovati con un fiume di avocado Ettinger a prezzi bassissimi", spiega Donnarumma. Una situazione che ha spinto le quotazioni a livelli eccezionalmente contenuti, con acquisti effettuati anche attorno ai 4-5 euro.

Debole anche il Bacon spagnolo

Anche il Bacon spagnolo ha accusato la pressione del mercato. Se negli anni passati la stagione partiva con quotazioni di 8-9 euro, quest'anno le richieste iniziali intorno ai 7 euro hanno lasciato rapidamente spazio a operazioni di vendita su livelli vicini ai 5 euro.

Pinkerton atteso al varco

Ora, in questa fase di transizione, è presente una breve finestra commerciale per il Pinkerton del Kenya, acquistato attualmente tra 9 e 10 euro. Una parentesi destinata però a durare poche settimane prima dell'ingresso sul mercato delle produzioni israeliane. Le aspettative per il Pinkerton appaiono migliori rispetto all'Ettinger. La varietà dispone infatti di una platea commerciale più ampia e può contare su consumi generalmente più sostenuti.

Hass: dopo il Perù arriva la fase di stallo

La campagna dell'Hass peruviano si è conclusa dopo due mesi abbondanti, caratterizzati da elevati volumi e quotazioni molto contenute. "Attualmente sul mercato sono disponibili quantitativi limitati provenienti da Colombia, Cile e Israele. Tuttavia le produzioni colombiane e israeliane presentano pezzature ridotte, mentre il prodotto cileno è destinato principalmente al segmento ready to eat e presenta costi molto elevati".

Inoltre "la campagna sudafricana delle varietà Hass e derivate, come Lamb Hass e Gem, ha mostrato problemi qualitativi legati alla maturazione e alla comparsa di annerimenti interni". Nelle prossime settimane dovrebbe iniziare anche la campagna marocchina dell'Hass e gli operatori si attendono quotazioni elevate. "Stiamo vivendo una fase di attesa dopo una stagione molto abbondante. Aspettiamo l'arrivo dei volumi di Israele e Marocco, ma per ora non ci sono segnali particolarmente incoraggianti", osserva Donnarumma.

Mango, il Brasile pesa sul mercato

Anche il mango ha attraversato una fase di forte pressione commerciale. Nei mesi di settembre e ottobre le spedizioni marittime dal Brasile delle varietà Palmer e Tommy hanno generato quotazioni particolarmente basse.

"Il mercato europeo è stato inoltre influenzato dalla contemporanea presenza del mango spagnolo, fattore che ha ulteriormente depresso i prezzi. Compravo prodotto in Olanda a circa 3 euro", racconta Donnarumma, sottolineando come molti operatori abbiano registrato risultati economici insoddisfacenti. Con la conclusione della stagione spagnola, tuttavia, il mercato mostra i primi segnali di recupero, con aumenti nell'ordine di 1-1,5 euro.

Via aerea il Perù prende quota

Sul fronte del mango trasportato per via aerea, "cresce la disponibilità del Kent peruviano. Dopo una fase iniziale caratterizzata da prezzi molto elevati, il mercato sta iniziando a normalizzarsi. Attualmente gli acquisti si collocano mediamente tra 30 e 32 euro, mentre le vendite si attestano intorno ai 38 euro. Secondo le indicazioni raccolte dagli operatori, ulteriori ribassi potrebbero arrivare nelle prossime settimane grazie all'aumento dei volumi. Situazione simile per il Kent brasiliano via aerea, che continua a mantenersi su livelli di acquisto vicini ai 30-32 euro e di vendita tra 38 e 40 euro a collo. L'incremento dell'offerta peruviana - conclude Giorgio Donnarumma - potrebbe però contribuire a rendere il prodotto più accessibile nel corso delle prossime settimane, favorendo una graduale stabilizzazione del mercato".

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