Per la prima volta nel 2025 il valore delle esportazioni di uva da tavola italiana si è avvicinato al miliardo, un dato storico, che consolida il secondo posto dell’uva da tavola sul podio della frutta più esportata dal nostro Paese dopo le mele e prima del kiwi. E' quanto emerso nella relazione di Mario Schiano Lomoriello di Ismea durante il convegno conclusivo di Regina di Puglia lo scorso 25 luglio.
L’export 2025 è stato pari a 437 mila tonnellate (+16% sul 2024) per un valore di 973 milioni (+8,5% sul 2024). Oltre il 90% è a destinazione Europa con tre Paesi che rappresentano i principali mercati di sbocco, nell’ordine Germania, Francia e Polonia.
La produzione nazionale nel 2025 è stata di 978mila tonnellate, per il 44% destinate all’export, per il 37% al mercato interno, per il 15% alla trasformazione. La distribuzione ha assorbito il 74% del prodotto fresco nel mercato interno (con il 72% venduto dalla distribuzione moderna e il 28% dal dettaglio tradizionale). Insignificante l’import, pari ad uno striminzito 2% (anche questo dovrebbe essere un record dell’uva da tavola: tra le categorie più rappresentative è il frutto meno importato).
L’analisi Ismea ha messo in evidenza anche la crescita del numero delle famiglie che acquistano uva da tavola più di cinque volte l’anno. I bambini della generazione Alpha guidano attivamente le decisioni di acquisto delle famiglie, spingendo verso un'alimentazione sempre più orientata ai prodotti vegetali e a stili di vita sani.
Le famiglie con figli under 16 sono la tipologia di acquirenti che registra i maggiori incrementi degli acquisti in termini di quantità di uva da tavola confezionata (nel 2025, +14% su base annua e +35% rispetto al 2023). L’uva piace a giovani e giovanissimi. Il fenomeno è particolarmente significativo perché nettamente in controtendenza rispetto alle dinamiche degli acquisti di frutta in genere, comprese fragole e mele.
Il convegno del 25 luglio ha messo in evidenza anche le strategie per valorizzare meglio l’uva da tavola pugliese nel territorio di produzione, per esempio attraverso accordi con la ristorazione nel periodo turistico (che coincide con la raccolta).
Cresce l'Igp
“L’Igp uva da tavola di Puglia ha raddoppiato i volumi di vendita l’anno scorso. E quest’anno, al 31 maggio, scadenza imposta dall’organo di controllo, tante aziende nuove si sono iscritte. Importante per la nostra crescita è la modifica del disciplinare che è stato esteso alle nuove varietà prodotte dalla ricerca italiana, con risultati decisamente positivi soprattutto qui in Puglia che, non dimentichiamolo, è il primo areale europeo per produzione ed uno dei principali al mondo”.
Lo ha detto Michele Laporta, presidente del Consorzio dell’uva da tavola di Puglia Igp, durante il focus dedicato al valore del territorio e alla sostenibilità. La modifica del disciplinare presentata al ministero dell’Agricoltura entrerà in funzione dalla prossima campagna e, oltre all’ampliamento delle varietà alle uve senza semi frutto della ricerca italiana, prevede una declinazione per varietà delle caratteristiche qualitative in grado di distinguere l’uva Igp di Puglia grazie ad un equilibrato dosaggio tra grado brix e componenti acide.
Michele La Porta, presidente del Consorzio dell'Uva da tavola di Puglia Igp - Regina di Puglia - Noicàttaro
Per l’uva da tavola Igp di Puglia indicate tre priorità: una qualità distintiva, l’inserimento di uve senza semi, una serie di iniziative territoriali adatte allo sviluppo del prodotto e dell’economia locale.
Sui primi due punti la risposta si trova nella dichiarazione del presidente Laporta, per il terzo punto, ha sottolineato Schiano Lomoriello, la crescita di un evento come Regina di Puglia è la carta da giocare. L’ortofrutta è al primo posto tra i cibi italiani per numero di indicazioni geografiche. L’uva da tavola di Puglia Igp è oltre il ventesimo posto ma sta guadagnando terreno.
Oltre ai contenuti, gli affari
Il 24 luglio si sono svolti 150 incontri business con la partecipazione, per la prima volta, di importatori olandesi e svedesi, oltre che dai Paesi Baltici, da Polonia e Germania, e con la più grande catena di distribuzione della regione del Golfo, Lulu, che ha voluto confermare la sua presenza dopo i contratti chiusi a Regina di Puglia negli anni precedenti.
Anche in questa edizione Regina di Puglia ha registrato progressi ed un chiaro successo. Grande è stata la soddisfazione dei partecipanti, dai buyer provenienti da otto diverse nazioni ai giornalisti, con una forte rappresentanza di testate dedicate alla valorizzazione dei cibi dei territori. Gli operatori pugliesi hanno beneficiato di nuove opportunità di business.
Soddisfazione per i risultati dell’evento, anche dal punto di vista mediatico, è stata espressa dal sindaco di Noicàttaro Raimondo Innamorato, che quattro anni fa, in piena crisi di mercato dell’uva da tavola, ha voluto lanciare Regina di Puglia e che ha presenziato a tutti i momenti più importanti dell’edizione 2026.
L’evento è stato supportato da Regione Puglia, Camera di commercio di Bari, Apeo, Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana Grotte Credito Cooperativo e si è svolto in partnership con Megamark e le sue insegne Famila Superstore e Dok Supermercati. Sostenitori sono stati anche Basf, Gruppo Alfonso Lorenzo, Carby Label e Cartarredo.
Fonte: Regina di Puglia - Copyright foto: Regina di Puglia - Noicàttaro